UnoMattina non è un Tg, ma sembra che a Rai 1 se ne siano dimenticati…

La prima puntata di UnoMattina Estate 2020, con Barbara Capponi e Alessandro Baracchini.

Programmi come UnoMattina hanno bisogno di grande personalità in scrittura e in conduzione. E hanno bisogno di conduttori che abbiano almeno un paio di registri credibili: non si può applicare lo schema Tg, per di più in maniera ansiogena, con un format per sua natura spezzettato ma che dura mezza mattinata. E questa formula a blocchi di 5′ ha ufficialmente stancato: una costruzione schizofrenica, isterica, che non arriva da nessuna parte, né sul piano del ritmo (lo stacco non fa ritmo, ricordiamocelo) né su quello del contenuto. Se poi non hai una coppia che riesce a rompere la schema della scaletta tutto si appesantisce e niente ha più senso. Insomma, sembra proprio che non si sia ancora usciti dal modello Bisti-Poletti e invece ce n’era tanto bisogno dopo un’estate e un inverno all’insegna del disorientamento e dello scollamento dal racconto televisivo.

E invece da diverse stagioni il modello di UnoMattina, estate e inverno, è quello ansiogeno del riempimento di spazi bianchi per arrivare alla successiva edizione del Tg1 senza racconto, senza stile, senza la capacità di collegare i blocchi, di creare un’atmosfera, di accompagnare il risveglio. Insomma senza una conduzione televisiva. E non è una questione di ‘intrattenitori’ vs giornalisti: un programma così richiede un repertorio ampio di capacità linguistiche, narrative e televisive che tanti predecessori in arrivo dalle redazioni del Tg1 hanno dimostrato di avere. Penso anche al ‘flash’ di oggi avuto grazie all’inviata Michela Palmeri che con il suo commento al servizio realizzato sulla movida trsteverina ha dato più sprint al racconto in 2′ di quanto avvenuto nei precedenti 20 minuti di diretta. A memoria l’ultima edizione di UnoMattina che si è ricordata cos’è è stata quella con Rinaldi e Di Mare. Poi stop. Poi sembra che nessuno a Rai 1 ricordi che questo non è un rullo, ma un risveglio, un appuntamento con amici per il punto della nottata, uno stato dell’arte per iniziare la giornata. Altrimenti lasciate RaiNews fino alle 10 e siamo tutti più contenti.

Dicevamo però che programmi del genere hanno bisogno anche di personalità in scrittura: la scelta dei temi, il taglio con cui vengono presentati, la loro scalettatura dicono tanto della filosofia di un programma. Come è partita questa edizione? Che caldo che fa, spiagge prese d’assalto, come evitare la seconda ondata di Covid col collegamento col medico (“Lavatevi le mani”): in meno di un quarto d’ora sono stati di fatto esauriti gli argomenti dell’estate tv. E che ci diciamo fino a settembre? E soprattutto come?

In tutto questo, UnoMattina appare sempre più scollegato dal racconto dell’attualità e quello che doveva essere il punto di forza, ovvero la sinergia tra Tg1 e Rete, si è dissolto in un ‘abbinamento’ più che una collaborazione. Un po’ come se UnoMattina non dovesse pestare i piedi o sovrapporsi al Tg e dovesse limitarsi a essere un dorso di costume e utilità varie. Uno spreco.

Per carità, la prima puntata è sempre la prima puntata e va bene. Ma per usare altre figure abusate verrebbe da dire che il buongiorno si vede dal mattino: se c’è alchimia si vede subito, se c’è consapevolezza del proprio compito altrettanto, se c’è un’idea autoriale ‘diversa’ pure (e in questo ricordo la folgorazione alla prima di una Vita in Diretta, con Andrea Vianello alla guida, che marcò subito l’idea di voler fare un racconto lontano dallo stereotipo classico del contenitore pomeridiano). Insomma, non è una questione di tempo,  che pure potrà aiutare a limare passaggi e stili – anche se con Poletti-Bisti sembra essere passato invano -, ma di impostazione. Ed è forse tempo di sperimentare una nuova forma di UnoMattina: se non ci sono conduttori in grado di reggere credibilmente la continua variazione di argomenti e toni, allora meglio meno blocchi e maggior approfondimento. Non è una diminutio di professionalità per la coppia scelta, sia chiaro, quanto piuttosto una considerazione sulla compatibilità al compito, reso ancora più difficile da una narrazione che non aiuta. Se la scrittura è debole e la conduzione lo è altrettanto, soprattutto se non ha la capacità di risollevarne le sorti col ‘mestiere della telecamera’, il rischio di un avvitamento su se stessi è decisamente alto.

