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Un, due, tre… brava Fiorella!: è lei la rivelazione di ‘Stasera i Friends a casa Mannoia’

Un, due, tre… Fiorella: la prima delle due puntate live su TvBlog.

“Ero tanto preoccupata, ma alla fine questa serata è volata”.

Direi che la frase sintetizza questa prima puntata di Un, due, tre… Fiorella. Le parole più usate? “Emozione”, “Amici”, “Grazie”: è già una chiave di lettura di quanto visto. Una versione ruspante di un Mannoia & Friends stasera a casa di Fiorella che mi ha dato la sensazione di una prova generale di Sanremo 2018, con un cantante alla conduzione/direzione, una scuderia alle spalle e una girandola di conduttori già affermati a dare man forte.

La Mannoia mi ha sorpreso, il programma un po’ meno.
La cantante svela una spigliatezza televisiva non scontata, mentre il programma tv cerca di smarcarsi da certi stilemi ormai incancreniti dello show del sabato sera, ma ci riesce solo in parte. Ed è già un risultato, considerata la media degli show di prime time.

Certo, se costruisci una serata sul repertorio della Mannoia (che spazia da Dalla a Fossati, da Ruggeri a Mina) già hai portato a casa l’effetto karaoke. Il pubblico l’hai conquistato con la musica, ingrediente che ormai sembra imprescindibile dal sabato sera di Rai 1, e l’hai portato a cantare alcuni dei pezzi migliori della canzone italiana (Insieme, Sally, Quello che le donne non dicono, Anna e Marco, Ho messo via, tra le altre). Tanto più se puoi contare sulla scuderia F&P.

Ma intorno a questo si prova a costruire uno spettacolo. “Coraggio” non è certo il tratto distintivo, ma a differenza di altri show qui si cerca di costruire un racconto: ci sono contenuti originali – come il monologo ‘Gola‘ interpretato da Giallini e Mannoia e scritto da Mattia Torre, gli ottimi stornelli romaneschi e l’imperdibile lezione di Angela (su cui torneremo) – e i vari ospiti sono raccordati dai testi, sulla cui profondità si può discutere, ma che almeno si propongono un obiettivo diverso dal ‘famo i simpatici‘ e/o ‘occupamo er tempo‘ e/o ‘avanti er prossimo‘. Soprattutto si tenta un percorso osmotico tra ospiti, esibizioni e conduttrice. Si riesce persino a sorprendere con le apparizioni quasi oniriche di Antonella Clerici e di Fabrizio Frizzi (aggiungo anche Giorgio Panariello nell’intro), chiamati a rompere lo schema con incursioni da ‘commedia degli equivoci’ che la Mannoia regge, nonostante abbia Clementino come spalla (ne parliamo dopo). Si è guardato al modello del varietà anni ’60 con gli interventi cuciti su misura: qualcuno è più riuscito, qualcuno meno.

Il modello di fondo, comunque, è cognito: si cerca però di inserire qualche variazione sul tema, strizzando da una parte l’occhio al racconto di Stasera casa Mika e dall’altra alle ospitate ‘mimetiche’ di Facciamo che io ero. Al modello Ballandi, insomma (al netto di Laura e Paola, che ha fallito in quello che doveva essere il suo specifico, ovvero proprio il richiamo a Milleluci. Qui almeno le lampadine ci sono…). Sarebbe anche ora di andare oltre.

Va detto che la composizione del parterre di questa prima puntata avrebbe fatto invidia a Fazio per l’alternanza di ospiti pop e radical chic. Si apre con Sabrina Ferilli, si chiude con Ivano Fossati: nel mezzo Morandi e Gazzé con la Fanfara Tirana, il già citato Clementino e Ruggeri, Federica Pellegrini e Alberto Angela, Marco Giallini e Alex Zanardi (anche se virtuale).

