Il più grande (italiano di tutti i tempi) (non) rischia la chiusura. Il direttore di RaiDue Liofredi: "Fiducia a Facchinetti"

Il più grande (italiano di tutti i tempi) rischia la chiusura. Il direttore Liofredi: "Fiducia a Facchinetti"

Esprimo un giudizio personale, da critico libero e sereno: la trasmissione Il più grande, senza voler entrare nello specifico qualitativo relativo, fa alla televisione italiana un danno gigantesco. Un format per cui "si eliminano" (cliché falso-democratico di cui non se ne può più...) personaggi storici e della cultura che hanno contribuito a rendere questo Paese la culla della civiltà che è (che era?), insieme a presunti artisti moderni, complici, invece, della nostra svalutazione culturale, questo format non è divertente, non è innocente, non è intrattenimento. Un format così è soprattutto anticulturale: appiattente, livellante verso il basso. Un format così è uno stereotipo. Naturalmente è anche questione di gusti: ad altri stimati colleghi il prodotto è piaciuto, sebbene al pubblico assolutamente no (ascolti mostruosamente sotto le aspettative) e, in assoluto, possiamo dire che i problemi legati al decadimento italiota stiano altrove. La televisione, tuttavia, non va mai sottovalutata come grande fucina di responsabilità critiche.

In tal senso, allora, non arriva del tutto inaspettata la reazione a doppia mandata del direttore di RaiDue Massimo Liofredi che ha riunito a Viale Mazzini i responsabili del programma e gli autori per discutere del flop. Risultato: Il più grande sarà un programma su cui continuare a puntare. Esattamente come Francesco Facchinetti sarà un conduttore che avrà ancora il pieno sostegno dell'azienda.

''Facchinetti è una risorsa della rete sul quale personalmente sono pronto a scommettere oggi e in futuro. Abbiamo voluto sperimentare un prodotto totalmente nuovo e raccontarlo con un linguaggio innovativo: non ci spaventa il rischio della novità. Il più grande è un prodotto forte, che con qualche correzione, piacerà al pubblico Rai e a quello di Raidue: mercoledì sera ci ha seguito il 9% del pubblico che era davanti ad una tv, un punto in meno della media di ascolto dei programmi di rete. Anche per questo sono ottimista'. Mi conforta in questa mia convinzione l'omogeneità degli ascolti in tutte le regioni italiane''.

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