Le segretarie del sesto: su Raiuno la crisi raccontata attraverso una commedia femminile (che s’ “ispira” a Commesse)

Alcuni l’hanno definita spin-off, altri crossover: lasciamo decidere a voi come interpretare il ritorno in tv del personaggio di Romeo, il commesso gay che qualche anno fa potevamo vedere nella fiction “Commesse” a cui dà volto Franco Castellano, nella miniserie “Le segretarie del sesto”, in onda stasera (21:30) e domani (21:10) su Raiuno. Ancora una

Alcuni l’hanno definita spin-off, altri crossover: lasciamo decidere a voi come interpretare il ritorno in tv del personaggio di Romeo, il commesso gay che qualche anno fa potevamo vedere nella fiction “Commesse” a cui dà volto Franco Castellano, nella miniserie “Le segretarie del sesto”, in onda stasera (21:30) e domani (21:10) su Raiuno.

Ancora una volta dietro ad una miniserie RaiFiction c’è Edwige Fenech e la sua Immagine e Cinema (al lavoro anche su “Una sera d’ottobre” ed allo stesso “Commesse”), che ha realizzato questa fiction scritta da Laura Toscano e Franco Mariotta, sceneggiatori de “Il Maresciallo Rocca”. E proprio alla Toscano che il regista Angelo Longoni e tutto il cast hanno dedicato la miniserie: la sceneggiatrice è infatti scomparsa lo scorso 11 marzo, proprio nel giorno della fine delle riprese.

“Le segretarie del sesto” altro non è che un tentativo di raccontare due grossi temi d’attualità: uno è l’ormai stranota crisi economica, che ha piegato e costretto a provvedimenti poco piacevoli numerose aziende; l’altro è il sempre più presente conflitto tra donne, che siano lavoratrici o no, costrette in una società maschilista ad affilare le armi tra di loro, nascondere le loro insicurezze ed abbandonare la cosiddetta “solidarietà femminile”.

Tutto inizia quando il Direttore di un’importante compagnia d’assicurazioni, Verbieri (Fabio Sartor) deve lasciare il proprio posto per motivi personali. Un vero e proprio scossone alla vita d’ufficio di coloro che da sempre hanno ambito alla sua poltrona, e che ora hanno la possibilità di impossessarsene. Parte così una battaglia a suon di colpi bassi, complotti e meschinità alle quali non potranno esimersi, appunto, le quattro donne protagoniste della serie, tutte segretarie degli uomini in questione il cui futuro, quindi, dipende anche da chi diventerà il nuovo Direttore.

Conosceremo allora Miranda (Antonia Liskova), infelice moglie tradita dal marito; Agnese (Claudia Gerini), madre di tre figli e moglie di un pubblicitario disoccupato da un anno e Giovanna (Micaela Ramazzotti), precaria esperta in informatica e segretamente innamorata del superiore Sabelli (Fabio Troiano). Tutte e tre vivranno questa situazione sotto il controllo di Costanza (Tosca D’Aquino), segretaria tuttofare -ma proprio tutto- di Verbieri.

Le tre donne saranno così invischiate in una serie di situazioni molto veloci, che si chiuderanno rapidamente e permetteranno lo svilupparsi di nuove vicende, in una sorta di effetto domino che renderà la vita d’ufficio molto simile ad una battaglia. E qui entrerà in gioco Romeo: amico di Agnese e senza lavoro, si troverà ad aiutare la donna fingendosi un ispettore che osserverà per lei ogni mossa fatta dai colleghi.

Il tutto mantenendo un tono da commedia, come assicura il regista Longoni, che ha anche aggiunto:

“Il film racconta come le donne nel mondo del lavoro stiano assumendo sempre più i difetti degli uomini. La storia si fa metaforica e travalica l’accanita lotta che si scatena al sesto piano della compagnia assicurativa per abbracciare un po’ tutto l’universo femminile che si dibatte tra le incertezze e le contraddizioni del vivere odierno che vede la donna costretta ad affrontare i diversi ruoli che la società le impone: lavoratrice, moglie, madre. Resistere a tutti questi compiti ed essere capace di sostenerli al meglio e in modo efficace è una sfida titanica e per questa ragione spesso impossibile da realizzare. (…) La commedia è giocata su scene rapide e sincopate, le diverse storie si intrecciano aprendosi e chiudendosi in continuazione sui protagonisti che vengono seguiti dalla macchina da presa in un montaggio serrato e sempre in movimento accentuando l’ansia di prestazione dei personaggi e la loro eterna fretta di imporsi e di resistere alla vita.”

Questi toni, inoltre, si tingono di rosa, per via delle protagoniste e dell’importanza che la loro vita privata assumerà nell’ufficio dove si svolgeranno le vicende. Un mix che sembra fatto apposta per incuriosire un pubblico femminile che di fronte ad una semplice storia di complotti aziendali potrebbe cambiare canale.

Non a caso, la stessa presenza di Castellano richiama “Commesse”, di cui “Le segretarie del sesto” prova ad essere una versione riveduta e corretta per i giorni nostri, calando ancora una volta l’universo femminile sullo sfondo dei ritmi della società moderna. Curiosa, quindi, la decisione di farne solo una miniserie: le idee per la lunga serialità si sarebbero potute trovare facilmente ma, chissà, se queste due puntate dovessero andare bene, magari potremo rivedere in tv Miranda, Agnese, Giovanna e Costanza.