Pechino Express, ex-concorrenti indignati sui social: “Programma pilotato, è tutto finto”

Naike Rivelli e Roberto Blasi, concorrenti della quarta edizione, si scagliano contro il reality sui social

Pechino Express, l’ottava edizione sta per giungere a conclusione. Questa sera andrà in onda la finale del reality show condotto da Costantino della Gherardesca, a cui spetterà il compito di proclamare la coppia vincitrice della stagione fra i grattacieli di Seoul. Grandi ascolti per il programma del martedì sera di Rai 2, che dopo alcuni anni di fiacca è tornato ad appassionare un’ampia platea di telespettatori, complici un cast di carismatici concorrenti ed avventure mozzafiato.

Come ogni grande evento che si rispetti, non può mancare chi cerca di cavalcarne l’attenzione mediatica per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. A guastare la festa ci hanno pensato alcune dichiarazioni piccate di due ex-concorrenti di Pechino Express, entrambi viaggiatori della quarta edizione, andata in onda nel 2015: Naike Rivelli e Roberto Blasi, rispettivamente in gara in coppia con Andrea Fachinetti e Shalpy. A cinque anni dall’esperienza tv, i due hanno infatti pubblicato sui propri profili social alcune confessioni sulla trasmissione, a loro detta manipolata punto per punto.

Procediamo con ordine. La prima ad essersi esposta sulle dinamiche di gioco è stata la figlia di Ornella Muti, che sabato scorso ha condiviso su Instagram una foto di Matteo Salvini e Giorgia Meloni nei panni dell’ipotetica coppia de Gli Sciacalli, creando una connessione fra politica e reality:

La politica è un reality show, finto e truccato come tutto in Italia. Ho fatto Pechino Express, non esiste reality più costruito e calcolato, visto che non è neanche in live né in tempo reale, quindi fanno, montano e smontano e decidono tutto durante il gioco. Per tanto me ne sono andata durante, quando ho capito che era una farsa come tutto. Che grande tristezza, ma nessuno vuole sapere la verità. Anzi, vogliono vivere di menzogne e di illusioni.

È tutto finto, è tutto scritto, è tutto manipolato“, ha dichiarato Naike Rivelli, che ha rincarato poi la dose con altre frizzantissime rivelazioni:

Io ho alzato le mani, mi sono dissociata da una televisione italiana corrotta, finta, manipolata e poco educativa, piena di raccomandati e vincitori di reality già decisi nei contratti. Mi sono rotta le palle di stare zitta, si sa già tutto dall’inizio. Gli altri concorrenti dei reality, quelli che “non hanno valore” sono quelli che invece, ignari, pensano di giocare sul serio. Quelli più penalizzati e presi per il culo dalla produzione. Ne so qualcosa, ma al pubblico tutto questo non interessa.

Considerazioni simili sono state riprese dalla showgirl anche nel giorno di Pasquetta, la “giornata della bocca della verità”, con un video quasi da propaganda contro lo star system televisivo. “Sveglia gente“, l’invito di Naike nei panni di uno dei criminali de La Casa di Carta, accolto dal collega di gioco Roberto Blasi, che ha scelto Facebook per raccontare la sua scomoda verità:

Dopo anni Naike Rivelli […] ammette pubblicamente in un post su Instagram quello che noi tutto abbiamo sempre asserito, ovvero che la loro scelta (ndr, della produzione di Pechino Express) sulla nostra eliminazione dal reality sia stata completamente pilotata. Nella quarta puntata si era arrivati a traguardo prima della coppia di Naike e del fratello, ma poi stranamente e misteriosamente nella puntata mandata in onda eravamo ultimi a rischio eliminazione (tutti avevano visto la vera graduatoria, anche le Persiane che erano poco prima di noi). Peccato, il reality è molto bello, forse uno dei più belli, sia per la gara che per i luoghi e paesaggi che si vanno a visitare. Però le strategie pilotate dalla produzione rovivano sicuramente tutto.

Le accuse degli ex-concorrenti di Pechino Express non lasciano spazio all’interpretazione e rischiano di gettare un’ombra anche sulla finale che andrà in onda questa sera. Qualcuno si preoccuperà di rispondere alle esternazioni social di Naike Rivelli e Roberto Blasi? Il risentimento pare vivo più che mai, a conferma che in tv non esiste prescrizione e il tempo non si porta via proprio nulla.

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