Gianluigi Paragone contro Andrea Salerno (“non sa niente di palinsesto”), Zoro (“sua narrazione effimera”) e Srkroll (“nulla televisivo”)

Urbano Cairo difende Salerno e replica a Paragone, sotto contratto con La7 fino a luglio 2018: “Non è elegante sparlare di una rete che ti paga lo stipendio”

Dopo le velenose esternazioni a caldo su Facebook, Gianluigi Paragone rilancia e attraverso un’intervista a Italia Oggi rincara la dose sancendo, di fatto – salvo clamorosi colpi di scena – la rottura definitiva da La7. Il giornalista, escluso dal palinsesto stagionale della rete di Urbano Cairo, critica alcune scelte del nuovo direttore Andrea Salerno:

Si assiste alla perdita di pubblico anche a favore di Tv8 e Nove. Io penso che il palinsesto sia tecnicamente sbagliato ed entrerò nei dettagli se direttore o editore vorranno chiamarmi. Sono anche stato vicedirettore di Rai2, di palinsesti capisco qualcosa e pure all’epoca Rai ho fatto una battaglia con Massimo Liofredi, che è comunque un gigante in confronto a Salerno. Un esempio? Scegliere di mandare in onda Star Trek. Anche io sono un nostalgico, un romantico, ci mancherebbe, e sarebbe bello rivedere pure la serie Hazzard. Ma sono prodotti appesantiti dagli anni. Non puoi pensare di mettere Star Trek come contenitore di pubblico da consegnare poi a Skroll di Makkox che, peraltro, è un niente dal punto di vista televisivo. Certo, costa poco ma una fotografia costa molto meno. E con una foto a schermo fisso avresti fatto gli stessi ascolti. Va in seconda serata perché Salerno è autore del programma e non può ammettere la sconfitta totale. Stesso discorso per Propaganda Live: tra un paio di mesi sarebbe stato chiuso, invece durerà almeno fino a giugno solo perché Salerno ne è autore.

L’ex conduttore de La Gabbia e In Onda, si dice scettico sul paventato arrivato di Corrado Guzzanti:

Secondo me non si farà. Peraltro metterlo dopo Otto e mezzo della Gruber sarebbe un altro madornale errore. Lei parla di attualità. Poi arriva lui, registrato, che magari affronta altri argomenti, distoglie. Fai slittare più tardi l’inizio della prima serata, cosa che non si fa perché ci sono anche gli altri canali e poi ecco Floris, Formigli e Mentana che devono riportare il telespettatore sui temi di attualità. Tra un po’ arriverà anche Giletti, che farà bene ma non benissimo. E comunque Giletti l’ha voluto Urbano Cairo, non Salerno.

Quindi prosegue accusando Salerno di aver “fatto una tv romana, che peraltro non invoglia neppure gli investitori pubblicitari“. Infine l’attacco a Zoro:

Non si possono infliggere tre ore di Diego Bianchi-Zoro con quella narrazione effimera, retorica. Il pubblico dice: ma come, dalla mattina alla sera su La7 fate le cronache sui casini che combinano gli immigrati e poi arriva questa anima bella che ci dice che tutti sono buoni e belli? Salerno non è un direttore, non sa nulla di palinsesti, pensa ingenuamente di poter fare una tv generalista a suo gusto, sulle cose che piacciono a lui. Salerno è un autore. In fase di presentazione dei palinsesti era stato detto che io avrei dovuto realizzare dei docu-film alla Michael Moore ma Salerno ha già finito tutti i soldi del budget e mi hanno annunciato che non si farà nulla. Io ho un contratto fino a luglio 2018. Non credo che Cairo sia contento di pagarmi per non fare niente. E anche a me fa rabbia.

Puntuale la replica proprio di Cairo, che difende Salerno:

Capisco che Paragone sia deluso per il fatto di non andare in onda, ci sta. Però, se non è in onda, si deve anche fare qualche domanda. Con noi ha realizzato 140 puntate de La gabbia. E la media di ascolti delle ultime 20 non è stata soddisfacente. Forse quel tipo di racconto non piaceva più. Non mi sembra elegante sparlare di una rete che ti paga lo stipendio. Come dice qualcuno: non si sputa nel piatto in cui si mangia.

I Video di Blogo

La7, Andrea Salerno presenta il palinsesto 2019 – 20 (video)

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