La vera mattatrice, però, è Fiorella Mannoia: fa suo il programma come se fosse un testo di Ruggeri. Certo, lo show non ha lo spessore e la poesia di un’opera del maestro (che duetta con lei su Quello che le donne non dicono), ma la Mannoia riesce a entrarci con una spontaneità e una duttilità nel gestire gli interventi parlati che, peraltro, non le sono estranei. Nei suoi live, infatti, parla, cerca il contatto col pubblico, svela anche la sua parte più giocosa: qui tutto questo esce e permette anche di rivelare doti attoriali apparse in 7 Minuti di Placido, ma che qui mettono in luce una leggerezza che non le viene musicalmente riconosciuta.
La Mannoia è piacevole da seguire, più di molte altre ‘colleghe’ cantanti prestate alla tv o delle stesse conduttrici. Per dirla con il linguaggio di un talent, ha passione e ha qualcosa da dire. Si avverte. Chi ha seguito i suoi concerti, come detto, sa che ama parlare e farlo col pubblico. E in alcuni dei suoi piccoli monologhi introduttivi si sente la sua mano, o quantomeno gli autori non la snaturano.

Tutto idilliaco? Ovviamente no.

Non mi spiego la presenza di Clementino e la sua ‘tana della Iena’ se non come ‘offerta promo’ nel pacchetto ospiti. Intona il tormentone Cos Cos Cos, strimpella O Vient’, canta la sua versione di Don Raffaè, insomma rinfresca il suo repertorio al pubblico del sabato sera di Rai 1. Dopo aver difeso la poesia delle giocate di Maradona*, nella prossima puntata mi aspetto un’ode a ‘O sole mio o alla pizza napoletana. Ah, se Troisi tornasse a nascere…

Incomprensibile anche l’ostinata presenza di sportivi negli show di prime time: non sono necessari e abbattono il ritmo. O li fate cantare come Coppi e Bartali a Il Musichiere oppure non ha molto senso l’intervista seduta dopo che cerchi in tutti i modi di mimetizzare le ospitate a mo’ di ‘passate per casa a prendere un caffè’. Ah, se Fazio non li avesse ri-sdoganati nei suoi primi Sanremo…. Per fortuna i ‘down’ sono compensati da due chicche che definirei da Teche, come la stornellata romana di apertura con la Ferilli, scritta con/da Luca Barbarossa, e la lezione di Alberto Angela sui muri: valeva da sola il prezzo del biglietto.

Ultimo capitolo, la confezione. Anche questa segue gli alti e bassi della scrittura, ma con risultati meno soddisfacenti.
Lo studio con la passerella centrale è ormai un topos abusato, che non sorprende più. Viene salvato da un disegno scenografico illuminato da centinaia di lampadine: sono le luci (non tanto la fotografia) a fare la differenza, creando scene di grande suggestione che neanche la regia di Biondani riesce a mortificare.

 

Sugli stacchi di regia possiamo invece scrivere un libro: riuscire a perdere la chiusura di tutte le esibizioni non può essere un caso, è una scelta. Scellerata, direi. Sguardi d’intesa, sommessi ringraziamenti, commozione, baciamani svaniscono in panoramiche a me incomprensibili. Per non parlare di altre ‘ingenuità’ (per non dire orrori) del montaggio. Come classificare altrimenti il taglio criminale che introduce al secondo blocco dopo un primo che ha sfiorato la perfezione? Marco Giallini appare in medias res senza un perché: esiste una grammatica e per quanto possa essere ‘superata’ ha una ragione d’essere. Non esigo neanche la coerenza, ma almeno un pizzico di coesione testuale sì.

Tirando le somme, ho trovato Un, due, tre… Fiorella superiore alla media degli show di prime time visti negli ultimi anni. Il che dà una misura di quel che propone la tv. Non siamo ai livelli di eventi come quello di Bolle, né al coinvolgimento che riesce a dare Ranieri, ma si riconosce uno stile nella scrittura, uno sforzo di costruzione e c’è poi la bravura della Mannoia, cui vanno i miei complimenti. E adesso aspettiamo la seconda.

 

*L’unico, legittimo, pensiero poetico su Maradona resta quello di Così Parlò Bellavista.

