Le Sorelle Passera sbarcano su Food Network. Loro a Blogo: "Ecco l'ennesimo BEL programma di cucina"

Una è una speaker di Radio Deejay, l'altra è una autrice televisiva e radiofonica: insieme sono le Sorelle Passera.

Dopo le sorelle Parodi e quelle Lecciso, ecco le sorelle Passera in tivù. Marisa e Gigi, al debutto su Food Newtork, ironizzano: "Quando avremo metà dello stacco coscia e del cachet delle sorelle Parodi, potremmo ritenerci fortunate". Eppure ora anche le due Passera avranno un programma tutto loro: I Diari Della Forchetta, in onda dal 5 settembre alle ore 22 sul canale 33 del digitale.

Questo è un debutto di coppia, perlomeno in tv?

Gigi: "A onor del vero, la prima volta che Marisa apparì in video c'ero anche io, anche se non eravamo presentate come sorelle... e io, pensa un po', già cucinavo".

Marisa: "Era il 1997, al PreFestival di Sanremo: ci mandarono in onda all'arrembaggio, non avendo mai fatto televisione e non avendola mai neanche guardata. Tra le varie cose, la Gigi realizzava dei pentoloni di stelline in brodo che distribuiva benignamente alle persone fuori dall'Ariston (ride, ndr)".

Gigi: "Marisa invece si faceva chiamare Giada, perché si vestiva sempre da cinese, e intervistava la gente mentre io preparavo questi generi di conforti".

Marisa: "Poi da lì, misteriosamente, nessuno ci ha fatto fare più nulla insieme (ride, ndr). Peccato però, perché eravamo partite benissimo...".

L'idea de I Diari della Forchetta è stata vostra?

Marisa: "L'idea è stata nostra. Ma non so perché, proprio mentre noi abbiamo avuto quell'idea, il canale ci ha contattato. Forse si sono allineati i pianeti (ride, ndr)".

Gigi: "Noi da sempre guardiamo i programmi di cucina. Così, tanti anni fa, ci siamo innamorate delle Two Fat Ladies, ovvero queste due signore inglesi - simpaticissime e bruttissime - che giravano l'Inghilterra con un sidecar per cucinare in giro. Noi le abbiamo sempre viste come due eroine romantiche e ci sarebbe sempre piaciuto fare un programma ispirato a loro: un viaggio gastro-sentimentale in giro per l'Italia, pur senza sidecar".

Come sono le comunità che andrete a incontrare in giro per l'Italia?

Marisa: "Sono parecchio bizzarre e sopra le righe, un po' come noi".

Gigi: "Siamo stati nel club dei brutti, sull'appennino marchigiano: un club che esiste dall'Ottocento e che ha fatto della bruttezza un vessillo morale. E' una congrega goliardica, che cerca la bellezza dentro alle persone, con una quantità industriale di grassi: questa è stata la nostra prima tappa".

Marisa: "Da lì siamo andati a scoprire mondi sempre diversi. Dalle Mondine di Modena alle ragazze modernissime ma vintage della Balera dell'Ortica. Ma anche gli sbandieratori di Cava dei Tirreni, il gruppo folk di Alberobello...".

Quindi non racconterete soltanto la cucina, ma anche il territorio.

Marisa: "Sì, ma non tipo Linea Verde (ride, ndr). Più che il territorio nudo e puro, racconteremo il territorio umano. Le persone, insomma, che condividono i valori di una comunità: ci piace questo senso di aggregazione in un momento in cui ci vede tutti disgregati".

Cucinerete anche voi?

Gigi: "Ogni puntata è divisa in due fasi. Nella prima fase noi veniamo accolte e la comunità di riferimento cucina per noi le loro specialità. Nella seconda fase, per ripagare dell'ospitalità, cuciniamo noi per loro".

Marisa: "Io avrei anche mangiato e basta (ride, ndr)".

Gigi: "Queste sono persone che ci hanno preso il cuore, anche perché è stato molto facile affezionarsi a tutti loro: io piangevo ogni due minuti, infatti credo che i montatori abbiano avuto molto materiale da tagliare (ride, ndr)".

Marisa: "La loro idea di accoglienza e di convivialità era molto simile alla nostra. E' stato come andare a trovare dei cugini. E poi, a tutti, abbiamo promesso che passeremo il Natale con loro".

Il piatto più pazzesco che avete mangiato?

Gigi: "Le polpettine di pane vecchio fatte dalle signore di Alberobello: una ricetta povera, semplice da replicare, ma piena di gusto".

Qualcuno dirà: "Ecco, l'ennesimo programma di cucina in televisione".

Marisa: "Qualcuno lo dirà, certo: la gente dice di tutto...".

Gigi: "Speriamo che dicano solo quello e non di peggio (ridono, ndr)".

Marisa: "Semmai sarà l'ennesimo bel programma di cucina. Per chi non è eccessivamente appassionato può sembrare una saturazione del genere, in realtà - anche se la tematica è la stessa - il programma lo fanno le persone: il cibo è una musica, tutto dipende da cosa vuoi suonare".

Quali sono i programmi di cucina che preferite?

Marisa: "Ho fatto Masterchef Celebrity e conservo ancora un ricordo bellissimo: ho imparato centomila tecniche, abbinamenti e impiattamenti... che non riproporrò mai più. L'alta cucina mi affascina, ma mi piace di più andare al ristorante. La mia idea di cucina è più vicina a I Diari della Forchetta, ovvero è una cucina più accogliente e affettuosa".

Gigi: "Ma c'è anche tanto da ridere: ho rivisto dei pezzi di programmi in onda e, non lo avrei mai creduto, ho riso molto nonostante sia difficile ridere di se stessi".

Avete anche un blog di cucina. Ormai vi possiamo definire anche food blogger?

Marisa: "Per quanto mi riguarda è una passione. Io mi sento semplicemente una grande appassionata di cucina: amo cucinare e amo mangiare".

Gigi: "In realtà grazie al blog possiamo comunicare con il cibo, che è una parte di noi. Finora con il blog per noi c'è stata poca monetizzazione e molta comunicazione delle nostre emozioni. Le ricette sono le virgole che danno ritmo alla giornata: la nostra vita non è centrata solo su questo, però è senz'altro ritmata dal modo in cui ci nutriamo e dal modo in cui ci piace servirlo".

Quand'è che avete deciso di condividere la vostra cucina con gli altri?

Marisa: "I nostri amici ci chiamavano continuamente per chiederci consigli, anche perché da sempre abbiamo sempre fatto delle grandi cene per tutti. Alla fine ci siamo annoiate a ripetere sempre le stesse ricette a persone che non le memorizzavano, così abbiamo cominciato a metterle per iscritto".

Gigi: "Un amico ha insistito fortemente affinché diventasse tutto realtà. Il blog è andato subito molto bene. C'è stato anche un libro, Generi di Conforto, e ora il programma televisivo".

Il prossimo step?

Insieme: "Conquistare il mondo".

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