La Vita in Diretta, Liorni e Parodi live da Amatrice danno lezioni di stile tv

La nuova stagione de La Vita in Diretta parte dai luoghi colpiti dal sisma del 24 agosto 2016. La prima puntata live su Blogo.

  • 13.58

    Il TG Economia ci divide dalla prima puntata de La Vita in Diretta 2016-2017.

  • 14.06

    Nero lunghetto e spot prima della diretta…

  • 14.07

    “Dove guardiamo? Lì o là?”… La diretta parte ma nessuno avvisa i poveri Marco Liorni e Cristina Parodi in diretta ad Amatrice, in maniche di camicia, sotto il sole su quel che resta di Corso Umberto.

  • 14.10

    La sigla c’è. E subito dopo una clip che raccoglie i filmati trovati on line delle telecamere di sorveglianza che testimoniano la scossa. E anche le telefonate ai soccorsi.

  • 14.11

    Copertina di Sergio Tucci, anche molto curata, che ricostruisce quei minuti. E la linea ripassa ad Amatrice. “Facciamo una promessa: ogni 24 del mese saremo qui ad Amatrice come luogo simbolo per vedere cosa sta succedendo” dice Liorni. “Parlare di un terremoto dai luoghi in cui è successo, e non in studio, è una cosa diversa. La calma, il silenzio, colpiscono” aggiunge la Parodi.

  • 14.14

    Liorni parla di un rifugiato che dovrebbe essere rimasto sotto le macerie. Intanto si inquadrano le macchine di movimentazione e il campanile simbolo di Amatrice.

  • 14.15

    Una diretta di un contenitore così è lunga assai da portare avanti… Comunque lo stile non si ‘sciacqua’: camicia bianca con le maniche arrotolate per tutti e due, toni non esagitati, ma una conduzione quasi sottovoce, all’inizio, quasi in segno di rispetto per il silenzio che li circonda, rotto solo dalle macchine di movimentazione terra.

  • 14.15

    Collegamento con Claudia Antinoro da Pescara del Tronto, che annuncia un’intervista esclusiva con i genitori di Giorgia, la bambina salvata dalle macerie dove invece è morta la sorella che l’ha protetta.

  • 14.20

    Giovanna Savini in collegamento da Accumoli. Anche qui, come a Pescara, i VVFF accompagnano i superstiti a recuperare i propri beni.

  • 14.21

    Intervista a una signora alla quale si chiede di ricostruire quei momenti. “Cosa prova a vedere questo borgo dei suoi ricordi ora distrutto?” “C’è solo da piagne… per fortuna non ci sono stati morti”.

  • 14.23

    Nonostante la diretta dal luogo, la Parodi lancia i contributi e i collegamenti con una calma e una pacatezza ammirevole. Quando si dice il professionismo. Liorni non è da meno. Facile, invece, in questi casi farsi prendere dalla smania dell’emergenza. Loro no: raccontano nella maniera più secca possibile.

  • 14.25

    Intervista sul campo con il responsabile comunicazione dei VVFF da parte di Liorni. Camera rigorosamente a mano che cerca di trovare una forma di racconto.

  • 14.26

    Si stringe sull’Hotel Roma, cuore delle attività di recupero, molto rischiose. Si cerca di recuperare un corpo, difficile da raggiungere.

  • 14.27

    La rimozione delle macerie è già iniziata, dice Accari dei VVFF. Il campanile di Sant’Agostino, sotto cui si trovano, è tutto lesionato, come la chiesa. Pericolante anche il campanile in fondo al corso.

  • 14.29

    Liorni cerca di riunire info di servizio e storie personali: dallo stato dei campanili all’esperienza del soccorritore, che ha già vissuto il terremoto de L’Aquila.

  • 14.30

    Liorni e Parodi riescono a trovare diversi spazi, anche fisici, per la conduzione, ricreando il ‘cambio scena’ dello studio. Dalla chiesa di San Benedetto, ‘la linea’ passa alla Parodi, pochi metri più in là, ma posizionata con una precisione e una pulizia da studio. Eppure tanto tempo per le prove non dev’esserci stato: sono arrivato ad Amatrice questa mattina. Chapeau alla squadra.


