Che tempo che fa! Censura e sanzioni per Fazio?

Ve lo ricordate lo spot in cui si annunciava l’inizio delle trasmissioni, a traino della prima edizione di Che tempo che fa? Fabio Fazio guardava verso l’alto, azzardava, come titolo del programma, “Piove, governo lad…” e giù tuoni e fulmini, saette, sturm und drang. Una gag delicata e via con Che tempo che fa. Cos’è

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Che tempo che fa Ve lo ricordate lo spot in cui si annunciava l’inizio delle trasmissioni, a traino della prima edizione di Che tempo che fa? Fabio Fazio guardava verso l’alto, azzardava, come titolo del programma, “Piove, governo lad…” e giù tuoni e fulmini, saette, sturm und drang. Una gag delicata e via con Che tempo che fa. Cos’è cambiato da allora? Be’, il programma ha un nuovo, bravo, regista – Duccio Forzano, di cui ricordiamo l’intervista a Smarty Pants -, Filippa Lagerback al posto di Ilary Blasi, la Littizzetto, Teocoli. Per il resto, è sempre una trasissione delicata e piacevole a vedersi, una rarità nel panorama italiano (posso ricordare su tutte la puntata con Umberto Eco? 5 milioni di spettatori 5). Ma l’authority per le telecomunicazioni non la pensa così.
Questo il testo emanato dall’AGCom:

il ciclo di trasmissioni Che tempo che fa diffuse dal 4 novembre 2005 al 5 febbraio 2006 […] da qualificarsi come programmi di intrattenimento […] l’abituale presenza di esponenti politici […] intensificata nell’approssimarsi della campagna elettorale, senza che tale presenza trovasse motivazione nella particolare competenza degli invitati sui temi trattati. Ciò ha contribuito a dare alla trasmissione una forte connotazione politica, con l’indebita introduzione, in una trasmissione non appropriata, di spazi di approfondimento politico non riconducibili a saltuarie “finestre informative” e non rispettosi, per di più, all’interno delle singole tematiche, dei principi di parità, del più ampio pluralismo e del contraddittorio.

La cosa ci pare assurda.

Anche perché, conti alla mano, il programma ha ospitato 5 esponenti del centrodestra e 5 del centrosinistra, e ognuno ha parlato in relazione alle proprie competenze.
Oggi il cda RAI si riunirà di nuovo, al completo: spetta ad esso decidere le eventuali sanzioni.
All’ordine del giorno, fra le altre cose, verifica del primo bimestre del budget aziendale del 2006, le linee editoriali della fiction e le scelte relative al centro di produzione di Milano. E l’obiettivo principale dei consiglieri di centrodestra (Pietroni su tutti) che vorrebbero cancellare i pezzi di Cornacchione. Guarda caso, proprio a Che Tempo Che Fa

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