L’Annozero dell’informazione

Della puntata di ieri sera di Annozero, vi ha già fornito un preciso e dettagliato resoconto Gabriele Capasso. A noi, dunque, non resta che sederci qui, sfogliare velocemente la rassegna stampa di chi ne parla, poi prendere le distanze e cercare di formulare, in merito, un pensiero indipendente e coerente, che necessita di almeno una

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Della puntata di ieri sera di Annozero, vi ha già fornito un preciso e dettagliato resoconto Gabriele Capasso. A noi, dunque, non resta che sederci qui, sfogliare velocemente la rassegna stampa di chi ne parla, poi prendere le distanze e cercare di formulare, in merito, un pensiero indipendente e coerente, che necessita di almeno una premessa.

La premessa è che il sottoscritto, globalmente, apprezza Annozero e lo considera uno dei pochi avamposti rimasti per un’informazione libera sulla televisione generalista. E uno dei pochi è da intendersi in senso letterale.

Ora però, fatta la premessa, bisogna occuparsi di quanto si è visto ieri sera. Per farlo, mi perdonerete l’ardire, vi racconterò la mia espressione di fronte al televisore: un misto fra il risultato di un’ipnosi regressiva e l’incredulità di fronte al meraviglioso (laddove a meraviglioso non si deve per forza dare una connotazione positiva). Le ragioni di questa espressione si devono al fatto che mi pareva favolistico il vedere in prime time approfonditi quei temi lì. Noemi, eh, il suo book, il papi e le ragazze che vogliono far carriera, le quindicenni che si mettono le foto su Facebook seminude, e i collier che il premier ha pronti per i gentili omaggi, e Novella 2000, e Veronica Lario non presente ma interpretata dalla Guerritore – aiuto! che cortocircuito. Ok, d’accordo, Veronica Lario non era granché, in Tenebre. Ma quella scena lì resta una delle migliori della storia del cinema di genere horror -.

Un’altra prima serata dedicata a un approfondimento anche ben fatto, per carità, chi discute la qualità dell’approfondimento.

Quel che mi preme discutere è la necessità di approfondire questi fatti. Tutta questa attenzione per una (o più) vera (o presunta) liason – di cui peraltro si nega sempre il contenuto che interesserebbe ai più – ricorderebbe un po’ l’attenzione mediatica affaire Clinton-Lewinsky, ma almeno lì c’erano particolari succosi e pruriginosi sui quali concentrarsi. Qui, invece, non si centra il punto, non si fanno mai le osservazioni che riguardano la vera ciccia della notizia.

E la vera ciccia della notizia è puro gossip, non fosse che si tratta di gossip che riguarda, fra l’altro, il Presidente del Consiglio di uno Stato occidentale che, guardacaso è l’Italia. Detto ciò, qui, francamente, mi permetto di dire che desidero ardentemente che si volti pagina e ci si occupi di altro, lasciando a certi fatti l’oblio che meritano dopo essere stati abbondantemente sviscerati.

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