  • Si lancia un servizio sui Volontari: “Non chiamateci eroi”.

  • 14.34

    La Parodi conduce un’intervista da Amatrice con un ospite in studio, con Luis, che ha salvato la suorina simbolo delle prime ore dal sisma. Gli chiede come è andata quella notte. “Se ci fosse pubblico chiederei per lei un applauso… lo fanno le persone che sono qui ad Amatrice, anche se hanno tanto da fare”.

  • 14.41

    Questa diretta da Amatrice dilata anche i tempi tipici della tv, lasciando spazio al racconto – televisivamente lungo – delle testimonianze. Ha senso e recupera il senso stesso della diretta dai luoghi. Si rompe, quindi, anche la liturgia del mordi e fuggi. Quanto diverso dalle edizioni speciali delle all news e dei programmi finora trasmessi.

  • 14.43

    Con la Parodi arriva una cronista del Corriere della Sera, che frequentava Amatrice.

  • 14.45

    “Sono tornato lì dentro anche per recuperare i denti di una signora, che erano rimasti là sotto. Non sapeva come mangiare” racconta Luis quasi en passant. La delicatezza delle piccole cose, la grandezza dei grandi gesti. Pubblicità.

  • 14.50

    Ecco l’intervista alla mamma di Giorgia, con accanto il marito, che sottolinea che la bambina sta bene. “Vedo sui social le foto prese della bambina con le preghiere sotto. Queste cose non si fanno. Io chiedo solo rispetto: tante persone sono venute qui a conoscerla e l’hanno fatto in punta di piedi. Io chiedo solo che non si dicano bugie su di lei: sta bene, mangia, parla, ride, come è normale che stia una bambina”. L’intervista continua più tardi.

  • 14.53

    Con Parodi e Liorni Don Fabio, parroco di Amatrice, che cita un passo del vangelo di Luca che sembra raccontare quanto è successo in molte famiglie del paese.

  • 14.55

    Il parroco insiste sulla storia di questa famiglia del civico 50, suoi amici, di cui la moglie è morta e il marito no, come in un passo del Vangelo di Luca (“Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato;” LC,17-33) Lui ha chiamato i figli, Posso dire che mi sembra un tantino ‘egocentrico’?

  • 15.00

    In collegamento Lorena Bianchetti. Riempire un’ora e mezza di diretta, fuori sede, non è proprio per nulla facile.

  • 15.05

    Servizio sui bambini sopravvissuti, ospitati nelle tendopoli. E anche su quelli morti sotto le macerie. Ci sono le testimonianze degli amici di quelle famiglie che non ci sono più, che rimpiangono l’ultimo regalo non fatto ai bambini”.

  • 15.07

    Ancora un commento della giornalista del Corriere, proprio di Amatrice.

  • 15.08

    Entra in scena un’operatrice di Save the Children, con una letterina e un acchiappasogni fatto da bambini della provincia de L’Aquila per i bambini delle tendopoli. Ad Amatrice sono 20, da 2 ai 18 anni, tutti con famiglia, anche se con quale lutto grave. Non orfani, insomma.

  • 15.10

    Scorre il crawl con l’invito a donare al numero solidale della Protezione Civile, 45500.

  • 15.15

    Dai bambini delle tendopoli, il discorso si sposta sulla ricostruzione e sulla riapertura delle scuole. Discorsi semplici, – se mi è permesso – dal basso, senza ‘soloni’ con le soluzioni che hanno impazzato in queste ultime ore.

  • 15.16

    Altro servizio sui bambini sopravvissuti. Niente da fare, in Italia non si riesce a farne a meno della retorica sui bambini. Eppure io trovo tanto più commovente e straziante la storia dei tanti nonnini rimasti soli, dei tanti genitori senza più nulla…

  • “Leone e Samuele, che giocavano a nascondino col terremoto messi dalla nonna sotto il letto, quel terremoto lo hanno gabbato” si dice (circa) nel servizio. E gli altri, quelli morti, sono stati più fessi? Io certe cose non le capisco…

  • 15.20

    La Parodi ascolta le voci di tre volontari della Croce Rossa.

