Referendum 2016, par condicio in vigore in Rai da oggi

Par condicio in vigore in Rai da venerdì 14 ottobre alla mezzanotte di domenica 4 dicembre 2016

Scatta oggi, venerdì 14 ottobre 2016, la par condicio sulle reti televisive e radiofoniche Rai in ottica del referendum in programma domenica 4 dicembre. Due giorni fa l’approvazione in Commissione di Vigilanza, ieri la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Le norme avranno effetto fino alla mezzanotte del 4 dicembre. Vediamo nel dettaglio cosa prevedono.

Referendum 2016, par condicio: cosa prevede

In tutte le trasmissioni che trattano il tema del referendum (tribune, confronti, contraddittori, programmi informativi, messaggi politici autogestiti) gli spazi devono essere ripartiti in due parti uguali tra i favorevoli e i contrari al quesito.

In tutte le altre trasmissioni, escluse quelle di approfondimento, non si può far riferimento al quesito referendario e non è ammessa la presenza di esponenti politici a nessun titolo.

Alle trasmissioni dedicate al referendum possono partecipare il comitato promotore, le forze politiche, anche quelle rappresentative delle minoranze linguistiche, e tutti i comitati e associazioni della società civile che abbiano un interesse obiettivo e specifico sul tema del referendum. I

Per quanto riguarda i telegiornalisti, la presenza degli esponenti del governo deve essere limitata all’attività istituzionale per garantire completezza e imparzialità dell’informazione.

La direzione di Rai Parlamento da novembre, e più precisamente tra 19 giorni, deve trasmettere su una rete nazionale (nelle fasce di maggiore ascolto) uno o più cicli di tribune riservate al referendum. Non potranno essere presenti più di tre persone per ogni indicazione di voto. Nella fase finale della campagna, fino al 2 dicembre, la Rai dovrà trasmettere confronti a due di almeno 20 minuti moderati da un giornalista della tv pubblica.

Inoltre sul sito internet della Rai dovranno essere pubblicati quotidianamente fino al 4 dicembre i dati del monitoraggio dei tempi fruiti dai favorevoli e contrari al quesito (tempi di parola, di notizia e di antenna). I dati aggregati dovranno essere resi pubblici ogni settimana.

In caso di situazioni di disparità, l’azienda è chiamata a richiedere alle testate interessate “misure di riequilibrio a favore dei soggetti danneggiati“.

Infine, la Rai è tenuta a predisporre pagine televideo ad hoc sul referendum per le persone con disabilità, “recanti l’illustrazione delle argomentazioni favorevoli o contrarie al quesito e le principali iniziative assunte nel corso della campagna“.