Se poi si riuscisse a lasciare la scaletta e ascoltare gli intervistati – e poco importa che siano i colleghi resi necessari dal contingentamento COVID o gli ospiti esterni – sarebbe già un passo in avanti. E invece tutto è ansiogeno, schematico nello sfogliare le pagine, ma anche nella postura, nell’intonazione, nella scenografia: tutto fa Tg e “nessuno se ne importa” (tanto per citare un Pino Daniele d’antan). Di più: con un Tg1 che negli ultimi tempi non ha particolarmente brillato nella costruzione delle sue scalette, la possibilità di uno scatto in avanti per UnoMattina ha il sapore di un’impresa.

In fondo il succo di tutto è in quella frase di Barbara Capponi che annuncia che un tal ospite “sarà a breve nei nostri studi, negli studi del Tg1“. E no, questa è Rai 1. Ed è un’altra cosa.

L”effetto fotocopia’ evidenzia l’obsolescenza di un format che guarda al Pre-Covid

Al netto dei limiti di una formula che appare ormai superata e di una coppia di conduttori che nella migliore delle ipotesi deve prendere dimestichezza con mezzo, linguaggio e programma, il Covid chiede cambiamenti ai programmi tv, soprattutto a quelli di lunga data. Chiede un cambio di prospettiva nel racconto del quotidiano, che guardi avanti senza paura e non cerchi la rassicurazione di un ritorno al ‘pre-pandemia’. Non siamo nel pre, non ci torneremo mai. Il Covid, insomma, può aver accelerato l’obsolescenza di questo modo di raccontare il quotidiano.

E così, se il daytime invernale ha dovuto adattarsi a una situazione imprevedibile, quello estivo non può tornare esattamente al giugno 2019 come se nulla fosse successo.  Certo, sarei  ingenua se non vedessi nel racconto scelto l’intenzione di spingere verso la ripresa e nello stesso tempo bacchettare comportamenti inadeguati, con una tendenza al binomio ‘bastone e carota’ che qualcuno potrebbe leggere come una tutela ‘cerchiobottista’ verso terzi, ma nello stesso tempo mi stranisce la sensazione di ritrovarmi di fronte alla griglia dello scorso anno, oroscopo incluso. Mi sembra la fotocopia della scaletta del 2019, variata giusto nel nome dei conduttori. Per il resto dopo il Tg1 delle 8.30 c’è Rai Parlamento, quindi l’Oroscopo, come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli.

E invece ci sarebbe bisogno di capovolgere il punto di vista, invertire il modo in cui si guarda il quotidiano. Non basta condire qualche servizio ‘ai tempi del COVID’ per dare conto di un mondo diverso: bisogna cercare un approccio capace di guardare avanti con consapevolezza, a sostegno di un pubblico che mai come adesso ha biosgno di riferimenti. E un racconto televisivo giornaliero e popolare in grado di ‘gestire’ il quotidiano in sicurezza e con attenzione serve davvero: il tempo dei cartelli dell’OMS o degli spot sulle mascherine è passato, serve una ricognizione su cosa fare, come, dove, modelli virtousi, comportamenti responsabili in un’Estate che ha voglia di serenità, ma che non può abbassare la guardia. UnoMattina potrebbe diventare tutto questo, ma dovrebbe invertire la rotta disegnata per questa Estate 2020.

UnoMattina Estate 2020, prima puntata in diretta

UnoMattina Estate 2020, anticipazioni prima puntata

Rai 1 punta su un’altra coppia inedita per condurre UnoMattina Estate, al via lunedì 29 giugno su Rai 1 alle 7.10 e in onda nei feriali fino alle 9.55: a recuperare il testimone di Valentina Bisti e Roberto Poletti ci sono Barbara Capponi dal Tg1e Alessandro Baracchini da RaiNews24. Per loro un debutto alla guida di un contenitore che intervalla commenti e piccoli approfondimenti di varia natura alle edizioni mattutine del Tg. E chissà che il taglio più squisitamente informativo prenda il sopravvento sull’impianto da mero rotocalco estivo.

In realtà la prima puntata ha una durata ridotta per via della Santa Messa di Papa Francesco in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, prevista dalle 9.25. Una durata ridotta che aiuterà probabilmente la coppia di conduttori a rodarsi tra loro e con la diretta.

In studio cambiano scenografia e grafica, ma non muta la struttura che si conferma una rassegna delle principali notizie dall’Italia e dal mondo con spazi dedicati a economia, cronaca, salute, costume e società. Ogni piccolo segmento ha i propri esperti, cui si alternano collegamenti in diretta e servizi. Particolare attenzione verrà dedicata all’Italia che riparte attraverso reportage, inchieste e approfondimenti: temi al centro di questa estate particolarmente difficile ci sono il lavoro e lo smart working, la digitalizzazione e il distanziamento sociale, e uno sguardo alle generazioni più colpite dal lockdown, come bambini e anziani. Ma si pensa anche alla ripartenza, che passa per una ripresa di una delle risorse più trasversali e diffuse del paese, il turismo. Tutto sta a vedere come si racconta, con che taglio, con quale capacità di empatia nella coppia e col pubblico.

L’appuntamento è alle 7.10 per il live della prima puntata su TvBlog.

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