  • “Siamo felici di essere usati come servizio pubblico per dire cosa serve” dice la Parodi. Ora i centri hanno tutto, meglio donare denaro, dice la Croce Rossa.

  • 15.23

    Aggiornamenti sul recupero dei corpi con i VVFF: tratto dalle macerie uno dei morti sotto l’Hotel Roma. Anche una domanda sulla situazione psicologica di chi lavora da giorni sul recupero di cadaveri. Il portavoce parla di squadre sostituite ieri e di resistenza in vista dell’obiettivo.

  • 15.25

    La Parodi si collega a Roma con Riccardo Iacona che stasera torna su Rai 3 con Presa Diretta, con un’inchiesta sul terremoto e soprattutto sulla prevenzione.

  • 15.30

    Io, donna di poca fede. Ecco un servizio sui nonni, che hanno salvato i nipoti, che si sono sacrificati, che sono sopravvissuti.

  • 15.33

    Io, donna in fondo cinica e scafata: alla fine sono sempre raccontati come nonni di ‘bambini’, non genitori anziani di adulti morti sotto le macerie, di pensionati senza più uno straccio di nulla. No, sono “nonni-coraggio” per i più piccoli. Pubblicità. E’ solo il secondo break.

  • 15.36

    La sigla e il jingle non sono ‘muti’, come invece accade di solito in casi di lutto. “In questa prima parte abbiamo parlato delle emozioni che ci ha suscitato essere qui. Nella seconda parte invece faremo il punto sulla situazione e sulle inchieste” preannuncia Cristina Parodi. Finisce qui la prima parte. Appuntamento tra un’ora, alle 16.40.

  • 16.38

    La Vita in Diretta riparte: Parodi e Liorni raccontano il proprio impatto con i luoghi distrutti.

  • 16.40

    Insistono sulla storia di Giorgia: continua l’intervista ai genitori. “Non deve passare la cosa che Giulia è morta per salvarla: Giorgia non può portare un peso così grande. Giorgia è una principessa, ha la sua mamma e il suo papà”. La mamma è incredibile.

  • 16.44

    Ecco, ho parlato troppo presto: appare lo psichiatra del giro, Di Giannantonio. Ne facevamo a meno. A meno che non sia di servizio ad Amatrice, ma non credo. Anche lui in divisa camicia bianca e jeans.

  • 16.49

    Un vigile del fuoco, Mauro D’Angeli, di Rieti ha sentito la scossa e racconta di come la moglie e i figli, nonostante la paura, lo abbiano spinto ad andare subito a vedere cosa c’era da fare, nonostente fosse fuori servizio. E’ tra quilli che ha salvato Giorgia. Ma ringrazia tutti i ragazzi che fin dalle prime ore hanno scavato con lui.

  • 16.51

    Servizio-intervista di Marco Liorni a un commerciante che vuole ripartire subito, riaprendo negozi e ricostruendo la comunità. Tutti hanno perso qualcuno. Tutti.

  • 16.55

    Per par condicio ecco anche la Parodi che intervista un signore sfollato, che racconta della decennale paura del terremoto. “Ma lei è davvero la Parodi? Signora, e che le devo dire. Ma grazie per tutto quello che state facendo per noi”.

  • 17.00

    Pubblicità. Un’altra ora e mezzo almeno di diretta.

  • 17.05

    Si torna in diretta. Un servizio segue Iride e Domenico a recuperare alcuni beni nella casa dove hanno vissuto per 50 anni.

  • 17.10

    L’amore vince su tutto: collegamento con Martina e Ramon, di Arquata, che si sono sposati all’aperto ad Acquasanta. 8000 persone, praticamente tutto il paese, d’è dato da fare per permettere ai ragazzi di sposarsi dopo un anno di preparativi.

  • 17.16

    E mi straniva non ci fosse un servizio sui cani eroi del terremoto. “Cani specializzati ad annusare gli odori…”: beh difficile annusare altro.

  • 17.20

    Intanto passa il corpo della vittima recuperata nel pomeriggio all’Hotel Roma. La camera non si gira. Fa bene. Liorni e Parodi non chiedono che si giri. Fanno bene.

