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La quarantena ci ha insegnato che le repliche battono i programmi tv inediti

L’ultimo caso ieri sera, con Amici Speciali battuto dalla replica di un film su Rai1

Con lo scoppiare dell’emergenza coronavirus e il conseguente lockdown, la televisione italiana ha interrotto la trasmissione di molti programmi e si è inevitabilmente privata di alcuni titoli ampiamente annunciati in palinsesto. Così il piccolo schermo ha dovuto far ricorso alle repliche. Di programmi di intrattenimento (i più penalizzati in questa fase), di fiction o di film.

Chi pensava che Il Commissario Montalbano fosse un caso isolato (da anni, contro qualsiasi competitor, fa puntualmente il pieno di ascolti, che sia una puntata inedita o che sia all’ennesima replica), ha invece capito che in televisione spesso la replica batte a mani basse l’inedito.

Alcuni esempi? Ieri sera la replica del film-tv Felicia Impastato su Rai1 è stata più vista dell’appuntamento inedito di Amici Speciali (5.027.000 telespettatori, share 19,9% Vs 3.042.000 telespettatori, share 16,1%). Al contrario sabato scorso Canale 5 con la replica di Ciao Darwin ha umiliato l’Eurovision Song Contest proposto da Rai1. Si dirà: ma l’Esc era in versione rimaneggiata causa coronavirus e il suo appeal televisivo non è (quasi) mai stato particolarmente accattivante. Vero. Ma allora che dire delle repliche di I soliti ignoti che continuano a battere con grande frequenza le puntate inedite di Striscia la notizia?

Ed ancora, vogliamo parlare dei David di Donatello (8.4% di share) trasmessi in diretta da Rai1 battuti dalla replica di Scherzi a parte (9.3%) su Canale 5? E di Italia Sì di Liorni superato dal best of di Verissimo di Silvia Toffanin?

Insomma, al netto delle eccezioni (in particolare nell’ambito della fiction Rai, basti pensare ai titoli nuovi Vivi o lascia vivere e Doc – Nelle tue mani che hanno trovato l’apprezzamento del pubblico anche in piena emergenza) e dei discorsi sui target differenziati, la quarantena sembra aver chiarito una volta in più che la solidità di un format vale (almeno in termini di ascolti) più del suo essere o non essere inedito. Anche nell’era televisiva dell’on demand e degli archivi disponibili gratuitamente online.

Chissà se questa ‘scoperta’ non possa essere per i broadcaster l’alibi perfetto per limitare gli sforzi produttivi proponendo così in palinsesto – anche a televisione completamente riaccesa – alcuni appuntamenti fissi con repliche che garantiscono, a costo zero, ascolti e incassi.