Paolo De Andreis il capostruttura storico di RaiUno in esclusiva a TvBlog racconta 30 anni di carriera e ci apre il suo personale album fotografico

Sabato 27 giugno 2009 si è chiusa la carriera in Rai di uno dei capistruttura storici di RaiUno, stiamo parlando di Paolo De Andreis. Al termine della serata finale di “Miss Italia nel mondo” ci ha concesso questa esclusiva intervista in cui ci parla del suo periodo antecedente alla Rai in cui ha lavorato nel

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Tvblog intervista Paolo de Andreis in esclusiva

Sabato 27 giugno 2009 si è chiusa la carriera in Rai di uno dei capistruttura storici di RaiUno, stiamo parlando di Paolo De Andreis. Al termine della serata finale di “Miss Italia nel mondo” ci ha concesso questa esclusiva intervista in cui ci parla del suo periodo antecedente alla Rai in cui ha lavorato nel cinema collaborando con grandi registi del calibro di Franco Brusati, Franco Zeffirelli, Bernardo Bertolucci e con produttori che hanno fatto la storia del cinema italiano come Dino De Laurentiis e Carlo Ponti. Fino poi a raccontarci il suo percorso professionale nella televisione pubblica, partendo dall’inizio nel mondo degli sceneggiati fino ad arrivare all’intrattenimento. Una panoramica di 30 anni di televisione, di cui troverete testimonianza anche in una esclusiva galleria fotografica fatta di scatti tratti dal suo album che documentano il percorso professionale ma anche personale di una persona che, volente o nolente ha fatto la storia di RaiUno.

Con la serata finale di Miss Italia nel mondo si chiude la sua carriera in Rai, la carriera di uno dei più grandi capistruttura di RaiUno, com’è entrato in Rai?

Io vengo dal cinema, ci ho lavorato per 13 anni Ho lavorato fra le altre cose per “Novecento” di Bernardo Bertolucci, “Pane e Cioccolata” di Franco Brusati, “Fratello sole sorella luna” di Franco Zeffirelli. Poi ad un certo punto c’è stata la crisi del cinema, quando i grandi produttori come Carlo Ponti con cui ho iniziato e Dino De Laurentiis sono espatriati. Quindi la produzione cinematografica è passata ad altri tipi di produttori. A quel punto, mi è capitata l’opportunità di entrare in Rai con la produzione del kolossal “Marco Polo” chiamato da Brando Giordani , un impegno che si è protratto per oltre tre anni: quattro mesi a Venezia lido, quattro mesi in Marocco, sette mesi in Cina, quattro mesi a Los Angeles per l’edizione americana.. Poi improvvisamente a Brando Giordani, che in Rai si occupava di sceneggiati , venne affidato l’intrattenimento, ed io che nel frattempo ero diventato suo amico, l’ho voluto seguire.

E cosi le venne chiesto di curare la “Domenica in” edizione 1986-1987 con Raffaella Carrà protagonista

Si quello fu il mio debutto nell’intrattenimento di RaiUno. Da quel momento mi sono legato moltissimo con Raffaella Carrà ed ancora oggi lo sono, anzi ritengo che Raffaella ancora adesso potrebbe stare benissimo sulla scena, perché fin quando non c’è un’altra Raffaella Carrà secondo me c’è lei e va benissimo.

Ritiene molto difficile trovare gli eredi di questi grandi personaggi?

Assolutamente si, infatti purtroppo ci criticano dicendo che non si riusciamo a trovare ricambi però poi ogni volta che lanciamo una giovane vuole dire che chissà cosa ci sia sotto. Quindi è davvero molto complicata la cosa.

Su questa cosa ci torniamo più avanti, parlando ancora di Domenica in, dopo l’edizione Carrà partì l’anno successivo l’era Boncompagni con il debutto delle ragazze pon pon

Si l’anno successivo passammo dalla Carrà a Boncompagni. Io in Rai arrivando dal cinema venivo visto come un mezzo fenomeno perché avevo una certa esperienza su come trattare con i grandi personaggi dello spettacolo ed allora Gianni, su consiglio di Raffaella mi volle con se e feci cosi 4 edizioni dirette da lui.

Come arrivò poi la promozione a capostruttura?
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Come arrivò poi la promozione a capostruttura?

Brando Giordani all’epoca capostruttura dell’intrattenimento di RaiUno andò in pensione, allora subentrai io al suo posto. Ho fatto complessivamente 13 edizioni di “Domenica in” , non di seguito altrimenti sarebbe stato un suicidio lavorare 7 giorni su 7 per 13 anni. Ho fatto poi le prime serate con Giorgio Panariello, Fiorello, Gianni Morandi, Renato Zero e tanti altri.

Lavorare con tutti questi grandi artisti, è stato facile, difficile? Come ci si approccia con questi grandi nomi dello spettacolo?

La cosa che mi ha facilitato sempre è stato il grande rapporto personale che ho avuto con tutti loro. Poi io mi lego molto ai conduttori e cerco sempre di aiutarli, cosa che in televisione non è frequente. Forse proprio perché io vengo dal cinema, dove li veramente c’è un regista, anche De Niro viene diretto dal regista, invece noi in Rai spesso e volentieri cambiamo i conduttori lì buttiamo allo sbaraglio e li lasciamo soli. A me piace aiutarli, dare loro dei consigli professionali. E questa cosa fa nascere in maniera naturale un ottimo rapporto con loro. Ed è più per questo motivo che mi spiace lasciare.

