• Rai 2

Io tu noi, Lucio: ma i veri protagonisti sono i ricordi e i racconti degli altri

Io tu noi, Lucio, questa sera su Rai 2 il ricordo di Lucio Battisti

  • 21.23

    Inizia “Io, tu noi, Lucio”. Chi era Lucio Battisti? Si inizia così, con elenco delle caratteristiche del cantautore: “E’ stato sicuramente il più grande talento che ha espresso la musica italiana” commenta Sonia Bergamasco

  • 21.23

    Carlo Verdone: “L’Inghilterra ha avuto i Beatles, noi abbiamo avuto Lucio Battisti”. Seguono i commenti di Paola Turci, Fabi, Ron e Finardi. Gianna Nannini: “Cantava benissimo, non bene, benissimo”.

  • 21.31

    Finardi trova le radici soul di Battisti. Mario Biondi sottolinea i testi intriganti: “Mi ricordava quello che ascoltava mio padre, artisti come Ray Charles… Lui li parafrasava molto”

  • 21.33

    Intanto ascoltiamo spezzoni dei suoi brani. E commenti e opinioni sparse…

  • 21.34

    Arbore ricorda la storia del ritornallo “Dieci ragazze per me possono bastare”. Per lui era molto commerciale… Il retro della canzone era Acqua Azzurra, Acqua chiara. E Arbore sottolinea il grande successo evidente della canzone: “Un enorme successo, le edizioni di Battisti/Mogol si chiamano “Acqua azzurra, acqua chiara”.

  • 21.36

    Sonia Bergamasco torna alla conduzione raccontando altri aneddoti della carriera di Battisti. Seguono i ricordi di Roby Matano che ricorda il cambio di contratto da 5 a 1 anno… (più uno).

  • 21.38

    Il fondatore dei Dik Dik ricorda il rapporto lavorativo tra Battisti e Mogol (e il ruolo di produttore esecutivo dei Dik Dik).

  • 21.39

    Roby Matano ricorda come tutti volessero Battisti dopo la fine del contratto 1+1 che lui era riuscito a fargli firmare.

  • 21.43

    Riascoltiamo l’inizio di 29 settembre da un filmato dell’epoca. Ennesima interruzione per un commento. Verdone: “E’ stato davvero un grosso innovatore”. Gianni Dall’Aglio ricorda che non aveva la partitura ma suonava libero: “Avevamo la libertà di essere molto creativi”.

  • 21.47

    La figlia di Cesare Monti ricorda come la copertina de “Il mio canto libero” non avesse alcune ideologia politica.

  • 21.48

    Mogol: “Non hai mai parlato di politica in vita sua, non gliene fregava niente”.

  • 21,56

    Si torna allo speciale, dopo la prima pausa pubblicitaria. E si riprende sempre parlando… troppo parlato, raccontato.

  • 21.58

    Bennato ricorda di quando Mara lo invito ad ascoltare l’ultimo singolo di Lucio Battisti. Ermal Meta: “Lucio Battisti non è stato capito subito” E la frase di Meta si interrompe qua. Frasi brevi, una dietro l’altra. Ok…

  • 21.59

    Sonia Bergamasco ricorda la sua straordinaria capacità di suscitare emozioni. Si torna con le parole di Mogol prima di ascoltare Emozioni interpretato da Mia Martini. Sempre solo un breve accenno… mixata all’originale di Lucio.

  • 22.03

    Giugno 1970, Mogol coinvolge Battisti e altri amici in una cavalcata da Milano a Roma in un filmato in Super 8, Melodia alla chitarra di Lucio per alcune parti del filmato. L’idea iniziale fu di Mogol.

  • 22.05

    Passiamo a “Non è Francesca”, altro successo della carriera di Battisti. Battisti anche arrangiatore e produttore importante della Numero 1, casa discografica alternativa.L La spinta, come ricorda Daldello, nacque dalla difficoltà di creare pezzi con la Ricordi.

  • 22.09

    Anche Jack Savoretti cita Battisti come ispirazione della sua musica.

  • 22.13

    Pensieri e parole: “Penso che sia la mia più bella canzone fino ad oggi” aveva dichiarato Battisti, ai tempi, nel presentare il suo pezzo. Dopo è il momento di ascoltare “I giardini di marzo”

  • 22.22

    Tony Cicco: “Battisti si è esibito soltanto in 20 rari concerti…” Poi ascoltiamo un estratto di “La canzone del sole”

  • 22.29

    La meravigliosa “E penso a te” di Lucio Battisti. Conte sottolina il riuscito sodalizio artistico tra Mogol e Battisti. Pausa pubblicitaria.

  • 22.37

    “Vendo casa” è il prossimo pezzo (sempre in parte…) che ascoltiamo. Tony Cicco: “Ha dato il LA ad una nuova era musicale”.