  • 17.21

    Si va però in collegamento con l’unità cinofila.

  • 17.24

    Ci si sposta ad Accumoli per parlare delle indagini sul crollo del campanile che ha ucciso una famiglia. L’inviata indugia sul personale racconto del “fagottino portato a braccia dai soccorritori… noi abbiamo spento le telecamere…”. Ecco, vuoi l’applauso?

  • 17.26

    L’inviata sta parlando di qualsiasi cosa ma non dell’inchiesta: parla delle polemiche di chi voleva i corpi delle vittime prima dei funerali di domani per piangerli in solitudine, del possibile maltempo, dell’escursione termica, delle preoccupazioni, della rabbia di chi non può lasciare le tendopoli… ma di cosa stiamo parlando, bellezza mia? Cerchi la polemica a forza?

  • 17.29

    Fabrizio abitava ad Amatrice. La Parodi gli dà del ‘lei’. E sono piccoli segni di stile. Con loro il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “Si riparte dalla scuola. Senza scuola non c’è tessuto economico; se i genitori li portano altrove…E’ stata individuata un’area per la costruzione della scuola”.

  • 17.32

    Il sindaco di Amatrice, che parla sempre in terza persona, insiste in ogni modo sulla capacità di non distruggere una comunità. “Non ha niente da rimproverarsi su quanto successo?” domanda la Parodi. Brava. “No, il sindaco fa il sindaco, i tecnici fanno i tecnici….”

  • 17.35

    “Auguri. Da qui ai prossimi mesi avrà tanto da fare e noi torneremo ogni 24 per vedere su cosa la gente deve essere informata” dice la Parodi.

  • 17.36

    In collegamento in studio il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. “Due obiettivi del Governo: far sì che le comunità non si interrompano, Il mio personale impegno è che i bambini di Amatrice siano in classe il 12 settembre”. Tra parentesi proprio domani la Giannini e la Rai annunceranno un’iniziativa di solidarietà della Tv di Stato per la ricostruzione post terremoto.

  • 17.39

    Servizio sulla sicurezza delle scuole in Italia.

  • 17.42

    Liorni si sposta davanti alla scuola di Amatrice: il collegamento non è facile. Si parte però dalla caserma dei Carabinieri, anch’essa pericolante.

  • 17.44

    Un paio di passi più in là c’è la scuola. Liorni racconta quanto raccontato dall’imprenditore che ha lavorato sul plesso; non adattamento sismico, ma di migliorie dice l’imprenditore.

  • 17.46

    Pino Ciociola, de l’Avvenire, ricorda come le scuole e le caserme non sono solo edifici pubblici, ma strategiche proprio perché nelle emergenze sono le prime strutture a dover accogliere.

  • 17.48

    Racconta Liorni che un ingegnere del VVFF, fuori onda, si è detto stupito della presenza di case con soffitto in cemento su pilastri troppo piccoli o su pietre e malta, senza iniezioni di cemento. Di fronte alla scuola, del resto, ci sono palazzine in piedi.

  • 17.50

    Il punto sull’inchiesta di Rieti in un servizio.

  • 17.52

    La Parodi chiede al ministro: “Chi fa i controlli?”. La Giannini: “I tecnici degli enti locali. Ma il Governo vuole chiarezza dalla magistratura”. Ma lo spottone del Governo anche no, eh, su quanto fatto dal 2012.

  • 17.56

    Pubblicità. Intanto Liorni torna al fianco della Parodi.

  • 18.00

    Si torna in onda con Liorni e il collega de L’Avvenire e non si perde occasione per ricordare l’impegno nel raccontare il Terremoto ogni 24 del mese.

  • 18.02

    Si parla dei funerali di Stato domani ad Amatrice, previsti alle 18.00. Inizialmente previsti in un hangar dell’aeroporto di Rieti, si lavora sullo spostamento in paese. Renzi li ha già confermati in paese, anche se le condizioni di sicurezza non sono le migliori nel caso di forti scosse. Il collega de L’Avvenire parla di un possibile spostamento. Il premier non ne fa cenno.

  • 18.05

    Zuckemberg, in una lezione a Roma, ha annunciato una donazione di 500.000 € per la Croce Rossa e ha parlato del Safety Check.

