Lite fra Michele Criscitiello e un tifoso napoletano in diretta a "Lo sai che?" (VIDEO)

Accesa discussione tra il direttore di rete e un ascoltatore nel programma in seconda serata trasmesso da Sportitalia

Nell'arco delle ultime 24 ore il torpore dell'estate catodica improvvisamente ha lasciato spazio ad accesi dibattiti sfociati in risse come quella che ci hanno servito a Stasera Italia Vittorio Sgarbi e Giampiero Mughini.

Dal match disputato mercoledì sera passiamo allo scontro avvenuto ieri, 25 luglio 2019 in diretta nella puntata di Lo sai che? programma in onda su Sportitalia nella seconda serata inoltrata condotto da Michele Criscitiello e il giornalista Alfredo Pedullà. Partendo dal fatto che durante il programma i due conduttori si confrontano sportivamente parlando di calciomercato, i telespettatori possono interagire da casa chiamando in diretta per porre domande o curiosità

Criscitiello stavolta ha dovuto fare i conti con uno spettatore risentito evidentemente da qualche atteggiamento che non gli è andato proprio giù lamentando di lasciare poco spazio alla sua squadra del cuore, il Napoli. Sono passati 24 minuti da mezzanotte quando l'uomo al telefono (che si chiama Patrizio) esordisce subito così: "Vorrei fare una dimostranza a te Criscitiello", il giornalista si prepara e lascia carta bianca "La faccia ce la mettiamo sempre e non abbiamo paura di niente, vai parla!".

L'ascoltatore punzecchia e fra i due nasce un lungo diverbio che sfocia quasi subito in una rissa verbale: "Sei un ruffiano che parla dalla mattina alla sera di Juve, Inter e Milan... Non ti atteggiare!" Criscitiello non appena sente la rabbia dell'uomo si accende in men che non si dica interrompendo l'uomo:

Innanzitutto così parli a tuo padre o a tua nonna se ce li hai e calmati. Ruffiano lo dici a tuo padre. Devi solo tacere. Se vuoi fare l'educato fai l'educato, così non parli a casa mia. Se vuoi fare il napoletano lo fai a casa tua, qui non lo fai. Ma cosa stai dicendo?

Il battibecco prosegue e non ha intenzione di spegnersi, l'ascoltatore al telefono mette il carico da 90 e sferra l'attacco: "Sei un pecoraro di Avellino! Vergognati! Io non metto in mezzo la famiglia! Durante le trasmissioni quando Pedullà (Alfredo, ndr) parla 30 secondi del Napoli tu ci ridi anche sopra!" il direttore ribatte: "Ma cosa stai dicendo? Sei un frustrato!" e mostra alla telecamera i fogli con la scaletta nella quale testimonia il fatto che durante l'appuntamento si sarebbe parlato della squadra del Napoli ma...niente da fare! Patrizio continua ad essere indignato "A me non interessa che tu fai la scaletta! Pensi che dormiamo? Quando Pedullà parla del Napoli per 30 secondi tu lo liquidi"

Criscitiello respinge e qualifica lo spettatore innervosito come uno "svalvolato", Patrizio (che il conduttore chiama per errore Giuliano) si infervora e stoppa nuovamente: "Oh! Aspetta attenzione io ho 57 anni non ho 20 anni (...) Hai offeso mia mamma e mio padre che sono morti tutti e due e non ti dovevi prendere troppa confidenza".

La lite continua sullo stesso tenore: lo spettatore attacca e il direttore di Sportitalia respinge le accuse al mittente, il tutto per oltre 10 minuti fino a che Criscitiello non taglia la corda sulle note della storica colonna sonora del film Apocalypse Now in sottofondo: "Ok sono un ruffiano e pecoraro, sei stato gentilissimo" chiudendo bruscamente la conversazione.

A cornetta abbassata però ha ancora qualche sassolino da levarsi dalla scarpa senza il problema dell'essere nuovamente interrotto:

Ti devi calmare, rilassare! Ti devi fare una vita, non devi vedere nemici dappertutto, devi soltanto godere delle tue fortune. I napoletani non devono essere rappresentati da gente come te perché tu fai il male di Napoli, non devi fare il napoletano frustrato ma il napoletano orgoglioso della tua squadra e della tua città. Il 90% dei napoletani, così come a Roma, a Milano o a Torino è gente sana, non accusano e non vanno in diretta televisiva a offendere le persone senza che nessuno ti ha offeso.

Dopo aver strappato nervosamente la scaletta sventolata pochi minuti prima, in risposta ad Alfredo Pedullà che sottolinea il fatto che situazioni come questa possono capitare chiosa:

Noi non vogliamo filtrare, vogliamo essere la televisione di tutti. Vogliamo essere la televisione della verità, vogliamo essere la tv del popolo. Questo vuol dire che se un operaio di Ancora tifoso del Napoli e mi dice che sono un pecoraro di Avellino lo deve dire, però ci dobbiamo confrontare perché così come le dà le deve prendere.

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