  • 22.38

    Si passa a “Eppur mi son scordato di te” in un filmato in bianco e nero. Poi un filmato d’epoca di Mina insieme a Battisti, in una apparizione tv sotto le note di “Mi ritorni in mente”. Quella con Mina fu la sua ultima apparizione tv in Italia

  • 22.50

    Mario Biondi ricorda di essere stato intrigato da “Prendila così”, tra le tre canzoni che preferisce, in assoluto.

  • 22.56

    Pubblicità.

  • 23.04

    Arbore ricorda la musica italiana PRE e POST Lucio Battisti: “Ci ha spiazzati, aveva cambiato il modo di confezionare una canzone in maniera nuova e rivoluzionaria”.

  • 23.05

    “Con il nastro rosa” è l’ultima canzone del sodalizio Mogol/Battisti. Mogol sottolinea il buon rapporto tra lui e Battisti

  • 23.08

    E’ la moglie di Battisti a scrivere i testi delle canzoni post Mogol.

  • 23.11

    Mario Biondi torna a parlare della grande varietà di proposte artistiche della carriera di Battisti: “Era un artista che non si bastava”.

  • 23.14

    Verdelli racconta di un miliardo di lire offerte dagli Agnelli per riavere Battisti sul palco. Non sono riusciti a parlare con lui . Lucio Dalla voleva fare un concerto con lui, intitolato “Lucio e Lucio”

  • 23.16

    Ron ricorda di come Dalla fosse gasato all’idea di fare qualcosa con Battisti: Milano, San Siro e Roma. Ma non si fece, ovviamente…

  • 23.20

    Per Verdone con Battisti c’era sempre la novità, qualcosa di nuovo…

  • 23.22

    “La possibilità di creare senza essere assoggettato dal grusto del mercato” è la riflessione di Riccardo Scamarcio.

  • 23.24

    Claudio Bonivento ricorda l’incontro con Battisti (presentandogli anche le figlie).

  • 23.27

    Carrellata degli ospiti che hanno parlato o ricordato Battisti sotto le note di “Io vivrò (senza te)”. E lo speciale termina qua.

  • 21.23

    Inizia “Io, tu noi, Lucio”. Chi era Lucio Battisti? Si inizia così, con elenco delle caratteristiche del cantautore: “E’ stato sicuramente il più grande talento che ha espresso la musica italiana” commenta Sonia Bergamasco

  • 21.23

    Carlo Verdone: “L’Inghilterra ha avuto i Beatles, noi abbiamo avuto Lucio Battisti”. Seguono i commenti di Paola Turci, Fabi, Ron e Finardi. Gianna Nannini: “Cantava benissimo, non bene, benissimo”.

  • 21.31

    Finardi trova le radici soul di Battisti. Mario Biondi sottolinea i testi intriganti: “Mi ricordava quello che ascoltava mio padre, artisti come Ray Charles… Lui li parafrasava molto”

  • 21.33

    Intanto ascoltiamo spezzoni dei suoi brani. E commenti e opinioni sparse…

  • 21.34

    Arbore ricorda la storia del ritornallo “Dieci ragazze per me possono bastare”. Per lui era molto commerciale… Il retro della canzone era Acqua Azzurra, Acqua chiara. E Arbore sottolinea il grande successo evidente della canzone: “Un enorme successo, le edizioni di Battisti/Mogol si chiamano “Acqua azzurra, acqua chiara”.

  • 21.36

    Sonia Bergamasco torna alla conduzione raccontando altri aneddoti della carriera di Battisti. Seguono i ricordi di Roby Matano che ricorda il cambio di contratto da 5 a 1 anno… (più uno).

  • 21.38

    Il fondatore dei Dik Dik ricorda il rapporto lavorativo tra Battisti e Mogol (e il ruolo di produttore esecutivo dei Dik Dik).

  • 21.39

    Roby Matano ricorda come tutti volessero Battisti dopo la fine del contratto 1+1 che lui era riuscito a fargli firmare.

  • 21.43

    Riascoltiamo l’inizio di 29 settembre da un filmato dell’epoca. Ennesima interruzione per un commento. Verdone: “E’ stato davvero un grosso innovatore”. Gianni Dall’Aglio ricorda che non aveva la partitura ma suonava libero: “Avevamo la libertà di essere molto creativi”.

  • 21.47

    La figlia di Cesare Monti ricorda come la copertina de “Il mio canto libero” non avesse alcune ideologia politica.

  • 21.48

    Mogol: “Non hai mai parlato di politica in vita sua, non gliene fregava niente”.

  • 21,56

    Si torna allo speciale, dopo la prima pausa pubblicitaria. E si riprende sempre parlando… troppo parlato, raccontato.

