Massimo Giletti a Carta Bianca (video): "Il mio futuro in Rai? Ne parlerò con il nuovo dg"

Qual è il futuro di Massimo Giletti? Ecco le dichiarazioni a Carta Bianca su Rai 3.

Va o resta? Il futuro di Massimo Giletti (così come quello di altri celebri volti del servizio pubblico) sembra più che mai incerto e forse legato alla nomina del nuovo direttore generale. Ospite di Carta Bianca il 6 giugno su Rai 3, il conduttore de L'Arena ha confermato questa incertezza: “Il mio futuro? Questo lo stabiliremo. Sta per arrivare un nuovo direttore generale: chi sarà? E che atteggiamento avrà? Sarebbe scorretto dire delle cose oggi senza un interlocutore importante come il direttore generale. Quando arriverà, se vorrà, ci siederemo ad un tavolo e ne discuteremo in maniera seria. Io spero di rimanerci in Rai ma non ci sto a discapito di determinate situazioni. Quali? Non è una questione solo economica [...] La nostra azienda vive un momento difficile, cambiare un direttore generale al buio non è semplice, soprattutto in un momento in cui si decidono i palinsesti del futuro e gli investimenti dei pubblicitari”.

E ancora: “Dalla Rai si entra e si esce. In questo periodo si esce in molti (ride, ndr) […] Spesso ho trovato in questa azienda persone che non mi hanno aiutato ma anzi hanno cercato di ostacolarmi. Però poi c’è la parte vera e sana della Rai, quella che ti dà una mano perché sa quel che fai e sa come lavori. E’ importante stare sempre a galla con gli ascolti. Finché fai numeri è difficile che ti caccino”.

Nel corso dell'intervista, durata più di quaranta minuti, Giletti ha rimarcato spesso i suoi 4 milioni di spettatori settimanali. Poi ha detto la sua sul tetto stipendi: “Lo stress c’è ma è il nostro lavoro e siam pagati molto bene per reggere lo stress. L’importante è fare un buon prodotto e rispondere in modo serio di quello che fai […] Mi infastidisce l’assoluta ipocrisia del sistema. Chi è bravo va pagato, punto. Per creare un Bruno Vespa, un Carlo Conti o un Fabio Fazio ci vogliono anni di lavoro e di investimenti da parte dell’azienda. Si può discutere dei tetti... Noi facciamo 2 miliardi e mezzo di fatturato, il direttore generale dev’essere uno bravissimo: chi ci viene a 240mila euro annui? Certo, sono tanti per il mondo normale ma non per chi fa questo tipo di lavoro. Quanto perderebbe la Rai con la perdita di Fabio Fazio?”. Domanda più che legittima.

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Quindi Bianca Berlinguer, adorabile durante le interviste di questo tipo, ha riportato al collega tutte le critiche ricevute in questi anni di conduzione del contenitore domenicale: “L’Arena è cambiata molto rispetto agli inizi, così come è cambiata la società. Noi negli ultimi anni abbiamo fatto molte inchieste, quindi lavoriamo sui problemi del Paese… è per questo ogni tanto veniamo accusati di essere uomini di antipolitica. E’ un’accusa che non mi piace: l’impegno sociale è importante ed il nostro lavoro massiccio. L’Arena fa 4 milioni di spettatori a puntata da molti anni, significa che c’è credibilità nei nostri confronti”.

Feltri l'ha accusato di avere un eccessivo protagonistmo: “Può essere una critica giusta, a volte mi lascio trasportare dal phatos e rischio di uscire dal ruolo. Feltri non si discute”. Non è d'accordo invece con chi lo definisce populista: “Io so chi lo scrive e so qual è la loro storia. ‘Non ti curar di loro ma guarda e passa…’. Mi definirei piuttosto uno onesto intellettualmente, che va avanti per la sua strada e non è figlio di nessun potere, se non quello dei telespettatori”.

“Io faccio il mio lavoro con un senso di libertà, senza paritti alle spalle che mi hanno messo lì. Ovviamente ho un senso di responsabilità: so che non ci si può spingere oltre un certo limite, ma bisogna avvisare la politica di fare qualcosa prima che sia troppo tardi. Qualcosa sia cambiato, anche sui vitalizi”, ha chiosato.

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