Michele Anzaldi chiede la convocazione della Vigilanza dai Presidenti delle Camere

La lettera di Michele Anzaldi ai colleghi della Vigilanza per chiedere un incontro con i Presidenti delle Camere

È di pochi giorni fa l'indiscrezione resa nota dall'Adn Kronos a proposito del testo vergato dalla RAI sul conflitto d'interessi fra agenti, produttori ed artisti.

A proposito di questo giunge oggi una lettera inviata da Michele Anzaldi ai colleghi della Commissione parlamentare di vigilanza in cui li invita a chiedere un incontro urgente con i Presidenti di Camera e Senato proprio per discutere questo provvedimento del Cda RAI, incontro da fissare possibilmente prima dell'audizione dell'AD Rai Fabrizio Salini a San Macuto prevista per mercoledì 8 luglio 2020.

TvBlog è in grado di pubblicare integralmente la lettera che l'Onorevole Anzaldi ha inviato ai propri colleghi di Commissione.

Lettera inviata ai componenti della commissione di Vigilanza Rai

Cari colleghi,
l’applicazione da parte della Rai della Risoluzione contro i conflitti di interessi di agenti e conduttori rappresenta una schiaffo senza precedenti non soltanto alla commissione di Vigilanza Rai, ma a tutto il Parlamento.
Mai si era vista un’azienda pubblica decidere di applicare “con deroghe”, e persino con un’ulteriore dilazione di un anno, una precisa risoluzione parlamentare, peraltro approvata all’unanimità, ben 3 anni fa, dalla passata legislatura e riconfermata sempre all’unanimità da questa legislatura.
Nessun Cda può derogare a norme e atti di indirizzo del Parlamento, così come non può derogare alle leggi. Secondo il principio contenuto nelle linee guida della Rai, basterebbe un voto del Cda per derogare al codice degli appalti o chissà che altro. Davvero si vuole consentire una situazione del genere?
Peraltro la Risoluzione non soltanto è stata votata dal Parlamento, ma la sua applicazione è stata sollecitata da un’apposita delibera Agcom, anche dopo una consultazione pubblica cui ha preso parte la stessa Rai.
Per questo vi chiedo di valutare di richiedere ai presidenti delle Camere un incontro, un colloquio con tutti i membri dell’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza, affinché la questione venga posta con forza al massimo livello e il Parlamento venga rispettato.
Il lavoro parlamentare non può essere sbeffeggiato, umiliato, ignorato in questa maniera da chi intende mantenere a spese degli italiani condizioni di assoluto privilegio e rendite di posizione immotivate.
Credo che sia un nostro preciso dovere non soltanto tutelare il lavoro delle istituzioni che rappresentiamo, ma soprattutto tutelare i soldi dei cittadini che con il canone finanziano il servizio pubblico per quasi 2 miliardi di euro all’anno.
Riterrei doveroso che l’appuntamento venga chiesto ai presidenti Fico e Casellati prima dell’audizione in commissione dell’amministratore delegato Salini, prevista per il prossimo 8 luglio.
Cordiali saluti

Michele Anzaldi

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