Gianluigi Paragone ha L’ultima parola

Si intitola L’ultima parola, l’annunciato programma di approfondimento che Gianluigi Paragone (già direttore de La Padania, attuale co-direttore di Libero) condurrà su RaiDue a partire dal 15 gennaio. Sostituirà la seconda serata di Daria Bignardi. Già flop con Malpensa Italia, Paragone ne ha per tutti. E’ noto a tutti che per entrare in Rai hai

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Si intitola L’ultima parola, l’annunciato programma di approfondimento che Gianluigi Paragone (già direttore de La Padania, attuale co-direttore di Libero) condurrà su RaiDue a partire dal 15 gennaio. Sostituirà la seconda serata di Daria Bignardi. Già flop con Malpensa Italia, Paragone ne ha per tutti.

E’ noto a tutti che per entrare in Rai hai bisogno di padrini. Io non ho mai nascosto di essere in quota al centrodestra, in Rai mi hanno voluto il Pdl e la Lega: la cosa non mi imbarazza e non ho niente di cui mi devo giustificare.

Dichiarazione questa che, per quanto riguarda il sottoscritto, taglia la testa al toro – insieme ai vari Minzolini e Vespa e al programma prossimo venturo di Belpietro – a qualsiasi discorso sulla RAI presuntamente “rossa”: citerò questo virgolettato ogni volta che si parlerà di RAI a sinistra. Non per una questione politica, ma perché i fatti sono fatti. Che si voglia sdoganare il fatto che per far carriera ci vogliano i padrini – termine che aborro – è cosa tutta italica e decisamente di cattivo gusto. E’ il solito tanto fanno tutti così che caratterizza la nostra Italietta.

Poi, Paragone ne ha per Santoro:

Io non gigioneggio come Michele Santoro, il nostro linguaggio e’ completamente diverso e ci separa una generazione. Quanto a ‘Malpensa Italia’, forse il titolo e il luogo da cui andava in onda non erano azzeccatissimi. Ma a me non interessano gli ascolti, quanto il prodotto.

Già. Dichiarazioni analoghe a quelle di Belpietro. Lo sanno bene, i due, che si scontrano con un altro fatto: Annozero fa sfracelli in termine di ascolti. Ci si vuole forse far credere che oggi gli ascolti, improvvisamente, non sono importanti?

Quanto al posto scippato alla Bignardi, anche qui Paragone ha da dire:

Solo i diamanti sono per sempre, ma la Bignardi sa che il suo programma non e’ stato ne’ sospeso ne’ cancellato, solo rimandato.

Sugli ospiti che inviterà:

Invito gia’ sin d’ora i direttori de l’Unita’ Concita De Gregorio e di Repubblica Ezio Mauro, il segretario della Cgil Epifani, l’opinionista di Repubblica Curzio Maltese e Luca Palamara dell’Associazione nazionale magistrati. In realta’ li avevo gia’ invitati per il mio precedente programma ‘Malpensa Italia’, ma loro mi hanno sempre snobbato.

Quanto al programma – di cui sono previste 18 puntate – il conduttore fa sapere che un suo vecchio amico che lavora alle Poste (sic), Tommy Calabrese, avrà il compito di curare 18 inchieste sulle piccole storie ignobili italiane. Alla faccia di tutti i giornalisti professionisti che l’inchiesta la fanno per mestiere e che non trovano alcuna visibilità. Alcuni di loro rischiano anche la pelle (su tutti, vale la pena di ricordare il direttore di ItaliaTerraNostra, minacciato di morte insieme alla sua redazione). Ma loro, no, non possono andare in televisione. Forse perché non hanno padrini.

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