Alessandra Sardoni a Tv Talk risponde a Blogo: "Con la Maratona, Mentana ha valorizzato l'inviato politico"

"La stella de La7" ospite di Rai 3 per commentare la settimana politica in tv.

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Dopo le fatiche della lunga Maratona Mentana che ha seguito, praticamente no-stop per una settimana, l'esito del referendum Costituzionale e la crisi di Governo, Alessandra Sardoni ha partecipato alla puntata di Tv Talk di oggi, sabato 17 dicembre, l'ultima prima della pausa natalizia.

"La stella de La7" la chiama Bernardini, che le chiede prima un'analisi della comunicazione dei 5Stelle (prima della crisi capitolina) e poi le chiede lumi sul format della Maratona Mentana e su quanto durerà:

"Io spero non finiscano. La cosa molto divertente e appassionante, sul piano professionale, è che ti consentono di seguire un evento dall'inizio alla fine, come se si trattasse di un evento sportivo o calcistico. E soprattutto danno in primis a te che sei lì a farlo, e poi a casa, il senso della continuità dell'evento e anche delle notizie che puoi trovare. Mentana ha trovato un modo molto gradevole di costruire questo racconto, anche ironico, che ruota intorno all'esibizione del backstage, sia della politica sia del nostro: non nascondiamo il microfono che non funziona, ci scambiamo il posto con Celata... Anche questa è una chiave del racconto".

Bernardini si lancia in un paragone con la cronaca nera per evidenziare una 'criticità' delle lunghe dirette: "Ma stare davanti a questi Palazzi della politica dove non succede niente non è come stare davanti alla villetta di Avetrana ad aspettare che esca qualcuno e accada qualcosa?" domanda all'inviata di La7. La risposta è chirurgica.

"Io rivendico proprio questo: il gioco di Mentana, il trio con Celata e il direttore, rende possibile seguire fino in fondo l'avvenimento e spiegare quel che avviene dietro le quinte. Quel che mi da soddisfazione è che quello che abbiamo raccontato è il giorno dopo sui giornali: non è vero che non succede nulla, semplicemente sono più diluite. Noi facciamo in diretta il toto premier, il toto-ministro e cerchiamo di spiegare il senso di quel che sta accadendo".

Tra il commento di Facci, la nota di Bocca e la domanda di Bernardini vien quasi da pensare che nessuno abbia mai visto una Maratona Mentana per intero, o quantomeno si sia impegnato a seguirla. Per fortuna c'è Barbara Serra in collegamento con Londra che nota nel lavoro di Mentana e di Sardoni non un reality show, ma "il sapore di un canale all-news". Amen.

La scelta di Cinzia Bancone tra le domande proposte dalla community cade su quella di Gianco, che chiede alla Sardoni una critica al direttore Mentana: "Nelle interazioni tra voi giornalisti del TgLa7 e il vostro direttore Mentana si ravvisa quasi sempre - e parlo da attento spettatore - un atteggiamento stucchevolmente reverenziale: mai una presa di distanza, un accenno ad una critica, una nota di disappunto. Ora ha l'occasione di muovere una critica a Mentana, ci dica...".

La Sardoni risponde spiegando il modello consapevolmente teatrale della Maratona, il gioco dei ruoli e delle parti, la sostanza del programma e non la sua superficie.

"La dimensione gerarchica c'è e conta perché Mentana è il direttore ed anche il conduttore. Le persone spesso mi chiedono se mi da fastidio che interrompa. Magari può dare fastidio, anche da casa, ma anche io quando conduco interrompo gli altri. Quello è il ruolo del conduttore, che deve dare il ritmo e deve tenere insieme tutti i fili.
Ma la Maratona ha una forma teatrale, in cui ognuno fa la sua parte. Se è teatro è teatro e quindi l'interruzione ci sta e conta, ovviamente nei limiti. Io credo che nessuno abbia valorizzato l'inviato politico come Mentana nel momento in cui ti tratta alla pari dei colleghi in studio, chiedendo anche a noi l'analisi e il commento così come ai commentatori e gli opinionisti della carta stampata ospiti. Questa è la sostanza, non se ti interrompe o quanto ti interrompe".

"E' amore vero!"

commentano tra il serio e il faceto in studio. Eppure mi sembrava un'analisi così lucida e precisa. La Sardoni non si smentisce, neanche negli studi altrui.

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