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Grande Fratello, la prima eliminata Francesca Piri: “Prima di entrare nella casa ci mandarono dal dentista. Per il ventennale speravo mi chiamassero”

Francesca Piri, prima eliminata della storia del Grande Fratello, si racconta a TvBlog. Dalle selezioni alla vita nella casa, passando per il successo sconvolgente e il ritorno alla normalità. “Fu come fare un incidente a cento all’ora, la popolarità fu uno choc. Il telefono smise di squillare dopo un anno e mezzo”

Si può uscire per primi da un reality ed entrare ugualmente nella storia, se quel reality è a sua volta il primo trasmesso dalla tv italiana. Francesca Piri nella casa del Grande Fratello ci è rimasta per appena quattordici giorni, ma ha avuto modo di vivere pienamente la vigilia, gli esordi e lo tsunami figlio di un successo improvviso, inaspettato e devastante.

Nell’estate del 2000 il Gf era ancora un’entità astratta. Si sapeva poco o nulla del programma ‘evento’ e le informazioni che passavano erano frutto di vaghi annunci promossi dalla stessa Mediaset. Avviso che Francesca, ventiquattrenne di Galatina, lesse. “Frequentavo un corso per diventare estetista e, finita la scuola a maggio, cominciai a lavorare per un’agenzia che si occupava di congressi”, confida a TvBlog. “Facevo la hostess, ero spesso fuori casa, ma tra un cambio d’abito e l’altro notai la scritta in sovrimpressione. Parlava di 100 giorni in casa, 100 telecamere e 10 ragazzi, non aggiungeva altro”.

Ad incuriosire la Piri fu l’accostamento mentale ad un programma della Rai di qualche anno prima. “Si intitolava Davvero e vi partecipavano dei ragazzi che vivevano assieme e venivano filmati. Era una cosa diversa dal Grande Fratello perché loro potevano uscire e non erano ripresi ventiquattr’ore su ventiquattro. Ad ogni modo ripensai a quella trasmissione e mia madre, che sapeva che avevo velleità artistiche, mi propose di fare domanda. Dissi di no, ma lei chiamò la redazione, lasciando il mio numero di cellulare. Qualche giorno dopo mi ricontattarono e alla fine di giugno tenni il primissimo provino. Mia madre è stata tante volte artefice dei miei cambi di direzione, è una figura molto presente nella mia vita”.

Quando ti comunicarono che avresti partecipato al programma?

“Agli inizi di settembre, una decina di giorni prima dell’ingresso. In estate svolsi circa cinque provini. Al primo trovai tantissima gente, venivamo chiamati uno alla volta in una stanza con una grande scrivania, dietro c’erano gli autori che ci ponevano delle domande. Superato quello step ti spostavano nella sala adiacente per sottoporti ad un questionario, quindi registrammo un video di presentazione di un minuto. L’ultima tappa fu rappresentata da una visita a Roma dal dentista”.

Dal dentista?

“Sì, dovevamo essere perfetti prima di entrare, senza neanche una carie in bocca. Tieni conto che dentro la casa non poteva entrare nessuno, se non per problemi serissimi. La visita odontoiatrica era inclusa nella scheda sanitaria”.

I giorni antecedenti l’ingresso come vennero vissuti?

“Ero felicissima, ma furono anche giornate difficili perché non potevamo dire nulla ad anima viva. Qualcuno riuscì a far circolare i nomi dei possibili concorrenti, nella lista comparivo anche io. Cominciarono a chiamarmi a casa, ma mia madre rispondeva che ero in vacanza con amici. Gli autori ci avevano avvisato: se fosse uscito il nostro nome sui giornali, saremmo stati automaticamente esclusi. C’erano dieci riserve già pronte al posto nostro”.

Alla fine te la cavasti.

“Un giornalista era arrivato a Galatina, per fortuna non mi trovò. Mi barricai nella mia abitazione, ma dopo la visita a Roma mi dovetti recare dal mio dentista personale e per raggiungere il suo studio fui costretta ad infilarmi nel portabagagli dell’auto. D’estate dalle mie parti si toccano i quaranta gradi, puoi immaginare la sofferenza in quei pochi minuti di viaggio”.

A quel punto arrivò la sosta prolungata in albergo, dove vi parcheggiarono fino al grande giorno.

“In ogni hotel c’erano due concorrenti, l’uno non sapeva della presenza dell’altro. Affinché non ci incrociassimo, ci avevano messo una guardia del corpo fuori dalla porta che ci seguiva passo passo. Una settimana prima di entrare conoscemmo Daria Bignardi, con cui chiacchierammo singolarmente”.

Oggi i concorrenti godono di mille privilegi, al contrario vostro che non potevate usare nemmeno fogli e penne.

“Oggi sono straviziati, parliamo di un programma totalmente diverso. Noi non avevamo la lavatrice, la piscina in realtà era una vasca da bagno, se ci entravamo tutti e dieci non riuscivamo a muoverci. C’erano parecchi momenti di noia, ogni tanto poteva capitare che ci concedessero penne e matite, ma erano strategie per spronarci. Il bello del gioco stava nelle limitazioni, io purtroppo resistetti poco. Iniziai a piangere alla seconda settimana, ebbi un momento di sconforto, desideravo la presenza di mia madre. Mi arresi e forse anche la nomination mi buttò giù. Se avessi resistito un po’ di più, forse avrei stretto alleanze diverse”.

La prima discussione già alla prima sera. Decidesti di ricordare con una preghiera Rocco Bernabei, italoamericano condannato a morte in America proprio in quei giorni.

