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Nuovo Tg1, Minzolini: “E’ il baricentro del Paese”

Oggi la nuova versione del Tg1 era Minzolini. In sostanza una rinfrescata. Avete presente quando si cambia casa? Ecco, prima di entrare in quella nuova le si dà sempre una ripulita, anche se spesso la struttura resta la medesima. E’ un po’ quello che accade al Tg1 che Urbi et Orbi ha annunciato il restyling

di marina


Oggi la nuova versione del Tg1 era Minzolini. In sostanza una rinfrescata. Avete presente quando si cambia casa? Ecco, prima di entrare in quella nuova le si dà sempre una ripulita, anche se spesso la struttura resta la medesima. E’ un po’ quello che accade al Tg1 che Urbi et Orbi ha annunciato il restyling in pompa magna che sarà presentato al pubblico oggi: dalla grafica, allo studio, al sito web. Insomma, l’impronta di Augusto Minzolini viene apposta anche al format. E fin qui ci sta.

Ma Augusto Minzolini va oltre e dichiara, alla vigilia dell’inaugurazione della nuova versione del tg nazionale:

I risultati dimostrano che la mia linea editoriale sta avendo ragione, non penso di cambiarla e non ne vedo il motivo. Siamo il baricentro del Paese: raccontiamo i problemi, ma evitiamo di dare un’immagine catastrofista dell’Italia, immagine che non esiste. Non mi sono fatto mai intimidire in vita mia né quando ero alla carta stampata né oggi che sono al telegiornale. Sono arrivato nel giugno scorso e in questi mesi ho dovuto anche soffrire le difficoltà del passaggio al digitale che hanno influito sugli ascolti. Eppure un tg visto principalmente da ultrasessantenni adesso si sta ringiovanendo, è scesa l’età media dei telespettatori.

Il successo della sua direzione è provato dagli ascolti, che sostiene Minzolini siano nettamente migliorati (e qui ci vorrebbe il supporto del grande Hit):

In un anno il divario con il nostro maggiore competitor è aumentato a nostro favore dal 2,32 per cento al 3,98. E se lo share è diminuito dell’1,14 per cento è dovuto al fatto che la platea è aumentata. Anzi il Tg1 è il telegiornale che ha guadagnato più telespettatori: 220 mila contro i 182 mila delTg2, i 130 mila del Tg3, mentre addirittura il Tg5 li ha persi. Solo nel 2000 il Tg1 aveva sempre vinto il confronto col Tg5, bisogna insomma risalire a 10 anni fa per rivedere un Tg1 con dati così positivi.


Risponde anche della presunta epurazione (lo dice lui) dalla conduzione per Tiziana Ferrario, Paolo di Giannantonio e Maria Luisa Busi:

Ma perché se la media di incarico di un direttore è di un anno e mezzo i conduttori dei tg devono restare a vita? È un’idiozia darmi dell’epuratore solo perchè voglio cambiare situazioni immobili da 29 anni. Sfido chiunque a dimostrare che le mie scelte non siano editoriali e razionali. A tutti quanti ho fatto una proposta di ricollocazione addirittura di super inviati agli Esteri. Io ci metterei la firma ad accettare un incarico del genere, una volta finito il compito di direttore. Quello che mi ha lasciato più perplesso sono gli attacchi da chi lavora all’interno dell’azienda. Comunque sto ancora aspettando una risposta dai colleghi in attesa di ricollocazione.

E se siete convinti che da quando è iniziata l’era Minzolini al Tg1 passino solo notizie leggere, bè vi sbagliate, considerato, spiega, che sono messe in coda e non tolgono spazio alle notizie di testa. E rispetto ai suoi famosi editoriali ecco cosa dichiara il direttore:

Invece mi sono serviti per espormi in prima persona, ma i miei caporedattori hanno anche deleghe, sono liberi di dire quello che pensano: al Tg1 c’è ampia autonomia.

Infine, rispetto alle critiche ricevute sostiene che si sia trattato di attacchi di stampo politico:

Mi hanno detto di aver dato poco spazio alla crisi economica. A noi è piaciuto sottolineare come il sistema economico italiano è riuscito ad affrontare questa crisi molto meglio di altri Paesi. Il tg denuncia quello che non va, ma racconta anche quello che funziona, ci piace parlare di quel modello Italia che viene spesso sbeffeggiato ma che invece raggiunge anche risultati positivi.

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