Del Debbio si difende: “Niente criminali nella mia piazza”. Quinta colonna dà fiducia a Letta (e alla Parietti)

I toni di Quinta colonna sono diventati più distesi e la piazza viene placata dal conduttore

Dopo la sparatoria a Palazzo Chigi e la fiducia al Governo Letta i programmi tacciati di populismo sono stati costretti ad abbassare i toni.

Perché la pur ingiusta strumentalizzazione di un crimine isolato rischiava di scaricare la colpa su chi ha “fomentato” la piazza contro le istituzioni. D’altra parte Mediaset non può parlar male di un Governo che ha avuto il benestare del suo editore.

Così da oggi i programmi Videonews hanno iniziato a cambiare linea. La D’Urso, che per due mesi ha esortato a fare presto, oggi è stata la prima a tirare il fiato, ammettendo di vedere la gente più fiduciosa e positiva. Lei stessa, poi, ha preso in simpatia Enrico Letta per il solo fatto di averlo intervistato a Domenica Cinque.

Ma il vero passo indietro è stato quello di Paolo Di Debbio, il bastian contrario dell’approfondimento politico che, finalmente, ha trovato un po’ di pace. Già in Quinta Colonna – Il Quotidiano di stasera ha messo le mani avanti, contro l’appello disperato di una signora ancora arrabbiata: “Il prossimo suicidio che avranno sulle spalle sarà il mio. Faccio un annuncio pubblico”. Il giornalista si è subito dissociato:

“Non lo ricevo. Non bisogna dire ‘ste robe, prima di tutto per lei perché le strade vanno trovate, poi perché lei non sta da sola, avrà altre persone. Poi se no cominciano a dire che questa è la piazza dell’inciviltà. E poi non funziona neanche per voi. Noi la facciamo per provare a darvi una mano. Se non è così poi non vi do una mano di nulla, perché ci delegittimiamo e diventiamo meno credibili”.

Questa precisazione si è trasformata in un vero e proprio monologo sulla difensiva, in apertura di Quinta colonna:

“Noi non abbiamo in piazza dei criminali, ma dei cittadini che ci dicono il loro disagio. Continuiamo a farla questa cosa, anche se sappiamo perfettamente i rischi a cui ci esponiamo. Ma poi faccio questa domanda. Quale modo migliore c’è di far manifestare il disagio che c’è in Italia e provare a far qualcosa con il nostro piccolissimo contributo, se non quello di far pressione sui politici, di far parlare la piazza con la politica e di vedere di trovare una soluzione? Potrebbe essere una trasmissione fatta infinitamente meglio e condotta infinitamente meglio, ma intanto abbiamo cominciato e il pubblico ci segue, al resto ci pensino quelli che son bravi a parlar male degli altri e a non fare nulla. Mi scuso col pubblico di aver fatto questa cosa un po’ lunga, ma dopo che si supera un certo limite la critica diventa insinuazione e qui le insinuazioni non hanno casa”.

Poi ha confermato un approccio più rilassato alla politica:

“Ci possiamo fidare di questo governo? Io cosa ho visto? Ho capito questo, che rispetto ad altre settimane c’è qualche apertura di fiducia in più da parte della gente, moltissime sono non fiduciose, ma sono sicuro che se questo governo fa qualcosa di concreto la fiducia aumenta”.

Una stessa persona del popolo ha confermato il New Deal:

“Io ho fiducia, vedo un governo fatto da persone nuove, da molte donne. Non ci sono big. In compenso abbiamo visto in studio un teatrino con lo scambio di battute, ma la gente non vuole più battute”.

La signora si riferiva alla ciliegina sulla torta della serata, nel ruolo di ospite vip militante: l’immancabile Alba Parietti (in realtà ospite di Del Debbio per la seconda volta). La coscialunga della sinistra ha iniziato a mettersi in mostra grazie a un gustoso teatrino con Gasparri:

    P: “Secondo me i politici dovrebbero andare anche al mercato per la difficoltà che ha la gente di mettere la roba nel carrello e per i vecchietti che guardano cinquanta volte il prezzo prima di mettere un chilo di pasta dentro il carrello”.

    G: “Sono stato in un supermercato, ma non ho mai incontrato la Parietti”.

    P: “Ci possiamo dare appuntamento in un supermercato”:

    G: “Anche all’Ikea. Farei un figurone se c’ho l’appuntamento con la Parietti”.

Finita questa parte semiseria, Alba ha dato il meglio di sé, con riflessioni lucide e più schiette di quelle di altri mille politici, giornalisti e persone della strada:

“A me diverte come si è arrivati a questo Governo, nasce da una serie di miseunderstanding, il Pd era dato per vincente in assoluto, inseguito da Grillo, un Pdl distrutto dove sembrava che tutti dovessero tenere alla larga Berlusconi. Improvvisamente si capovolge la situazione, ritorna Berlusconi in campo come l’Araba Fenice, rinasce dalle sue ceneri, il Pd perde nonostante fosse il vincitore, questo è il risultato che è incredibile. Ah, io ho votato Pd, non ho votato Grillo come qualcuno potrebbe pensare. Il grave problema del Pd è che non ha un’identità. Io, da elettrice del Pd da sempre, ho semplicemente detto già l’altra volta che la campagna elettorale di Grillo è stata chiara. Il Pd ha fatto un macello. Ho diritto a dirvi che non siete stati credibili, motivo per cui da vincenti siete stati perdenti”.

La Parietti ha messo anche a tacere tutte le speculazioni sull’attentato di ieri:

“Non stiamo parlando di un anarchico, ma di una persona che ha perso la testa, che nulla ha a che vedere con la politica, che ha sbroccato, che ha sparato contro due persone poverette che erano le ultime ad avere responsabilità dei suoi guai. Non è un episodio di violenza dettato dalla politica, è un episodio dettato dalla follia pura di un singolo episodio. E’ stato il gesto inconsulto di un imbecille con la mano armata, un atto estremamente criminale. Son solidale con la famiglia, ma noi non possiamo dare nessuna giustificazione”.

Ma quand’è che la Parietti si darà alla politica, visto che ci sono finite delle colleghe ben meno lungimiranti di lei?

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