Una Storia da Cantare, De Santis: "Rai 1 continua con la linea culturale del sabato sera, non guardiamo alla concorrenza"

Una storia da cantare, tre sabato speciali su Rai 1 per raccontare De André, Dalla e Battisti. La conferenza stampa in diretta.

 

Tre feste per raccontare tre grandi cantautori e con loro la storia collettiva e individuale degli italiani dice Enrico Ruggeri presentando Una storia da Cantare, in onda da domani, sabato 16 novembre in prima serata su Rai 1 e in diretta dal CPTv di Napoli. In diretta va sottolineato.

Un programma 'senza rete', sottolinea il direttore di Rai 1 Teresa De Santis, evocando la cornice dell'Auditorium, da cui ripartì la storia della tv live della Rai e che ha un valore simbolico importante, così come la scelta della città della canzone popolare. Ma è un programma 'senza rete' anche perché "rivoluzionario", come sottolineano De Santis e Ruggeri, sia pure con due accezioni diverse.

Da una parte quella della scrittura, evidenziata da Ruggeri e incarnata, dice, dalla scaletta:

"Se poteste vederla, si tratta di una narrazione completamente innovativa, non 'canta questo, entra quello', ma un grande atto di coraggio ed è una grande sfida".

Dall'altra parte la direzione, con De Santis e Claudio Fasulo, sottolinea la chiave divulgativa dello spettacolo, che si inserisce nella linea del sabato sera intrattenitivo-divulgativo che Rai 1 ha intrapreso ormai da qualche tempo, con Alberto Angela in primis e con gli esperimenti di Bolle. Anche questa Una Storia da Cantare, quindi, si presenta come una operazione di divulgazione culturale festosa ("Non siamo l'enciclopedia Britannica", dice la De Santis), serializzabile, per costruire una storia della canzone d'autore e della storia collettiva italiana. Una formula biopic per l'intrattenimento, insomma. E si pensa già a un nuovo ciclo, con Pino Daniele celebrato a Napoli.

"Continuiamo nella linea culturale del sabato sera, non guardando alla concorrenza ma guardando altrove"

dice De Santis: l'Auditel, insomma, non è la preoccupazione, interessa l'operazione costruita perché sia un testo omogeneo, semanticamente coerente anche nella scelta degli ospiti. Molti i giovani, ma non chiamati per avvicinare il target più giovane, ma artisti che hanno debiti o legami diretti con i protagonisti delle puntate, sottolineano Ruggeri e De Santis. Certo è che, come per Sanremo, la presenza di giovani artisti può stimolare l'ascolto non lineare e dare una spinta ai contenuti digital.

A proposito di ospiti, non ci si sbilancia molto, se non grazie a Claudio Fasulo (sempre amato per la sua intelligente capacità di ingolosire anticipando momenti che possano creare un minimo di hype a fronte di 'misteri' e segreti che rischiano di appiattire i contenuti): è lui a parlare di Dori Ghezzi che torna a cantare De André e di un duetto tra Arbore e Proietti su Ma come fanno i marinai nella seconda puntata, dedicata a Dalla.

Per il resto, gli ospiti della prima puntata sono, oltre a Dori Ghezzi, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Lino Guanciale, Loredana Bertè, Elena Sofia Ricci, Morgan, Nek, PFM, Paola Turci, Mauro Pagani, Anastasio, Willie Peyote, The André.

Il finale di ogni puntata è affidato ai telespettatori ai quali viene chiesto di segnalare sui social la canzone da loro più amata o significativa per la loro storia accompagnadola con l'hashtag #unastoriadacantare. La più segnalata sarà cantata dal cast in chiusura.

Una storia da cantare, diretta conferenza stampa da Napoli


  • 11.25

    Siamo quasi pronti: Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero sono in studio. Sedute bianche al centro del palco e Auditorium a tutta altezza, come ai tempi belli di Senza Rete.

  • 11.36

    Dori Ghezzi, Lino Guanciale, Loredana Bertè, Dori Ghezzi, Ornella Vanoni tra gli ospiti della prima puntata, dedicata a Fabrizio De André. E vediamo un assaggio dello studio tv.

  • 11.37

    Si prende posto sulle sedute: si sta per iniziare. Davvero.

