Cinque milioni per Umberto Eco

O forse è più corretto dire cinque milioni per Che Tempo Che Fa. O per l’accoppiata Eco-Fazio.Questi gli ascolti in valore assoluto nel corso dell’intervista al semiotico, docente di estetica e scrittore. Tre titoli che sembrano fare a pugni con il concetto di televisione e spettacolo di massa e che pure hanno portato a un

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O forse è più corretto dire cinque milioni per Che Tempo Che Fa. O per l’accoppiata Eco-Fazio.
Questi gli ascolti in valore assoluto nel corso dell’intervista al semiotico, docente di estetica e scrittore. Tre titoli che sembrano fare a pugni con il concetto di televisione e spettacolo di massa e che pure hanno portato a un successo significativo.
E’ la vittoria di un tipo di televisione che molti ritengono superata o comunque di nicchia. In fondo, cos’è Che Tempo Che Fa, al di là della parte di comicità e varietà? Una serie di interviste, un presentatore pacato, una regia funzionale al programma eppure a suo modo ricercata, precisa, delicata. Diciamoci la verità: il programma funziona, è intelligente e gradevole. E’ una televisione che si ritrova raramente, ma non posso che concordare con l’analisi che oggi Dipollina fa su Repubblica: se questo programma fosse collocato quotidianamente in seconda serata, verosimilmente farebbe man bassa di ascolti.