  • 18.07

    In studio Renzo Belli, che racconta la sua esperienza nel Terremoto in Emilia del 2012. Ha perso il figlio, ma ha ospitato centinaia di persone in una sua tensostruttura.

  • 18.12

    Urka, con la Parodi c’è Philippe Daverio che parla delle bellezze di Amatrice e lo fa da Amatrice. Cosa non scontata. Prima però una clip sul paese prima del terremoto (A occhio direi che è tratto da un video realizzato della Regione Lazio, davvero bello, cui sono state aggiunte le immagini del post terremoto).

  • 18.15

    Qualche problema con le uscite e gli ingressi in onda, ma dopo quattro ore all’aperto penso sia il minimo. Il cameraman sta cercando di fare i salti mortali per un’inquadratura omnicomprensiva, mentre Daverio spiega la struttura del campanile e della chiesa alle sua spalle. “Non perdiamo le bellezze da museo, ma perdiamo le ricchezze di un territorio” dice Daverio.

  • 18.17

    E’ la prima volta che Daverio è ad Amatrice: “Siamo tra Amatrice e Norcia: l’umanità dovrebbe genuflettersi per la tradizione dei salumi e per il sugo di Amatrice. La cultura non è fatta solo da dipinti da museo, ma dalla nostra storia, umile, di lavoro, di quotidianità. Ed è quello che scompare con un terremoto”. E a proposito degli aiuti: “Anche la Merkel deve ricordarsi, quando mangia un salume italiano, di Norcia e delle sue bellezze— Noi siamo la culla degli altri. Tutti devono aiutarci”.

  • 18.23

    Ci si sposta per un commento su una statua, crollata, di Cola di Amatrice, che ha progettato la chiesa de L’Aquila. Crollata la sua chiesa, crollata anche la sua statua: fuori luogo, per me, le battutine sul fatto che non porti ‘fortuna’. Su una faglia, non sarà certo il suo nome a portar male.

  • 18.27

    Con un servizio si va a Tino, altra frazione ormai fantasma. Pubblicità.

  • 18.36

    Parodi e Liorni tornano nel punto da cui è partita la diretta per ricordare il docufilm Io sono Libero, in onda stasera su Rai 1 e per ricordare la collega Annamaria Iacobini, morta all’improvviso a Cracovia al seguito del Papa per le Giornate Mondiali della Gioventù. A lei dedicano questa stagione. “Rimani sempre con noi, Annamaria” chiosa la Parodi con un sorriso. E la prima puntata de La Vita in diretta, difficile, emotivamente dura, estenuante, finisce qui.

“Facciamo una promessa e prendiamo un impegno: il 24 di ogni mese saremo qui, ad Amatrice, come simbolo dei paesi colpiti, per vedere come procede e cosa succede”

Inizia con un’iniziativa importante la stagione de La Vita in Diretta, che risponde in maniera concreta alla richiesta delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 di non essere dimenticati. Un atto simbolico forte che inaugura una stagione (già) impegnativa del contenitore di Rai 1.

Cristina Parodi e Marco Liorni in diretta da Amatrice per la prima puntata de La Vita In Diretta 2016-2017 danno una lezione di stile a tutti, a mio modestissimo avviso. Agli inviati sul posto, ai conduttori da studio, agli opinionisti di professione, agli autori tv, ai telespettatori. Una diretta difficile, costruita in una mezza mattinata di prove che si traduce in una prima parte (dalle 14.10 alle 15.40) nella quale i due conduttori – sempre più rodati – riescono non solo a costruire un racconto dotato di senso, ma a farlo col garbo e la compostezza cui, del resto, ci hanno abituato, ma che non è affatto scontato in una situazione di disagio ed emotivamente forte come quella in cui hanno debuttato, tra le macerie di un paese distrutto e a un passo da case che hanno cancellato vite umane.

Un inizio quasi sottovoce, quasi a non voler turbare il silenzio di Amatrice rotto solo dalle macchine di movimento terra, che stanno accumulando le macerie in vista del trasferimento, e dai mezzi dei soccorritori che lavorano per estrarre ancora corpi dall’Hotel Roma: una sacralità del luogo che riesce a non farsi ‘circo’, anche grazie a tempi di racconto dilatati, meno succubi del ritmo tv da 90”/120” a intervento, ma più attenti alle testimonianze.