  • 11.37

    "Programma nuovissimo: si racconta la vita di questi artisti, la loro musica e l'Italia che li ha accolti" spiega la moderatrice.

  • 11.38

    Teresa De Santis c'è ed è lei a presentarlo "da esperta di musica". "Doppia emozione: essere nello studio di Senza Rete, da cui ripartì la Rai live. Per me questo programma è un sogno: ci sono dentro tanti anni della mia carriera a occuparmi di musica, in radiofonia e non, e poi era arrivato il momento di raccontare la storia dei cantautori, una nostra eccellenza, elaborandola in maniera diversa e originale, come fatto di spessore culturale quale esso è. Vorrei dedicare questo programma alla memoria di Pierluigi Tabasso, grande dirigente della Rai, per il quale abbiamo lavorato in tanti, io ed Ernesto Assante ad esempio, che ci ha insegnato tanto e a riflettere sulla qualità culturale delle canzonette che mettevamo in onda".

  • 11.41

    "Il racconto da parte di un grande cantautore come Ruggeri e un volto Rai come Bianca Guaccero: tutti e due vicini ai ragazzi. Il racconto vuol essere proprio una storia, non una segmentazione di esibizioni e pezzi".

  • 11.44

    Ruggeri: "Tre grandi feste per celebrare uno dei momenti più alti della storia e della creatività italiana, come la musica italiana. Compito oneroso ma dall'altra parte molto semplice perché con le loro grandi canzoni non puoi sbagliare mai. E poi grandi interpreti che si caleranno all'interno di questa festa cantando le canzoni dei protagonisti, non la loro promozione. Sarà pieno di sorprese".

  • 11.44

    Guaccero": Sono felice e onorata di fare parte di questo progetto, dalla qualità altissima. Questo patrimonio musicale ha segnato le nostre vite personali e anche questo cercheremo di raccontare. Mi preparo portando con me il mio bagaglio emotivo, con i nostri particolari ricordi ed emozioni. Una condivisione per tutti".

  • 11.46

    Claudio Fasulo: "Vogliamo che questo diventi un format in progress, una serie per celebrare il cantautorato italiano. Parliamo spesso di intrattenimento e dvilgazione: ci inseriamo nel filone di Angela, Bolle etc. Parliamo di biopic, una modalità narrativa che funziona già nella fiction e in questo senso diamo il nostro contributo raccontando questi rivoluzionari, geni, artisti...

  • 11.49

    Fasulo ringrazia il CPtv di Napoli ("Non c'è una vite che non sia Rai in questo show") : Sandro Carotenuto, direttore della fotografia, Gennaro Amendola, scenografo interno che ha omaggiato Senza Rete, Duccio Forzano regista e tra gli autori. Lanceremo un hashtag, #unastoriadacantare, perché il pubblico ci dica quale è la sua canzone preferita: la più segnalata sarà cantata nel finale.

  • 11.51

    Ruggeri sulla prima puntata: "C'è uno spartiacque nella musica con De André: lui racconta gli ultimi, i deboli e fa della canzone d'aautore quello che Manzoni e Dickens fecero nella letteratura. Hanno fatto cultura emozionandoci e divertendoci e così il percorso si è costruito da solo... Maurizio Filardo con la sua orchestra ha fatto un gran lavoro. Ci sarà anche tanta Genova nella puntata: lui e Dalla peraltro avevano un'attenzione particolare per Napoli, culla della grande canzone partenopea".

  • 11.54

    Domande, Ilaria Urbani, La Repubblica Napoli: cosa canterà il cast e i prossimi ospiti. Più per De Santis se questo show può far ripartire il live da Napoli. "Grande attenzione per tutti i CPTv: dopo questo show sarà la volta di quello di Milano con 20 anni che siamo italiani. Certo, Napoli aveva un senso per parlare di musica. Continuiamo nella linea culturale del sabato sera, non guardando alla concorrenza ma guardando altrove. C'è la volontà di narrare la nostra storia attraverso la sostanza della nostra quotidianità, le canzoni.

  • 11.58

    Dori Ghezzi canta De André dopo anni, mentre nella puntata su Dalla duetto Arbore e Proietti su Ma dove vanno i marinai. Bravo Fasulo!

