"Lukaku lo fermi con 10 banane": opinionista licenziato da Telelombardia

L'ex dirigente Luciano Passirani si lascia andare a un commento razzista. Il direttore Fabio Ravezzani: "Episodio imprevedibile, non potremo più invitarlo. A causa del razzismo abbiamo subito delle aggressioni".

Su Telelombardia e in simulcast su Top Calcio 24 (canali del gruppo Mediapason, assieme ad Antennatre) durante la trasmissione  QSVS (Qui Studio a Voi Stadio), l'opinionista e dirigente sportivo Luciano Passirani si è lasciato andare a un commento razzista sul calciatore dell'Inter Romelu Lukaku che ha fatto irritare il conduttore del programma Alfio Musmarra, insorgere il web e provocarne il licenziamento da parte del direttore Fabio Ravezzani.

Eppure Passirani, che ha lavorato per Atalanta, Lecco, Pro Sesto e Virescit, era partito bene (qui per vedere l'episodio):

"Penso che Lukaku sia uno degli acquisti migliori che potesse fare evidentemente l'Inter. Io non vedo attualmente in Italia un giocatore come Lukaku o in nessun'altra squadra, nè nella Juve, nell'Inter, nel Milan, la Roma, la Lazio ...".

Il conduttore vuole intervenire, ma è lì che l'uomo si avventura nella disquisizione incriminata:

"A me piace moltissimo perché è il sosia di Zapata dell'Atalanta: questi hanno qualcosa in più degli altri, non c'è niente da fare. E poi è un uomo che alla fine i gol li fa. E poi questo ti trascina la squadra. Questo nell'uno contro uno ti uccide, se gli vai contro cadi per terra. O c'hai 10 banane qui per mangiare che gliele dai, altrimenti ...".

Seguono risatine di imbarazzo in studio. Alfio Musmarra cerca di metterci una pezza:

"Non si possono fare queste robe, sennò poi scivoliamo in una situazione davvero fuori controllo".

Passirani prova a difendersi: "Era una battuta". Ma la replica del presentatore, che nel frattempo si dimostra più preoccupato, lo lascia di sasso: "Venuta male. Ovviamente siamo proprio andati oltre su questa cosa. Anche perché è una situazione in cui soprattutto in questo periodo c'è grande attenzione mediatica e quindi evidentemente ... ovviamente ci scusiamo per quello che ha detto Luciano, voleva fare una battuta, gli è uscita male.

L'episodio si è verificato intorno alle 17, giusto in tempo per far irritare i tifosi e i telespettatori del canale. A quel punto, alle 19.49, il direttore del gruppo Mediapason Fabio Ravezzani decide di metterci la faccia:


"Partite le polemiche e quant'altro, mi corre l'obbligo di fare una precisazione importante come direttore di questa emittente. Quest'oggi, oggi pomeriggio, è successo un fatto assolutamente imprevedibile, sicuramente non voluto, ma non per questo meno grave, perché un nostro opinionista, parlando di Lukaku e cercando di definire la forza di Lukaku, la sua totale capacità di essere determinante, quindi faceva una serie di complimenti a Lukaku, ha sciaguratamente scelto un'immagine pessima che poteva assolutamente dare spazio legittimamente a un'interpretazione razzista di Lukaku. Siccome noi il razzismo lo abbiamo combattuto, lo combattiamo, lo combatteremo sempre da questa emittente, a volte anche con dei costi personali, abbiamo subito delle aggressioni e un attentato per aver stigmatizzato il razzismo allo stadio di San Siro, non possiamo tollerare che anche involontariamente, anche senza rendersene conto, una persona che parla per ore e può, capita a tutti, dire delle cose sbagliate, dire delle cose imprecise, si possa lasciar andare a un commento senza rendersi conto che anche involontariamente può assumere e assume una valenza razzista".

Ravezzani così comunica la decisione di sollevare Passirani, peraltro senza mai nominarlo:

"Non con molto dispiacere non potremo invitare più questa persona, che è stato il primo a scusarsi, così come immediatamente il conduttore Alfio Musmarra, si era veramente ripreso per questa frase (?) facendo il suo dovere di buon conduttore, però ce ne scusiamo ancora, io come direttore me ne sento comunque responsabile e l'unica cosa che possiamo fare, obtorto collo, è non invitare questa persona che per la prima volta in vita sua ha usato un termine di questo genere, ma che noi non tolleriamo, non tolleriamo perché anche su una battuta si può in qualche modo ferire una cultura che deve essere senza se e senza ma contro ogni forma di razzismo".

 

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