Comedy Club, la fiera dell’ovvietà

Questo post segna l’inizio della collaborazione – per il momento come guest – di Lord Lucas con TvBlog. Ci auguriamo che questa collaborazione possa essere fruttuosa e interessante per lui, per noi e per voi tutti. A Comedy Club sembra che tutti abbiano perso un’occasione, i professori di far ridere e i loro allievi di

Questo post segna l’inizio della collaborazione – per il momento come guest – di Lord Lucas con TvBlog. Ci auguriamo che questa collaborazione possa essere fruttuosa e interessante per lui, per noi e per voi tutti.

A Comedy Club sembra che tutti abbiano perso un’occasione, i professori di far ridere e i loro allievi di lavorare. Lungimiranti le previsioni de Il Corriere della Sera:

Tuffo negli Anni ’80 (per gli amanti del revival), ritorno al giurassico (per i maligni): otto comici della Milano da bere insegnano ai soliti vip di turno come far ridere.

Più che rimpiangere i tempi di Drive In, abbiamo quasi nostalgia dei comici di Bulldozer. Non a caso, al timone del “va-reality”, nuova dizione coniata dalla conduttrice che suona quasi come un’imprecazione, c’è lo stesso sorriso smagliante-snervante della Panicucci che sembra appena uscita dalla recita scolastica di Grease-Brillantina. Il filone, infatti, vorrebbe essere quello didattico di Ballando con le Stelle o Notti sul Ghiaccio, ma, chissà perchè, l’effetto finale è quello di un maldestro incrocio tra le gag di Risatissima e una produzione di Happy Channel. Se in più ci aggiungete la gnocca che sculetta per lo studio con i foglietti del sorteggio sparsi per il decolletè, mentre i vecchietti sugli spalti se la spupazzano che è una goduria, il pensiero corre subito alla soubrette-crocerossina di Striscia (quella che ha cambiato identità e, da procace infermiera, è diventata la signora Triccheballacche più cammellata d’Italia).

Sulle note di canzoni cult, quali Celebrate Good Times dei Kool & The Gang e Semptember di Earth Wind and Fire, l’atmosfera goliardica dello sfavillante studio rinverdisce un dejavù dopo l’altro delle vecchie glorie (?!?) di Italia1, dall’aria scanzonata di Matricole & Meteore alla comicità datata di SuperCiro. Orgogliosi della propria carriera, Calà, D’Angelo, Salvi e soci promettono:

Non insegniamo tormentoni, ma veri sketch….

Ed è proprio questo il dramma.

Chiedetelo a Serena Garitta, che ha dato a Bambi del fru fru (potremo mai riprenderci per questo?). O ad Antonio Rossi, che punta sul monologo degli equivoci per cadere sui soliti doppi sensi a sfondo erotico. Aggiunge il direttore di rete Luca Tiraboschi:

Non è un reality, è un varietà dove i protagonisti proveranno a far ridere cercando di evitare l’effetto Corrida. Ci siamo chiesti quali potessero essere i migliori professori di comicità e abbiamo puntato su delle icone della risata, personaggi che hanno fatto divertire generazioni di spettatori.

Guai a chiedersi perché come insegnanti non siano stati scelti i nuovi comici che la fanno da padrone a Zelig:

Chi faceva ridere negli Anni ’80 fa ridere anche adesso risponde Jerry Calà, ricordando i suoi «130 spettacoli all’anno». Peccato che, suscettibilità a parte, l’unica battuta che faccia veramente ridere sia anche la più amara:

Siamo tutti retribuiti ovviamente, non solo gli insegnanti, ma anche gli allievi

ride Gaspare, socio di Zuzzurro,

non si fa mica una figura di m… gratis.