  • 11.59

    Fasulo: Interpretazioni importanti di chi ha vissuto De André, di chi ha conosciuto De André per 'cultura', come Anastasio e Willy Peyote, rileggendolo in chiave attuale. Un'operazione culturale volutamente ampia. Ruggeri aggiunge:" Anche per dimostrare l'attualità di De André e dei grandi cantautori".

  • 12.01

    Aymone, Corriere del Mezzogiorno: "Come sono stati selezionati i brani e come sono stati affidati agli ospiti. E quando qualcosa su Pino Daniele". Risponde Ruggeri: "Molti accoppiamenti sono stati naturali: chi abbiamo invitato ha spesso indicato il proprio brano, senza gravi sovrapposizioni". De Santis torna sulla serializzazione del format e della linea culturale "sebbene pop e più ampia possibile": nella prossima tornata quindi Pino Daniele ci sarà.

  • 12.03

    TIziana Leone, Secolo XIX a Ruggeri: "Cosa canterai e qual è il tuo Faber". "Per me una canzone molto evocativa "La canzone dell'amore perduto". Ma io e BIanca saremo dei jolly e faremo più incursioni con gli amici che verranno a cantare".

  • 12.04

    Diego Paura, Roma: "Cosa farà Mauro Pagani da Genova. E Guaccero canterà?" De Santis: "Guaccero figura poliedrica e canterà". Fasulo: "Pagani è una fase importante della storia di De André e verrà chiamato a interpretare un brano di quel momento nel contesto del Porto Antico di Genova, con immagini molto particolari e con un Pagani che canta e racconta quell'esperienza molto particolare con De André". Guaccero: "Ci saranno delle incuriorsioni. Non sono una cantante, ma ho sempre avuto passione per la musica, portata più al teatro che ai dischi. Porterò la mia infanzia, i 45 giri di mio papà...". Lodi da Ruggeri al canto della Guaccero.

  • 12.08

    Altri cantanti giovani e contemporanei per raccontare e per avvicinare pubblico giovae? "E' buona norma per sottolineare la contemporaneità chiamare i giovani che devono qualcosa ai protagonisti". De Santis: "Non chiamiamo i giovani per avvicinare i giovani, ma abbiamo chiamato artisti che avessero un senso. Un modo per raccontare la storia della musica e attualizzarla. La simbolica di Bianca è anche quella di una generazione che racconta a un'altra. Penso anche a Sanremo: il parterre anche estremo ha avuto successo non solo sull'ascolto lineare ma anche sul digital. Anche in questo caso entriamo in questa dinamica: può essere un rischio, ma come è ho detto questo è lo studio di Senza Rete. Ma Rai 1 deve rischiare, è la rete 'larga' degli italiani".

  • 12.12

    Ruggeri: "Questo programma è una piccola grande rivoluzione: se poteste vedere la scaletta, vedreste che è una narrazione completamente innovativa, non 'canta questo, entra quello', è un grande atto di coraggio ed è una grande sfida".

  • 12.14

    Domanda: Arrangiamenti, molto rock? "Intanto grande rispetto. Il rock ci sarà, con gusto e parsimonia. Abbiamo poi una band di 13 elementi che potrebbe andare tranquillamente in tour con sting, con arrangiamenti innovativi, ma rispettosi delle canzoni".

  • 12.17

    Si chiude qui. Una mezz'ora come nello stile napoletano.


Una Storia da Cantare, la conferenza stampa

Debutta domani, 16 novembre, alle 21.25 su Rai 1 Una Storia da Cantare, tre puntate nel sabato sera dell'Ammiraglia per raccontare tre grandi cantautori italiani. Si parte da Fabrizio De André, si prosegue cone Lucio Dalla e Lucio Battisti.

A presentare il programma ci pensano conduttori, autori e regista dall'Auditorium Rai di Napoli, 'città della musica', cuore e cornice di questo omaggio. La conferenza avrà inizio alle 11.30 e vede tra i 'relatori' la direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, il vicedirettore di Rai 1 Claudio Fasulo e i conduttori Bianca Guaccero ed Enrico Ruggeri. Atteso anche il regista Duccio Forzano.

Noi seguiremo live la conferenza per riportare tutte le dichiarazioni e le anticipazioni sul programma.

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