Vediamo la sigla di apertura della prima Domenica in curata da Paolo De Andreis nel 1986-1987 con protagonista la sua grande amica Raffaella Carrà:

Ha fatto il nome di Raffaella Carrà come numero uno della TV, nel campo maschile del parco conduttori Rai chi vede come numero uno?

Premesso che Pippo Baudo rimane il più grande: lui è la TV il padrone di casa perfetto, fra i giovani il più bravo che c’è in Rai è Carlo Conti e non lo scopro io. Carlo sa fare molto bene il suo lavoro. Comunque nel campo maschile è complicato far uscire nuovi personaggi.

E’ appena terminata Miss Italia nel mondo ed a proposito di Miss e conduttori Rai il pensiero va verso Fabrizio Frizzi volto storico della prima serata di RaiUno, come mai non lo vediamo sulla rete ammiraglia?

Fabrizio è bravissimo, ma come ho sempre sostenuto, i grandi presentatori classici, se non hanno un format adeguato non funzionano più . Voglio fare un discorso pratico, oggi il presentatore che deve dire “ecco a voi” chi presenta? C’è un tale livellamento che è difficile proporre uno spettacolo senza un’ossatura vincente. Per esempio c’è stato un periodo in cui Milly Carlucci uscì quasi di scena e veniva utilizzata solamente per alcune serate evento, poi quando ha trovato un format che era perfetto per lei come “Ballando con le stelle”, ecco che è tornato il successo. Poi parlando di Milly oltre ad essere la conduttrice è anche un capo progetto favoloso, per esempio cura anche la regia teatrale del programma. Oggi purtroppo i presentatori funzionano sempre meno, a meno che ci sia il format dietro. Anche lo stesso Conti, senza un format come “I migliori anni” se dovesse solo presentare, chi presenta?

Ritiene quindi che al giorno d’oggi il lavoro di talent scouting non funzioni a dovere?

Guardi, le dico solo che a me mi chiamano il patron di Villa Arzilla. Nel senso che chiamo spesso e volentieri in TV personaggi come Enrico Montesano, Loretta Goggi, Gigi Proietti. Per esempio la Goggi è tuttora un talento portentoso. Ed a proposito di scouting abbiamo girato l’Italia, fatto migliaia di provini, ma non escono i talenti. L’artista è come il giocatore di calcio, se il giocatore di calcio ha un talento naturale allora esplode, ma se non sa giocare tu gli puoi dare trenta volte il pallone ma difficilmente farà una giocata vincente.

Parlando quindi di difficoltà nel trovare nuovi talenti, cosa pensa di tutti questi talent show che popolano di questi tempi i palinsesti delle televisioni sia pubbliche che private?

Io credo che siano tentativi che si debbano fare, non sono il mio genere, ma credo abbiano diritto di esistere.

Se fosse direttore di rete, proporebbe nel suo canale un programma di questo tipo?

No, purtroppo è più forte di me. Ma non è che li critico, li rispetto ma non sono il genere di televisione che amo. Poi non li vedo adatti alla linea editoriale di RaiUno.

Già RaiUno, tutta la carriera in Rai fatta sulla prima rete

Si io nasco a RaiUno e chiudo la mia carriera dopo 30 anni a RaiUno. Credo di essere l’unico dirigente del quinto piano di Viale Mazzini che ha aperto e chiuso il suo percorso lavorativo nella stessa rete.

Le sarebbe piaciuto diventare direttore di RaiUno?

Mi sarebbe piaciuto dirigere una rete, ma non ci ho mai pensato veramente perché è impossibile. E’ inutile che noi lo neghiamo, la Rai è la politica. I direttori vengono nominati da un direttore generale e da un cda espressi dal mondo politico. Io non essendo in quota di nessuno, non ho mai pensato di diventare direttore, anzi mi meraviglio molto di essere arrivato a fare il capostruttura.

Parlando di direttori, il suo ultimo direttore Fabrizio Del Noce ha lanciato in questi ultimi tempi alcuni volti nuovi su RaiUno, ci riferiamo ovviamente alle cosidette “Del Noce angels” ovvero Caterina Balivo, Eleonora Daniele, Veronica Maya ed Elisa Isoardi, cosa pensa di questa operazione?

Io ammiro il coraggio che ha avuto Fabrizio Del Noce di lanciare queste 4 ragazze. La Isoardi ha sfondato, è inutile negarlo, facendoci fare anche un operazione economica vantaggiosa. Mi dispiace molto per Antonella Clerici che è bravissima ed è una mia amica, però in questo caso Del Noce, che io stimo, ha fatto un operazione riuscita. Siamo anche in un momento di crisi economica, l’operazione va vista anche in questa ottica. Se uno ci vuole vedere del torbido in questa operazione, padronissimo di farlo, ma non corrisponde alla realtà. Io reputo il tentativo di lanciare queste ragazze estremamente positivo sotto tutti i punti di vista. Una ragazza poi che io ritengo molto brava, ma che è stata sfortunata nel programma e qui torniamo al discorso di prima sui format è Veronica Maya, secondo il mio parere lei è la più brava delle quattro. Adesso bisogna che il nuovo direttore faccia o un passo avanti o un passo indietro; si è sperimentato, le ragazze hanno fatto le loro prime serate, quindi toccherà a lui decidere sul futuro di questa operazione. La mia opinione è che comunque bisogna continuare su questa strada.

Grazie a Paolo De Andreis per averci concesso questa bella chiaccherata e anche per averci aperto il suo personale album fotografico, da TvBlog auguri sinceri di Buona vita!

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