ZeroZeroZero, Adriano Chiaramida e Giuseppe De Domenico raccontano i loro personaggi (video)

I due volti italiani di ZeroZeroZero raccontano la loro esperienza e i loro personaggi

Venerdì 14 febbraio su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv (oltre che on demand e in mobilità su Sky Go) debutta ZeroZeroZero, nuova produzione Sky Original prodotta da Cattleya (ITV Studios) e Bartlebyfilm, ispirata dall’inchiesta di Roberto Saviano pubblicata da Feltrinelli.

Creata da Stefano Sollima (anche regista dei primi due episodi) con Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, ZeroZeroZero è una serie tv internazionale girata in 5 paesi tra Italia, USA, Senegal, Marocco, Messico e recitata in 6 lingue diverse. Il ricco cast è composto da Andrea Riseborough, Dane Dehaan, Harold Torres e Gabriel Byrne con gli italiani Giuseppe De Domenico e Adriano Chiaramida.

Abbiamo avuto modo di incontrare due rappresentanti della delegazione italiana nella serie, Adriano Chiaramida e Giuseppe De Domenico, due esponenti della cosca calabrese, gli acquirenti del carico di cocaina che dal Messico passando per gli Stati Uniti dovrebbe arrivare in Italia e poi essere smerciato per l’Europa dalle famiglie legate alla cosca calabrese. ZeroZeroZero è infatti il racconto del viaggio di un carico di cocaina, di come questo traffico internazionale sia gestito e coordinato ma soprattutto degli effetti che il passaggio della merce ha sulle varie persone coinvolte.

I due interpretano nonno e nipote, don Minu e Stefano La Piana, il primo “che vive rintanato in un buco tra le montagne mentre il nipote è aperto al mondo parla più lingue e ha una casa che affaccia sullo stretto di Messina“, due volti diversi e contrapposti, due anime diverse della criminalità. I due sono fortemente uniti dal legame familiare “elemento molto forte della ‘ndrangheta calabrese che non a caso non ha episodi di pentitismo a differenza delle cosche mafiose” ma contrapposti nello stile. “Stefano sarà che erediterà il potere non deve conquistarlo” e “don Minu perdona anche le scappate di testa di Stefano perchè è suo nipote“. L’aspetto interessante, ci ha raccontato De Domenico è proprio “la contrapposizione tra diversi modelli familiari che non ti aspetti, nella famiglia del sud il rapporto è molto freddo, distaccato, quello che non si dicono è l’anima del racconto, in quella americana (dei broker formata da Riseborough, Dehhan e Byrne) è tutto esplicitato e quindi inizi a domandarti cosa non torna“.

Curiosamente nessuno dei due attori è calabrese “avrei fatto prima a imparare l’arabo da Toscano” ha scherzato Chiaramida che ha aggiunto come fosse importante anche riportare, imparare la gestualità del calabrese diversa rispetto a quella di un’altra persona, mentre per De Domenico è stato più semplice essendo della provincia di Messina “a livello di musicalità è simile, mentre la terminologia era diversa“. Uno sforzo ancora ulteriore è stato quello di doppiarsi, infatti soprattutto De Domenico che ha alcune parti in inglese e in francese si è dovuto doppiare per la versione italiana, che, purtroppo, darà un’uniformità di linguaggio al contrario del bellissimo melting pot su cui è costruita la serie.

Nel rapporto con i tre registi della serie, oltre a Sollima che ha diretto i primi due e ha dato la forma generale alla serie, ci sono Janus Metz e Pablo Trapero, i due attori hanno raccontato come Stefano Sollima abbia la capacità di farsi capire immediatamente “Janus è danese ha una sua visione particolare, sotto alcuni aspetti è fiscale, Pablo mi sembrava un pazzo saltava come una scimmia, è stato entusiasmante” ha spiegato Chiaramida. “Ogni regista mi ha dato delle sfumature diverse” ha aggiunto De Domenico “mi affidavo per aggiungere delle sfumature. […] Io ho sempre visto Stefano Sollima come il grande creatore che ha sistemato tutta l’attrezzatura e ha fatto partire la miccia di questi giochi d’artificio, lui ha deciso quali erano i colori, qual era il disegno, poi c’è la traccia più lineare nordica di Janus fino all’esplosione finale di Pablo che racchiude un po’ la storia di ZeroZeroZero che l’andamento dei registi con noi

In apertura il video con l’intervista a Adriano Chiaramida e Giuseppe De Domenico.