Repubblica chiede la censura per Angel. Carlo Freccero risponde


Un post a firma di Carlo Freccero sul blog ufficiale di Rai 4 sta seminando lo scompiglio fra i fan italiani di Angel, lo spin-off di Buffy che sta contribuendo ad innovare ed ampliare l'offerta del quarto canale della Rai.

Il punto è che, forse, moltissimi di loro non si erano neanche lasciati spaventare troppo dall'intervento, pur molto duro, pubblicato da Giovanni Valentini sabato scorso, nella sua rubrica di Repubblica "Il sabato del villaggio". Posto che l'avessero letto. Quell'intervento, che è il motivo per cui Freccero ha preso il mouse in mano e ha scritto ai telespettatori del canale che dirige, contiene un chiaro appello affinché la Rai riconosca che Angel non è uno show adatto al pubblico della sua fascia oraria e ad essere trasmesso da una rete di servizio pubblico.

Le parole di Freccero sono molto decise, riguardo il possibile ruolo strategico di Rai 4 all'interno di un panorama televisivo immobilizzato o in retromarcia:


"Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione".

Il fatto è che Freccero col suo post ha sollevato un polverone che, per una minoranza di lettori (quelli che hanno quantomeno seguito da lontano la carriera di Giovanni Valentini), rappresenterà un semplice effetto speciale low cost da film "budget": lotta mediatica, antiberlusconismo, piagnistei del guru della sinistra socialmediatica. E magari questa minoranza sbaglierebbe comunque. I fan veri di Angel, invece, quelli che non leggono Repubblica, che probabilmente non sono andati molto oltre il titolone del blog di viale Mazzini (caps locked, formidabile: NO A CENSURA ANGEL), e che non vogliono altro che vedere il più comodamente possibile tutte le puntate in programma di questa serie vampiresca e modernamente gotica, sono abbastanza terrorizzati.

Non li spaventa la vista del sangue, né dei canini dei loro eroi pronti a succhiarne: li atterrisce la possibilità che Angel possa essere sospeso davvero. Come se un pur autorevole opinionista di Repubblica ne avesse il potere. Io penso che, male che vada, ma proprio male, Angel sarà spostato di orario, anche se la fascia del tardo pomeriggio in cui è si situa ora non è proprio quella delle 16, e dunque meno a rischio di essere vista da un pubblico che non capirebbe il perché di tutti quei canini. Quindi, a tutti i lettori di tvblog che stanno inviando segnalazioni su segnalazioni, grazie e state tranquilli.

Resta il fatto che non si può non condividere l'impressione che ha Carlo di certi doppiopesismi di un quotidiano generalista che, su due pagine dello stesso numero, invoca la libertà di stampa quando gli fa comodo e poi grida alla censura per un serie tutto sommato ben fatta e smaliziata riguardo la vista del sangue.

(La foto è di Stefano Felici per il calendario savonese "Cemento all'indice")

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