Ps: Off Topic, ma legato alla costruzione scenica e registica dello show. Anelo il ritorno delle telecamere davanti al pubblico e non vedo l’ora che si torni allo spettatore silenzioso, che ride quando deve, applaude come in una partita di calcio giapponese e non si scatena a comando a favore di telecamere. Non se ne può più dei piani di ascolto sul pubblico, delle scenografie che lo mettono al centro, sullo stesso piano di chi fa lo spettacolo. “Lo spettacolo lo fate voi!” diceva 30 anni fa il Bravo Presentatore Nino Frassica in Indietro Tutta: non pensava che sarebbe arrivato a far contenuto anche nel varietà, non solo nei reality, talk, nei factual, nell’emotainment. Ma questa è un’altra storia. E un’altra battaglia.

Un, due, tre… Fiorella | Prima puntata in diretta

Un, due, tre… Fiorella | Anticipazioni Prima puntata

Due sabato sera per provare l’ebbrezza della conduzione tv in uno show tagliato su misura per lei: Un, Due, Tre… Fiorella debutta questa sera, sabato 16 settembre 2017, alle 21.25 su Rai 1. Due serate piene di ospiti che sembrano aver tolto il sonno alla ‘Combattente’, seconda classificata a Sanremo 2017 e reduce da un tour di successo.

“Ci sarà ovviamente musica, ma anche tanti altri ingredienti. Verranno ospiti diversi amici di Fiorella che rivelerà lati di sé a molti sconosciuti, con ironia e autoironia” ha il direttore di Rai 1 Andrea Fabiano presentando il programma che apre la stagione del sabato sera dell’Ammiraglia Rai.

Il filo conduttore di ogni puntata, ovviamente, sarà il repertorio della cantante: tanta musica, quindi, tanti duetti e tante storie. Come vuole la ‘tradizione’ di questo genere di show, ci sarà tanta musica e tanti ospiti di ambiti diversi venuti a trovare la padrona di casa. A far cosa lo vedremo stasera e dipenderà dal genio degli autori. E vediamo gli ospiti.

Un, due, tre… Fiorella | Ospiti prima puntata | Sabato 16 settembre 2017

Ospiti della prima puntata Ivano Fossati (un vero e proprio evento), Max Gazzè, Luciano Ligabue, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Clementino per la musica, l’attore Marco Giallini, la nuotatrice Federica Pellegrini, Sabrina Ferilli e Alberto Angela cui spetta il momento ‘riflessione’: a lui infatti il compito di spiegare ‘il muro’ elemento caratteristico della scenografia della studio e simbolo di quel che sta accadendo nel mondo. “I muri non sempre dividono. Proprio sui muri tutta l’umanità ha lasciato dei segni”  ha detto la Mannoia.

Previsti in puntata anche un omaggio a Lucio Dalla (cui l’artista ha dedicato un CD e che ha ricordato anche nella serata in memoria di Luciano Pavarotti con Caruso) e Pino Daniele, ricordato da Rai 3 domani sera.

Un, due, tre… Fiorella | Ospiti seconda puntata | Sabato 23 settembre 2017

La seconda serata sarà al femminile con Loredana Bertè, Elisa, Emma, Ornella Vanoni (pronta a un nuovo show su Rai 1), Alessandra Amoroso, Loredana Bertè, Paola Turci e con Gianna Nannini che presenterà il suo nuovo singolo. Sul cotè maschile Mika, Edoardo Leo Niccolò Fabi (altro evento).

Un, due, tre… Fiorella | Come seguirlo in diretta tv e in live streaming

Due puntate (per ora, visto che Fabiano spera in un ‘sequel’) in onda stasera e sabato 23 settembre alle 21.25 su Rai 1 (e Rai 1 HD, DTT 501) e in live streaming su Raiplay, dove sarà poi disponibile on demand.

Il programma è scritto da Fiorella Mannoia, con Paola Cannatello, Pietro Galeotti, Ermanno Labianca, Massimo Martelli e Giovanna Salvatori. Scenografia di Marco Calzavara. Regia di Cristian Biondani.

Un, due, tre… Fiorella | Second Screen

Il programma può essere seguito, ovviamente, col live blogging di TvBlog. L’Hashtag è #123Fiorella.

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