  • 21.58

    Bennato ricorda di quando Mara lo invito ad ascoltare l’ultimo singolo di Lucio Battisti. Ermal Meta: “Lucio Battisti non è stato capito subito” E la frase di Meta si interrompe qua. Frasi brevi, una dietro l’altra. Ok…

  • 21.59

    Sonia Bergamasco ricorda la sua straordinaria capacità di suscitare emozioni. Si torna con le parole di Mogol prima di ascoltare Emozioni interpretato da Mia Martini. Sempre solo un breve accenno… mixata all’originale di Lucio.

  • 22.03

    Giugno 1970, Mogol coinvolge Battisti e altri amici in una cavalcata da Milano a Roma in un filmato in Super 8, Melodia alla chitarra di Lucio per alcune parti del filmato. L’idea iniziale fu di Mogol.

  • 22.05

    Passiamo a “Non è Francesca”, altro successo della carriera di Battisti. Battisti anche arrangiatore e produttore importante della Numero 1, casa discografica alternativa.L La spinta, come ricorda Daldello, nacque dalla difficoltà di creare pezzi con la Ricordi.

  • 22.09

    Anche Jack Savoretti cita Battisti come ispirazione della sua musica.

  • 22.13

    Pensieri e parole: “Penso che sia la mia più bella canzone fino ad oggi” aveva dichiarato Battisti, ai tempi, nel presentare il suo pezzo. Dopo è il momento di ascoltare “I giardini di marzo”

  • 22.22

    Tony Cicco: “Battisti si è esibito soltanto in 20 rari concerti…” Poi ascoltiamo un estratto di “La canzone del sole”

  • 22.29

    La meravigliosa “E penso a te” di Lucio Battisti. Conte sottolina il riuscito sodalizio artistico tra Mogol e Battisti. Pausa pubblicitaria.

  • 22.37

    “Vendo casa” è il prossimo pezzo (sempre in parte…) che ascoltiamo. Tony Cicco: “Ha dato il LA ad una nuova era musicale”.

  • 22.38

    Si passa a “Eppur mi son scordato di te” in un filmato in bianco e nero. Poi un filmato d’epoca di Mina insieme a Battisti, in una apparizione tv sotto le note di “Mi ritorni in mente”. Quella con Mina fu la sua ultima apparizione tv in Italia

  • 22.50

    Mario Biondi ricorda di essere stato intrigato da “Prendila così”, tra le tre canzoni che preferisce, in assoluto.

  • 22.56

    Pubblicità.

  • 23.04

    Arbore ricorda la musica italiana PRE e POST Lucio Battisti: “Ci ha spiazzati, aveva cambiato il modo di confezionare una canzone in maniera nuova e rivoluzionaria”.

  • 23.05

    “Con il nastro rosa” è l’ultima canzone del sodalizio Mogol/Battisti. Mogol sottolinea il buon rapporto tra lui e Battisti

  • 23.08

    E’ la moglie di Battisti a scrivere i testi delle canzoni post Mogol.

  • 23.11

    Mario Biondi torna a parlare della grande varietà di proposte artistiche della carriera di Battisti: “Era un artista che non si bastava”.

  • 23.14

    Verdelli racconta di un miliardo di lire offerte dagli Agnelli per riavere Battisti sul palco. Non sono riusciti a parlare con lui . Lucio Dalla voleva fare un concerto con lui, intitolato “Lucio e Lucio”

  • 23.16

    Ron ricorda di come Dalla fosse gasato all’idea di fare qualcosa con Battisti: Milano, San Siro e Roma. Ma non si fece, ovviamente…

  • 23.20

    Per Verdone con Battisti c’era sempre la novità, qualcosa di nuovo…

  • 23.22

    “La possibilità di creare senza essere assoggettato dal grusto del mercato” è la riflessione di Riccardo Scamarcio.

  • 23.24

    Claudio Bonivento ricorda l’incontro con Battisti (presentandogli anche le figlie).

  • 23.27

    Carrellata degli ospiti che hanno parlato o ricordato Battisti sotto le note di “Io vivrò (senza te)”. E lo speciale termina qua.

Il 9 settembre sono stati 22 anni dalla scomparsa di Lucio Battisti e Rai 2 ha voluto trasmettere, in prima serata, il docufilm “Io tu noi, Lucio”, descritto proprio come “un racconto a più voci e testimonianze inattese, nel percorso musicale del più innovativo tra i cantautori e musicisti italiani”.

E’ qui il succo di queste due ore dedicate alla memoria di Lucio Battisti, alla sua carriera, alle sue scelte, alla sua collaborazione e sodalizio con Mogol: il racconto a più voci. E’ una scelta che rischia di risultare dispersiva. Tante voci, interventi spesso molto brevi -con riprese varie ed eventuali nel corso del docufilm- che, a volte, hanno avuto il sapore di un commento troppo criptico o limitante.