La pacatezza di Cristina Parodi è ammirevole: accoglie ospiti e lancia servizi con toni calmi, ritmo accogliente, partecipazione mai di maniera. Le caratteristiche della sua conduzione, in fondo, ma qui ancor più apprezzabili. Se non la si vedesse accerchiata dalle macerie, non sembrerebbe neanche trasmettere da una postazione di fortuna per un’ora e mezza.

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Gli fa eco (il forse più emozionato) Marco Liorni che mescola con lucidità informazioni e storie personali nelle interviste al portavoce dei VVFF con cui fa ciclicamente il punto della situazione. Non sono solo ‘tatto’ e ‘delicatezza’: sono espressioni di professionalità, là dove invece spesso si fa a gara di sensazionalismo.

Impeccabile anche la scelta dei ‘costumi’: camicia bianca con maniche arrotolate su pantalone neutro, la quintessenza della semplicità. E dell’eleganza. Sarà anche una divisa, come sembra tradire l’abbigliamento di Di Giannantonio, ma funziona. Direi molto anglosassone come scelta.

In ogni caso si marca con piccole cose la differenza tra la cronaca da tg o all news: basta un “Marco, non ne posso più” lasciato nel montaggio di un’intervista registrata in tendopoli o un “Signora, ma lei è davvero la Parodi?” di uno sfollato per dare un tocco ‘emo’ all’informazione. Senza lacrime insistite, ma persino con un sorriso. Uniche concessioni ‘personali’ a una conduzione che procede altrimenti per sottrazione.

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A parte una piccola indecisione sull’inizio del live, un plauso anche alla squadra de La Vita in Diretta che riesce persino a costruire l’alternanza degli spazi, come nelle dirette da studio, nonostante il ‘recinto’ non certo ampio in cui la troupe è autorizzata a muoversi, alle porte della zona rossa di Amatrice. Roba che neanche trasmissioni in studio provate e riprovate riescono a fare con tanta naturalezza.

Ecco, naturalezza e semplicità sono, a mio avviso, le parole d’ordine di questa prima, anomala, puntata de La Vita in Diretta, che proprio in questa circostanza straordinaria conferma i suoi punti di forza: il racconto mai urlato, la compostezza della conduzione, la voglia di raccontare altro dal solito, o quantomeno con un pizzico di ‘eccentricità’ rispetto al canone del racconto emergenziale della tv italiana. E non è un caso che Liorni è tra i pochissimi a specificare che sotto le macerie di Amatrice è rimasto anche un rifugiato, accolto con altri 49 nel paese. Perché certi dettagli valgono.

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Una puntata così, senza ‘soloni’ dell’opinione da salotto tv almeno nella sua prima parte, dà giustamente spazio agli operatori sul territorio. Uniche voci ‘esterne’ quella di Lorena Bianchetti, chiamata in qualità di collega e di conduttrice di uno speciale A Sua Immagine (che peraltro compare in un blocco dedicato al parroco di Amatrice) e quella di Riccardo Iacona, di cui si lancia la nuova stagione di Presa Diretta, stasera su Rai 3 con un’inchiesta sul terremoto aggiunta in corsa a quella già programmata su Giulio Regeni. In pratica intervengono solo professionisti nella prima parte del programma: le voci di chi sa tutto su tutto al momento sono fuori dalla zona rossa di Amatrice.

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Il ‘brivido’ della retorica fa, invece, capolino dai servizi, tra bambini sopravvissuti e accolti nelle tendopoli, oppure morti sotto le macerie o salvati dai nonni, anche questi ultimi raccontati solo e sempre in funzione dei nipoti. Non mancano i cani eroi. Dall’apologia dell'”angelo” non si riesce a uscire. Un dazio che sembra inevitabile pagare, come certi modi di raccontare ‘i miracoli’ che, personalmente, ritengo lontani dalla cronaca, e anche dagli stilemi di un buon emotainment. Esemplare, in questo senso, un collegamento da Accumoli nella seconda parte del programma col quale la Parodi voleva fare il punto sulle inchieste, trovando invece barlumi di polemica e racconti autoreferenziali.

