Chi vuol essere milionario cambia… in peggio

Diciamo subito, senza molti giri di parole, che le modifiche alla formula di Chi vuol essere milionario non hanno affatto convinto chi vi scrive. Se in passato avevamo accolto favorevolmente la formula sprint, che aveva velocizzato il gioco e migliorato l’insieme, ora bocciamo i cambiamenti introdotti in questa nuova stagione, ossia il traguardo deciso dal


Diciamo subito, senza molti giri di parole, che le modifiche alla formula di Chi vuol essere milionario non hanno affatto convinto chi vi scrive. Se in passato avevamo accolto favorevolmente la formula sprint, che aveva velocizzato il gioco e migliorato l’insieme, ora bocciamo i cambiamenti introdotti in questa nuova stagione, ossia il traguardo deciso dal singolo concorrente e le domande più difficili già nei primi gradini della scalata verso il milione.

L’impressione avuta ieri sera è stata quella di un gioco ulteriormente appesantito, anziché “ammorbidito”, come sarebbe dovuto essere. Le prime domande, che solitamente prevedevano una risposta rapida, ora richiedono più tempo per ragionare, rallentando di fatto il proseguimento del gioco e rendendo necessaria una maggiore permanenza totale del singolo concorrente. Inutile dire che questo rende il quiz ancor più noioso che in precedenza.

Il traguardo deciso dal singolo va invece a peggiorare la situazione del concorrente stesso. Puntando troppo in alto, con altissima probabilità se ne tornerà a casa a mani vuote perché sarà costretto a tenersi gli aiuti per le domande più difficili e si affiderà alla fortuna nei primi step, qualora uscissero domande delle quali non conosce risposta. Al contrario, puntando in basso utilizzerà gli aiuti presto per cercare di arrivare alla cifra garantita e poi si “butterà” nelle risposte alle domande difficili. E affidandosi alla fortuna, si sa, non sempre si è in buone mani.

Insomma, di giochi basati sulla fortuna nella nostra tv ce ne sono fin troppi e quasi tutti regalano fior fior di quattrini. Un gioco che, al contrario, necessita di una certa cultura, dovrebbe incentivare chi vi partecipa. Che non vuol dire regalare cifre spropositate, ma magari “premiare” con piccole cifre chi negli anni ha avuto il merito di costruirsi una buona preparazione.

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