Concorrenza creativa: la Rai vuole Gigi Proietti il sabato sera per “battere” Fiorello e Maria De Filippi

Ci siamo: l’ascesa di Sky a terzo polo generalista sta cominciando a far smuovere le acque della concorrenza. Ne avevamo parlato qualche mese fa, paragonando l’entrata della tv di Murdoch in questo tipo di mercato, al frastuono che generò anni fa l’avvento della giovane e rampante Tiscali tra le compagnie telefoniche: ciò che ne trasse

Gigi ProiettiCi siamo: l’ascesa di Sky a terzo polo generalista sta cominciando a far smuovere le acque della concorrenza. Ne avevamo parlato qualche mese fa, paragonando l’entrata della tv di Murdoch in questo tipo di mercato, al frastuono che generò anni fa l’avvento della giovane e rampante Tiscali tra le compagnie telefoniche: ciò che ne trasse i benefici maggiori fu la buona concorrenza e, quindi, il consumatore.

In tal senso sembra che sarà Gigi Proietti l’anti Fiorello per la Rai: il genio romano sarà il mattatore di un “One Man Show” destinato al sabato sera: la notizia trapela da un articolo di Italia Oggi a firma Marco Castoro. Proietti è uomo di spettacolo abituato alle grandi platee, teatrali, cinematografiche e televisive ed è molto simile a Fiorello, quanto a capacità di improvvisare e di coinvolgere. Più di Fiorello, decisamente più di Fiorello, ha un repertorio variegatissimo, una schiera di appassionati di antica stirpe e una cultura teatrale da fare impallidire un sipario. Non si conoscono ancora le dinamiche dello spettacolo: forse sarà costituito da letture, inframezzate da riflessioni e gag, à la Benigni, tanto per capirci; oppure sarà una massiccia sceneggiata corale, dove far intervenire gli ingredienti più tipici del sabato sera: ballerini, varietà, canzoni, musica, luci e cotillons.

Proietti si merita un ritorno in televisione a grandi livelli, soprattutto in un momento storico come questo: senza dimenticare che l’ipotesi di andare contro Maria De Filippi, moglie e “alleata” di quel Maurizio Costanzo che due anni fa gli soffiò, senza troppa eleganza, la direzione del magnifico Teatro Brancaccio, deve stuzzicarlo non poco.

Qualche tempo fa Proietti, parlando dell’arte del ridere, dichiarò:

“Credo che la capacità di far ridere sia un dono: chi ce l’ha, lo deriva da qualcosa di divino. E se non lo esercita, non rispetta una volontà superiore. Far sorridere, per me, è quasi un dovere etico”.

Un’operazione del genere sa di successo annunciato. Staremo a vedere.

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