Home Porta a porta Vespa ringrazia Salvini e Renzi: “Da 13 anni senza confronti tv: l’ultimo qui con Berlusconi – Prodi”. Ma l’evento non c’è…

Vespa ringrazia Salvini e Renzi: “Da 13 anni senza confronti tv: l’ultimo qui con Berlusconi – Prodi”. Ma l’evento non c’è…

Bruno Vespa celebra l’ultimo faccia a faccia tra leader politici aprendo il confronto tra Salvini e Renzi.

pubblicato 15 Ottobre 2019 aggiornato 30 Agosto 2020 12:43

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“Matteo Salvini, Matteo Renzi vi ringrazio: erano 13 anni che non si assisteva in tv a un confronto tra leader di partiti politici. L’ultimo fu nel 2006 proprio in questo studio e fu il faccia a faccia Berlusconi – Prodi”.

Così Bruno Vespa apre il confronto tv tra Salvini e Renzi, annunciati rigorosamente in ordine di peso parlamentare, come sottolinea subito il padrone di casa. Poco importa che non si tratti di un faccia a faccia pre-elettorale come fu quello del 2006, poco importa che non si tratti di candidati premier dei principali schieramenti politici: la presenza contemporanea di due leader in tv è ormai celebrato come un evento in un panorama talk in cui il confronto ‘diretto’ si celebra nelle staffette che devono i leader affrontare i giornalisti in regime di rigorosa separazione.

Di quello storico faccia a faccia del 2006 tra Prodi e Berlusconi (chiuso dal leader di FI con una cancellazione dell’ICI in zona Cesarini, se non ricordo male), Vespa ha ripreso anche la struttura scenografica. Non c’è un podio e non c’è grafica per il countdown, ma i due contendenti sono alla destra e alla sinistra ‘del Padre’, come 13 anni fa, come – insomma – voleva l’estetica dei faccia a faccia elettorali dal 1994 in poi. Confronto, quindi, non un faccia a faccia con poltroncine frontali e padrone di casa in piedi: tutti seduti, nel tentativo di dare un maggior ordine alla conversazione. La scenografia più rigida e ‘istituzionale’, meno salottiera, ha finito per dare al confronto un’aura di maggior tranquillità nella presa dei turni di parola, regolati da Vespa secondo lo schema domanda, risposta, replica rapida della controparte. E con tanto di conto del minutaggio per non svantaggiare nessuno.

La soluzione scenografica (senza dubbio meno asettica dello storico precedente, visto il diverso contesto) permette, inoltre, alla regia di giocare con i piani di ascolto: e le faccette dell’ex Vicepremier evocano subito la sua’ultima, difficile, seduta in Parlamento in veste di esponente del Governo.

Non solo il confronto non avviene in diretta, sconfessando la natura stessa dell’evento e dello specifico tv, ma invece di entrare subito in medias res, Vespa sembra voler stuzzicare la propensione allo zapping dei telespettatori, già magari poco inclini ad ascoltare dischi rotti e retoriche stantie dopo aver visto la Nazionale vincere 5-0 sul Liechtenstein. Vespa ‘stuzzica’ il cambio canale aprendo con un omaggio video, del tutto gratuito, ai 50 anni dalla conferenza stampa dell’equipaggio dell’Apollo 11 negli studi Rai. Un momento storico, per carità, che si può rivedere in questo periodo su RaiPlay (che il Signore l’abbia sempre in gloria), ma che proprio con i due Matteo non ha nulla a che vedere, se non ricordarci come gli anni Duemila abbiano tradito le attese di chi nel 1969 immaginava che l’Uomo sulla Luna fosse il primo atto di una rivoluzione epocale.

Non contenti, dopo il riferimento all’epico equipaggio dell’Apollo ecco le clip di presentazione che ripercorrono sì la carriera politica dei due, ma anche le comuni esperienze nei quiz televisivi anni ’90. Non manca il riferimento al primo faccia a faccia, 10 anni fa a La7, evocato con un fotogramma. Più che rompere il ghiaccio, un attacco degno di un freeze.

Se c’è una cosa che marca televisivamente questo confronto, al netto della scenografia e dei rimandi storici (da notare la presenza degli altri giornalisti ospiti alla stessa scrivania, con una formula da ‘tavolo’ che sfuma dal faccia a faccia elettorale ai talk di daytime e preserale), sono i piani di ascolto: le faccette di Salvini sono perfette per ogni tipo di meme. Il genere evidentemente (gli) piace: non si arriva alle vette registrate accanto al Premier Conte, ma ci si impegna.

Un solo break, dopo 70 dei 100′ del programma, 41′ di parlato ciascuno, nessun applauso: una modalità estranea alla tv ormai (si pensi a DiMartedì, in quello stesso momento su La7), oltre che alle piazze gaudenti. La claque deve limitarsi a qualche risatina su battuta. Un faccia a faccia che anche per questo, farà, a suo modo, storia anche se non può rientrare nel novero dei grandi eventi televisivi, vista la mancanza di diretta e anche la mancanza di un dibattito davvero capace di mettere da parte slogan da campagna elettorale, da cui qualcuno non sa davvero come uscire, o battute provate dietro le quinte.

Ciò non vuol dire che non valga la pena scomporre e analizzare questo confronto nelle sue forme e in tutti i suoi contenuti politici, retorici, comunicativi. Anzi. Tolta l’arroganza della sovrapposizione, resta il tempo da riempire di contenuti: ed è li che si gioca la vera partita della comunicazione politica.

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