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RAI – Si riunisce il CdA. Si parla anche di Minzolini. Sì all’audizione, ma dopo le altre nomine

Si riunisce oggi il Consiglio di Amministrazione della RAI. E i consiglieri che amministrano il pubblico servizio, nel modo che è loro concesso dalla complessa situazione italiana, che vede un’enorme presenza della politica nel mondo della televisione, hanno una serie di gatte da pelare – se ci passate il linguaggio un po’ colorito, che però

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Si riunisce oggi il Consiglio di Amministrazione della RAI. E i consiglieri che amministrano il pubblico servizio, nel modo che è loro concesso dalla complessa situazione italiana, che vede un’enorme presenza della politica nel mondo della televisione, hanno una serie di gatte da pelare – se ci passate il linguaggio un po’ colorito, che però rende molto bene l’idea – che non fanno certo invidia a chi si può limitare a osservare e scriverne.

Globalmente, si parlerà, oltreché delle nomine mancanti, della necessità di pluralismo nell’informazione televisiva: un tema che dovrebbe essere assodato da tempo, che dovrebbe essere dato addirittura per scontato e che invece si ripropone, come una litania improbabile e sempre uguale a se stessa, a ogni movimento di foglia politica.

In particolare, ovviamente, il CdA dovrà, volente o nolente, avere a che fare con quello che ormai possiamo chiamare affaire Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Marco Beltrandi, membro della commissione di vigilanza RAI, si è così espresso:

Nei giorni scorsi sono intervenuto per segnalare che non condividevo una campagna a priori, per le appartenenze professionali precedenti, contro Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Ora pero’ mi pare che la misura sia colma con riguardo al prodotto editoriale: un servizio pubblico che ha letteralmente censurato le notizie sulla vicenda ‘ragazze a casa Berlusconi’ sul Tg1, non puo’ essere giustificabile, visto che e’ indubbia la rilevanza di tali notizie, di cui infatti gli altri media, non solo italiani, hanno dato (e danno) ampia notizia. Mi auguro che il CDA della Rai interverra’ adeguatamente: credo comunque che, non solo su questo, una audizione di Minzolini in Commissione di Vigilanza Rai sia assai opportuna.

E l’audizione ci sarà.

Ma, diversamente da quanto richiesto da alcuni esponenti del CdA (ovviamente, quelli in forze a PD e IdV), non avverrà immediatamente.

Ecco come spiega la decisione il vicepresidente, Giorgio Lainati:

Attendiamo le nomine, almeno degli altri due direttori (restano vacanti, infatti, le poltrone dei direttori di Tg2 e tg3) e poi diamo vita alle logiche audizioni di tutti.