Hazzard, Bo e Luke: "Giù le mani dal Generale Lee! L'auto non c'entra"

I protagonisti della serie difendono il programma e l'iconica auto con la bandiera confederata sulla carrozzeria.

La grande ondata di manifestazioni antirazziste che sta rinnovando l'aria (va detto) negli States dopo la morte di George Floyd sta travolgendo simboli più o meno rappresentativi e sta sollevando dibattiti anche su aspetti apparentemente marginali. Tra questi, sembra però non essere così marginale il caso Hazzard, la serie CBS andata in onda in patria tra il 1979 e il 1985 e in Italia dal 1981 al 1986, ambientata in Georgia.

Protagonista della serie insieme ai cugini Bo e Luke Duke (interpretati rispettivamente da John Schneider e Tom Wopat) è stata senza dubbio la loro auto, ribattezzata Generale Lee dal nome del Generale degli Stati Confederati del Sud Robert E. Lee. Le sue caratteristiche? Seminare gli agenti un po' scombinati della contea di Hazzard, inseguire con successo delinquenti e truffatori, saltare come un grillo dossi e fiumi, avere le portiere bloccate da tempo immemore e sfoggiare sul tetto una visibilissima bandiera Confederata. Ed è quel simbolo di oppressione che sta agitando il dibattito intorno a una serie terminata 35 anni fa.

In difesa della serie scendono alcuni dei suoi protagonisti. In primis John Schneider, aka Beauregard 'Bo' Duke, il biondino caruccio un po' testa calda, che ha affidato le sue perplessità a Hollywood Reporter:

"In tutti questi anni non ho mai avuto nessuna rimostranza da afro-americani, mai. Credo che questa storia del politicamente corretto stia sfuggendo di mano: Hazzard è stata una serie che ha unito, non diviso".

Nella questione è intervenuto anche Tom Wopat, nella serie Luke Duke, il cugino maggiore e più posato della famiglia Duke, che sempre a HR ha dichiarato che

"la situazione nel paese è ovviamente cambiata negli ultimi 40 anni. Mi sento fortunato a vivere in un'epoca in cui possiamo affrontare alcune delle ingiustizie del passato. Ma l'auto non c'entra nulla, è innocente".

A difendere la Dodge Charger del 1969 scende in campo anche l'ideatore della serie, Gy Waldron:

"Sostengo con tutto il cuore il movimento Black Lives Matter, ma personalmente i miei antenati hanno combattutto su entrambi i fronti della guerra civile e abbiamo onorato sia le bandiere americane che quelle confederate. Nessuno ha mai avuto l'intenzione di usare la bandiera conferedata come richiamo alla schiavitù: fa semplicemente parte della cultura del Sud e come tale l'abbiamo considerata".

Basterà a placare gli animi più combattivi? Intanto qualche canale USA ha deciso di interrompere le repliche della serie, che comunque ha fatto la storia del genere tv.

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