Cucine da incubo Italia: la conferenza stampa, martedì 16 aprile 2013

Antonino Cannavacciuolo sarà lo chef, nel ruolo che fu di Gordon Ramsay

12.59
Conferenza stampa terminata.

12.55
Cannavacciuolo: “Non guardo i programmi sul cibo in televisione. Ho guardato Cracco, perchè mia moglie si era appassionata al programma. L’importante è il messaggio. Fare lo chef significa sgobbare, non fare 10 puntate e basta. Oggi la gente è più consapevole, vuole saperne di più. C’è una crescita sulla cuscina, a me fa piacere”.
E’ stato chiesto se si farà un ‘controllo’ a distanza di tempo, dopo che lo chef è intervenuto: D’Amico, “Vorremmo farlo”.

12.51
Sulla scelta dei locali, Cannavacciuolo: “Cercavamo una storia da raccontare”. E sui piatti fatti ‘peggio’ in generale: “Il pesce e le loro cotture”.

12.46
Che caratteristiche deve avere uno chef per questo programma?
D’Amico: “Bisogna essere autorevoli, e molto bravi con le relazioni umane. Ci sono molte cose che devono quadrare, non solo l’aspetto televisivo. Non gli abbiamo chiesto di recitare: qui la relazione umana è molto importante, ci si gioca tutto lì”.
Cannavacciuolo: “La nostra gavetta è molto dura. Avevo 15 anni, prendevo un sacco di mazzate. Veniamo da quella scuola. Quando mi incazzo lo faccio perchè ci tengo alle persone. Vedere questa gente in difficoltà…a me piangeva il cuore”.

12.38
Terminata la proiezione. Domanda, chi gliel’ha fatto fare?
Cannavacciuolo: “Ho fatto questo programma per aiutare anche le mie aziende. Fare tv è un mezzo di comunicazione. Tutti sanno che Cannavacciuolo è bravo, ma bisogna vederlo in tv. E’ un problema italiano. Da quando faccio tv Cannavacciuolo è più bravo. Poi mi piaceva il programma in sè. Ho dato molto a livello personale”.

12.11
Viene mostrata una sintesi della prima puntata, con protagonista il ristorante Borgo Antico. Il programma ricorda molto la versione estera – e accidenti se si arrabbia lo Chef! -.

Chef Cannavacciuolo, “Mi piace aiutare le persone”

12.09
Cannavacciuolo: “La mentalità che vedo è quella di 20 anni fa. Trovavo pagine e pagine di menù. In un ristorante con un cuoco da solo in cucina avevano 60 piatti. Soldi buttati in congelatori. Tu non stai pagando i dipendenti e tieni migliaia di euro in prodotto congelato? I piatti dei ristoranti non sono i miei piatti, ho fatto piatti della tradizione italiana”.

12.03
Cannavacciuolo: “C’è la crisi sulla ristorazione perchè negli altri ambiti c’è più business. Il nostro lavoro non è computerizzato, è un lavoro umano. Nessuno ci dice ‘bravo’, se lavori ti mandano i controlli”.

11.57
D’Amico: “Abbiamo questa presunzione di saper gestire un ristorante in quanto italiani, forti della nostra cultura culinaria. Molti Paesi ci hanno sorpassato. C’è una sottovalutazione del tema imprenditoriale”.

Sara D’Amico, “Non avevamo pensato subito a lui, ci ha convinti disossando un prosciutto”

11.55
D’Amico: “Antonino ha partecipato alle selezioni dei ristoratori. Abbiamo fatto moltissimi provini. Molti ristoranti sono a gestione familiare, ci sono magari anni e anni di litigi dietro. Gli offriamo questa possibilità: rifare il menù, acquisire un know how gestionale e avere un ristorante ‘trasformato’. In quel momento hanno pianto tutti”. Cannavacciulo: “Abbiamo dato di nuovo una chance, anche di testa. Mentalmente e fisicamente. Hanno ricominciato. E’solo una settimana, ma al di fuori del programma c’era un Cannavacciuolo ‘umano’: mi mandano messaggi, gente che sta facendo corsi di cucina. Mi piace aiutare le persone, e loro hanno creduto in più in questo programma. Siamo riusciti a incanalare queste persone nella strada giusta”.

11.48
Il programma non è la traduzione di un format ma un ‘nuovo programma’. Rossini: “Sono un fan della versione americana”. D’Amico: “Dovevamo cercare una persona che desse un tocco italiano. Abbiamo visto più di 30 chef stellati. Mi sono detta, non riusciamo a trovare nessuno. Serviva uno chef autorevole, siamo andati come ultimo tentativo da Cannavacciulo. Non avevamo pensato a lui, perchè è una persona molto riservata. Ci siamo convinti quando abbiamo visto questo”. Parte un filmato promo in cui lo chef disossa un prosciutto e ci ha raccontato perchè conviene disossare un prosciutto a livello economico. “Gordon Ramsay insegna a gestire un ristorante sotto molti punti di vista. Cannavacciuolo sa quanto spende in un mese in detersivi. Ci ha molto colpito”.

Antonio Rossini, “Non vedevo l’ora che arrivassero le puntate, molti dubbi prima dell’edizione italiana”

11.41
Rossini: “Non vedevo l’ora che arrivassero le puntate. Quando abbiamo avuto l’idea di fare la versione italiana ci siamo un po’ spaventati e siamo stati assaliti da molti dubbi. In Italia ci saranno dei ristoranti così malmessi e i ristoratori saranno disposti? Abbiamo trovato una persona che può ben reggere il confronto con Gordon Ramsay. Non doveva sostituirlo”.

11.35
“Antonino vale tanto quanto pesa. E’ un degli chef italiani di cui possiamo andare più fieri”. La conferenza stampa è iniziata. Presenti insieme ad Antonino anche Alberto Rossini, vice presidente entertainment Fox Life, e Sara D’Amico, responsabile produzioni intrattenimento Fox Channels.

11.25
La conferenza stampa non è ancora iniziata, ma l’accoglienza è stata ‘da incubo’, con hostess poco professionali e camerieri dal braccio tremulo (sicuramente presto scopriremo l’arcano).

Sarà presentata oggi a Milano l’edizione italiana di Cucine da Incubo (traduzione del celebre format Kitchen Nightmares, le cui versioni Usa e Uk hanno spopolato anche da noi, trasmesse su Real Time).

La formula è quella di sempre, ma se nelle versioni estere c’era il cattivissimo e diabolico chef Gordon Ramsay, a ‘rimettere in riga’ i ristoranti nostrani da salvare – a partire dal 15 maggio su Foxlife, canale 114 di Sky – ci sarà lo chef Antonino Cannavacciuolo (qui un’intervista realizzata tempo fa dai blogger di Gustoblog).

Classe 1975, Antonino vanta due stelle Michelin per il suo Ristorante Hotel Villa Crespi ad Orta San Giulio. Riuscirà nella sua missione?

Seguite insieme a noi la conferenza stampa, a partire dalle 11, sempre su TvBlog.

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