“La prima preghiera la feci in bagno, da sola. Successivamente chiesi a tutti i ragazzi di farla assieme. Invece nella messa in onda invertirono i momenti, mandando prima la preghiera comune e in seguito la mia in bagno. La gente pensò che volessi distaccarmi dagli altri, non fu così. Venivo da una educazione cattolica, avevo frequentato gli scout. Quegli atteggiamenti facevano parte di me, mi ero mostrata per ciò che ero”.

Non tutti i concorrenti aderirono.

“Pietro e Lorenzo si opposero. In quel periodo si era parlato tantissimo di Bernabei, non era certa la sua colpevolezza. La vicenda mi colpì, non pensavo che con quella preghiera le cose potessero cambiare. Fu semplicemente un modo per ricordare una persona, essendo oltretutto contraria alla pena di morte”.

Uscisti subito, ma l’accoglienza fu degna di una star.

“Rimasi scioccata dalla popolarità, non potevo più andare al supermercato o mangiare un panino in strada. Appena mi riconoscevano venivo accerchiata. La sera in cui uscii da Cinecittà, feci un primo giro in auto per Roma assieme a Marco Liorni. In quel momento mi accorsi cosa stava accadendo. Dei fan si buttarono sulla macchina, mi spaventai, non capivo cosa volessero da me. Marco sorridendo mi disse: ‘Lo vedi? Ti rendi conto?’. L’uscita dalla casa fu un incidente a cento all’ora contro un muro”.

Da lì partirono le ospitate in tv e le serate in discoteca. Arrivarono anche molti soldi, immagino.

“Sicuramente. Ti pagavano per passare un’ora in un locale a firmare autografi. Dei soldi li misi da parte, una parte li usai per togliermi degli sfizi. Acquistai una macchina e per qualche anno mi mantenni a Roma dove svolsi una scuola di recitazione. Poi mi sono iscritta all’Università e mi sono laureata, per tornare infine a casa. Nel frattempo lavoravo, i soldi non erano così tanti da poter durare in eterno, però mi hanno aiutato molto”.

Come giudichi la metamorfosi del Gf a distanza di vent’anni?

“Non lo guardo molto perché non fa parte dei miei programmi preferiti, ma il Grande Fratello di oggi è un’altra cosa, anche sul fronte delle selezioni. A noi chiedevano di non aver partecipato a nessuna trasmissione. Ora, al di là dell’edizione per vip, i presunti sconosciuti orbitano attorno al mondo delle agenzie”.

Hai rimpianti?

“Ricordo una frase di uno dei componenti della Gialappa’s Band poco dopo esserci presentati: ‘Francesca, sei su un carro d’oro. Raccogli tutto quello che arriva perché prima o poi tutto questo finirà’. Fui stupida a non seguire il suo consiglio. In realtà feci una cernita delle proposte, magari se avessi evitato qualche ‘no’ le cose sarebbero andate meglio. Ma non ho rimpianti, ogni scelta l’ho valutata attentamente. Qualche volta ti va bene, qualche volta ti va male. Fa parte della vita”.

Dopo quanto tempo il telefono ha smesso di squillare?

“Circa un annetto e mezzo dopo, in concomitanza con l’avvio della seconda edizione. Partecipai ancora a qualche puntata di Buona Domenica, ma con l’uscita dei nuovi ragazzi vennero chiamati loro. La notorietà invece è durata circa dieci anni, qualcuno ancora oggi mi riconosce”.

Sei ancora in contatto con gli altri inquilini?

“Di recente abbiamo creato un gruppo su WhatsApp, siamo molto attivi e quasi tutti i giorni ci scambiamo messaggi e battute. E’ impossibile non sentirsi uniti dopo aver cambiato la storia della televisione”.

Custodisci ancora registrazioni e riviste dell’epoca?

“Ho tantissimo materiale, ho un armadio pieno di giornali, riviste, videocassette. Ultimamente ho recuperato qualche vecchia foto e l’ho pubblicata sul gruppo. Sono bei ricordi da tirare fuori dal cassetto dopo vent’anni”.

A proposito del ventennale, vi aspettavate una celebrazione?

“Ci abbiamo sperato tutti. Pensavo mi chiamassero, non tanto come gesto di riconoscenza, ma proprio perché cadono i venti anni da quell’evento. Tra l’altro il Gf Vip partirà proprio il 14 settembre, giorno esatto del nostro esordio. Avrebbero potuto invitarci in studio”.

Magari lo faranno.

“Dubito. E’ difficile che le telefonate arrivino all’ultimo istante. Certe cose si organizzano con molti giorni di anticipo”.

I ricordi del pubblico resteranno per sempre fermi alle persone che eravate nel 2000. Per gli italiani non siete mai cresciuti. Quanto pesa rimanere ostaggi del personaggio?

“Non mi sono mai preoccupata del giudizio delle persone, se l’avessi fatto non avrei vissuto bene questi anni. Per me non è un peso, chissà quanta gente ha commesso cazzate più grandi delle nostre alla nostra età”.

Cosa fa oggi Francesca?

“Mi occupo di trascrizioni di udienze penali. Lavoro da casa, il mio è uno smart working ante-covid. Mi collego con i Tribunali del nord Italia, mi mandano gli audio dei processi e li trascrivo”.

L’ultimo pensiero non può non andare a Pietro Taricone.

“Con Pietro non ero rimasta molto in contatto, ma una volta ci incontrammo per caso a Roma. Era in un locale con degli amici e fu carinissimo. Mi chiese di unirmi a loro e mi presentò Kasia Smutniak, con cui si era fidanzato. Un’altra volta ci invitòtutti nel suo nuovo appartamento preso in affitto, passammo una serata tutti assieme. Ho un bellissimo ricordo di lui”.

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