Loveline ridà un senso alla seconda serata (e Angela Rafanelli è una vera novità)

rafanelli loveline

Che palle solo Saviano, X Factor e Avetrana. Ormai, se non sei un marchio riconoscibile, sembra che tu non possa più strabordare tra prima e seconda serata. E invece, una volta, i programmi andavano in onda a tarda sera per il solo gusto di intrattenerti, non per farsi notare per forza.

Nelle ultime sere il sottoscritto, che fa parte della 'vecchia' generazione Mtv, quella che ti accompagnava per tutta la giornata da Select a Kitchen, si è sottratto ai programmi di punta per ritrovare Loveline. E tutto questo nonostante avessi personalmente perso ogni legame fidelistico con la seconda serata, ormai alla mercé del sensazionalismo un po' forzato di Chiambretti (con l'ospitata urlata a tutti i costi) e dell'approfondimento in salsa morbosa.

La seconda serata nasce per essere soft, mai ansiogena, distensiva, con contenuti riservati e più congeniali alle turbe notturne. Quale altro tema se non il sesso può essere sdoganato e, soprattutto, sensibilizzato in questa fascia? Il ritorno di Loveline ha avuto, perciò, un effetto insieme nostalgico e straniante. I fan della prima ora saranno rimasti sicuramente spiazzati, lunedì sera, dalla sostituzione di Camila Raznovich, con quella sua aria un po' algida e fetish insieme: la crescita della sua credibilità professionale dipende soprattutto da questo programma.

Come lei, non c'erano più il divanetto, lo studio raccolto con i ragazzi seduti all'indiana, gli interventi hot-pop dell'ex gieffino Filippo Nardi. Al suo posto, delle sedie di plastica e un'atmosfera dispersiva più vicina al lounge bar. Ma, poiché tutto si crea nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, Loveline è tornato per restare, con una pelle più moderna ma al tempo stesso fedele al suo testamento originario: fare educazione sessuale tra i giovani. Il futuro, ora, è Angela Rafanelli, una delle vere novità del panorama televisivo attuale (qui l'intervista a Queerblog). Stiamo parlando di una ragazza brillantemente impacciata e per questo genuina, autenticamente confidenziale, che non assomiglia a nessun'altra. Chi non si è innamorato della sua buffa parlantina livornese?

Loveline
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Il suo approccio alla materia è rassicurante e mai paludato, dà a vedere che da parte sua non c'è pregiudizio verso alcuna pratica sessuale, ma neanche il gusto perverso di una trasgressione fine a se stessa. E' la tipica amica 'aperta', a cui racconteresti sia della prima volta che della cilecca, perché sai che non è bigotta né stronza.

Insomma, la Rafanelli sembra un incrocio tra Paperina e Amélie, a volte un po' goffa e ingessata (ma avrà modo di sciogliersi, d'altronde Camila si è costruita un'identità 'di legno' a regola d'arte) ma con un suo stile disincantato e già molto personale. Il suo modo di dire 'ciao' a chi telefona da casa fa molto anni '90, nella sua deliziosa ingenuità, così come la maniera in cui scioglie le singole richieste segue il giusto mezzo tra l'amichevole e il rispettoso.

Insomma, la Rafanelli (già Iena e vj di Current) è il traid union trait d'union perfetto per tornare a lanciare volti nuovi su Mtv, senza che siano necessariamente emo o si mimetizzino tra i bimbiminkia. E Loveline, già dalla seconda puntata, ha creato quell'effetto 'appuntamento' che mancava. Ieri sera c'è stato, in particolar modo, un servizio che mi ha molto colpito. Il tema era quello delle fantasie sessuali e dallo studio hanno lanciato un rvm sui desideri più probiti dei pescatori, sia giovani che più attempati.

Questo ha superato il rischio di una trasmissione per pischelli, che raccomandi loro solo l'uso del preservativo. Fuori dal coro, infatti, sono stati gli interventi sui rapporti tra marito e moglie dopo tanti anni di matrimonio, con lui che sogna con lei, ancora riluttante, un rapporto anale. E poi, ancora, la riflessione di un trentenne sul fatto che oggi la trasgressione più grande, nell'era del porno online, sia quella di svegliarsi abbracciato con la propria donna.

Loveline, insomma, evita di rincorrere i durex party e di fare del sesso solo un argomento scandalistico, restando l'unico programma che ne parla con cognizione di causa e offrendo un supporto importante all'adolescenza sintonizzato. Imprescindibile, infatti, resta la presenza in studio del sessuolo Roberto Bernorio, anche se il sottoscritto rimpiange l'aria distinta e al tempo stesso più diretta dell'allora 'giovane' Marco Rossi. Per essere un professionista, risulta un po' troppo ammiccante e "signoriniano", distante dal ragazzetto in cerca di risposte e forse più adatto a rispondere alle defaillances dell'uomo di mezza età.

Decisamente più accattivante la presenza di Immanuel Casto, cantante porn groove. I suoi interventi sono tra i più sboccati (l'altra sera inneggiava al 'merluzzo' in bocca), ma al tempo stesso perfetti per stuzzicare l'atmosfera. I siparietti tra la conduttrice e quest'ultimo, lui scafatissimo e lei perplessa, sono già tra gli ingredienti più riusciti di quest'edizione, che tra vignette, fenomeni web e fashion blogger si è evoluta senza smentirsi. Era doveroso che in una televisione sessuomane fosse confermato un presidio fisso... con le istruzioni per l'uso.

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