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Vero è che si insiste nelle due parti sull’intervista “Esclusiva” ai genitori di Giorgia, nella quale raccontano, oltre ogni retorica, la loro storia e le condizioni della bambina, chiedendo di non speculare sulla vita delle loro figlie e di non buttare sulle spalle della piccola la ‘responsabilità’ della morte della sorella, Giulia: “Mi hanno detto che Giulia l’ha protetta. Non so se è vero, ma è bene che non passi quest’idea… Giorgia non deve portare addosso il peso della morte della sorella“.

La compagnia di giro degli opinionisti appare, invece, nella seconda parte, simboleggiata dallo psichiatra Di Giannantonio, appositamente giunto da Roma (non si dice fosse tra i volontari) e anche lui in ‘divisa’ camicia bianca e jeans. Altre due ore di diretta sono lunghe da portare avanti.

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In ogni caso, dimenticate i toni gravi e le espressioni cupe della versione estiva: qui si racconta, sia pur nella tradizione italiana del genere, ma senza tanti fronzoli e senza ansia da prestazione e soprattutto con rispetto. E non è poco.

La Vita in Diretta | Prima puntata | Live da Amatrice

La Vita in Diretta 2016-2017 | Prima puntata da Amatrice | Anticipazioni

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La Vita in Diretta riparte dal Terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016 con una prima puntata in onda oggi, lunedì 29 agosto, alle 14.05 live da Amatrice. Cristina Parodi e Marco Liorni, confermati alla conduzione del contenitore pomeridiano di Rai 1, iniziano questa nuova stagione con uno speciale che, di fatto, si ricollega alle ultime puntate de L’Estate in Diretta e che seguiremo live su TvBlog. Ma vediamo le conferme e le novità di questa edizione, che si concluderà il 2 giugno 2017.

La Vita in Diretta 2016-2017 | Le novità e le conferme

Anche in questa stagione, La Vita in Diretta diretta di divide in due blocchi, con il primo in onda dalle 14.05 alle 15.35, quando la linea andrà alla soap Legàmi, e il secondo dalle 16.40 alle 18.50, facendo da traino al game show del preserale. Come l’anno scorso, la puntata del venerdì vedrà Cristina Parodi in collegamento da Milano per stare più vicino alla famiglia almeno per il weekend. Il programma, infatti, viene realizzato nello studio 3 di Via Teulada, a Roma.
Anche quest’anno il programma si occuperà di attualità, sociale, fatti di cronaca e spettacolo con ospiti in studio e collegamenti in diretta. L’obiettivo è quello di tessere un grande ‘racconto popolare’ sui temi di interesse generale.
Come ha accennato la Parodi a Sorrisi e Canzoni, una delle novità dell’edizione 2016-2017 è lo studio, “più grande e accogliente”, studio che Marco Liorni

La Vita in Diretta 2016-2017 | Come seguirlo in tv e in streaming

La Vita in Diretta va in onda dal lunedì al venerdì dalle 14.05 su Rai 1 ed è visibile, come tutti i programmi Rai, in live streaming sul portale Rai.tv. Appuntamenti speciali potranno andare in onda anche il sabato, come accaduto ad esempio in occasione di gravi eventi di cronaca.

La Vita in Diretta 2016-2017 | Second Screen

La Vita in Diretta ha un suo sito ufficiale e un profilo Twitter, @vitaindiretta. Da segnalare anche i profili dei conduttori, Marco Liorni e Cristina Parodi. Hashtag #VitaInDiretta. Noi vi consigliamo di seguire con noi la prima puntata de La Vita in Diretta, live su TvBlog dalle 14.00.

Ultime notizie su La vita in diretta

La vita in diretta è il rotocalco che presidia il daytime pomeridiano di RaiUno dal 2000, ma l'esperimento era iniziato su RaiDue nel 1994 con La cronaca in diretta di Alessandro Cecchi Paone, diventato nel 1995 L'Italia in diretta con Alda D'Eusanio.

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