La7 e Paolini – Un successo annunciato

Il 3 novembre 2007 scrivevo, a proposito della bella performance di Marco Paolini, che proponeva Il sergente (da un’opera di Mario Rigoni Stern): “La7 sorprende nella sfida degli ascolti con “Il Sergente” di Marco Paolini”. Così titola Repubblica, così si meravigliano quasi tutti gli addetti ai lavori. Cosa ci sia, di sorprendente, non si sa.

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Il 3 novembre 2007 scrivevo, a proposito della bella performance di Marco Paolini, che proponeva Il sergente (da un’opera di Mario Rigoni Stern):

“La7 sorprende nella sfida degli ascolti con “Il Sergente” di Marco Paolini”. Così titola Repubblica, così si meravigliano quasi tutti gli addetti ai lavori. Cosa ci sia, di sorprendente, non si sa.

All’epoca, Paolini totalizzò 1 milione 232 mila spettatori pari al 5,5% di share, e grandi sorprese immotivate, appunto. Oggi, come sapete, Paolini con il suo Miserabili. Io e Margaret Tatcher, sfiora il 5% (4,79% per 1.040.000 spettatori), in un lunedì da leoni contro medici in famiglia e reclusi-osservati speciali.

Questa volta non si sorprende nessuno. Tantomeno il direttore di LA7, Lillo Tombolini, che anzi esulta:

Sono felicissimo dell’ottimo risultato raggiunto da LA7 con il palinsesto dedicato al 20° anniversario dalla caduta del muro di Berlino. Gli approfondimenti del TgLA7, Atlantide nel pomeriggio, e lo speciale di Otto e Mezzo di Lilli Gruber, uniti alla straordinaria performance di Marco Paolini in diretta dal porto di Taranto sono motivo di grande soddisfazione di tutta la rete. Ancora una volta Paolini ci ha regalato un momento di televisione unico e irripetibile. Siamo orgogliosi di averlo accompagnato in questo viaggio, offrendo al pubblico una serata di intrattenimento e riflessione, di altissima qualità.

Come dire, la prossima volta che sento qualcuno affermare che qualità e buoni risultati non vanno d’accordo, non saprò risparmiarmi. E sarò avvalorato, in questa personalissima battaglia, anche dallo speciale-Saviano di domani sera, è fuori discussione. Come dite? Ah, sì, certo. Non c’erano interruzioni pubblicitarie. Va be’, ci mancherebbe altro, a teatro.