Da Gianna Nannini a Mario Biondi passando per Mogol e Riccardo Scamarcio, tutti quanti hanno raccontato la propria impressione, il ricordo e il valore dei brani storici del cantautore. Intervallati e intervallandosi, con Sonia Bergamasco cinematograficamente Virgilio, nei suoi (pochi) interventi. Una voce narrante nella narrazione dei vari protagonisti.

Un peccato, in un documefilm su Lucio Battisti, le esibizioni troppo accorciate, abbreviate, per un risultato finale che ha il sapore di impressioni (altrui) e poco di davvero personale.

Appuntamento questa sera, giovedì 10 settembre, in prima serata alle 21.20 su Rai2 con Io tu noi, Lucio, il docufilm di Indigostories prodotto da Alessandro Lostia con la regia di Giorgio Verdelli.

A 22 anni dalla scomparsa, che ricorre il 9 settembre, sarà Sonia Bergamasco a guidare lo spettatore attraverso un racconto a più voci e testimonianze inattese, nel percorso musicale del più innovativo tra i cantautori e musicisti italiani.

Io tu noi, Lucio è un viaggio nell’universo di Lucio Battisti, dagli esordi come chitarrista nei dancing ai trionfi con Mogol, sino agli ultimi dischi con i testi della moglie in arte Velezia e del poeta Pasquale Panella.

Musicisti, amici e collaboratori raccontano l’artista inimitabile, l’uomo di rottura che ha abbattuto tutti gli schemi della nostra musica, rivelandoci tutti i segreti di come Lucio incideva i suoi capolavori. Una personalità complessa che si celava dietro una solo apparente semplicità musicale, che nascondeva in realtà un produttore meticoloso che non lasciava nulla al caso, le cui soluzioni musicali e la scrittura internazionale sorprendono ancora oggi, svelando la modernità della sua composizione capace di conquistare anche le giovani generazioni.

Carlo Verdone, Paola Turci, Ron, Eugenio Finardi, Niccolò Fabi, Gianna Nannini, Riccardo Scamarcio, Vasco Rossi, Ermal Meta, Mogol, Geoff Westley, Edoardo Bennato, Mario Lavezzi, Mario Biondi, Renzo Arbore e tanti altri ne raccontano suggestioni musicali e poetiche. Dal debutto alle contestazioni della critica per la sua insolita dimensione timbrica che usciva dai canoni classici accarezzando sfumature soul e popolari, percepita invece dal pubblico come una grande novità, passando per la sua capacità di suscitare emozioni e la sua forza comunicativa.

E ancora tra gli altri Tony Cicco, Franco Mussida, Claudio Pascoli, Franco Daldello, Roby Matano, Pietruccio Montalbetti, Alberto Radius, Vince Tempera, Alberto Salerno, Ron, Mara Maionchi, Claudio Bonivento, Le Vibrazioni, Colapesce, Antonio Di Martino, descriveranno Lucio Battisti, insieme alle straordinarie immagini d’archivio, legate indissolubilmente alle sue canzoni, capolavori immortali entrati a pieno titolo anche nel linguaggio comune degli italiani. Ancora tu, Il tempo di morire, Un’avventura, Acqua azzurra, acqua chiara, Il mio canto libero, Emozioni, I giardini di marzo, Anna, La collina dei ciliegi, Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi, Sì, viaggiare, Con il nastro rosa, La canzone del sole, Non è Francesca, Io vivrò (senza te), E già, e tantissimi altri successi.

Scopriremo l’amore di Lucio per la soul music, la curiosità verso nuovi orizzonti musicali, l’abilità come arrangiatore e produttore e la voglia di stabilire sempre nuovi traguardi restando assolutamente personale: la stima di David Bowie e Pete Townshend degli Who e l’ammirazione di musicisti come Jack Savoretti e Cristiano Godano.

Io tu noi, Lucio è un docufilm Indigostories prodotto da Alessandro Lostia, con Sonia Bergamasco, scritto da Giorgio Verdelli in collaborazione con Michaela Berlini e Ines Paolucci. Organizzatore generale Ramona Di Marco, produttore esecutivo Silvia Fiorani. La regia è di Giorgio Verdelli, autore di programmi televisivi e ideatore di “Unici”.

Indigostories, la società di Indigo Film specializzata nella produzione di documentari e di format per la tv guidata da Alessandro Lostia.

Giorgio Verdelli, affermato autore di programmi televisivi e ideatore di “Unici”, torna alla regia di docufilm dopo il successo del lungometraggio “Pino Daniele – Il tempo resterà”, premiato con il Nastro d’argento nel 2018 ed alla vigilia del debutto di “Paolo Conte, Via con Me” evento speciale fuori concorso della 77 Mostra del Cinema di Venezia.

Noi di Tvblog seguiremo il docufilm con il nostro consueto liveblogging a partire dalle 21,15 circa. A più tardi!

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