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Alessandro Greco: “La tv mi usa a macchia di leopardo. Vorrei rifare Furore”

Furore potrebbe davvero funzionare nel 2016?

Alessandro Greco è un “occasionale” del piccolo schermo. Negli ultimi anni si è visto (l’ultima edizione di Una voce per Padre Pio con Gigi d’Alessio, Tale e Quale, Effetto Estate, Festival di Castrocaro), ma non spesso. Ogni tanto appare, ma mai per un programma di lungo corso. “Non dipende da me”, dice a Leonardo Filomeno sul quotidiano Libero.

“Questo utilizzo a macchia di leopardo che fanno del sottoscritto non fa bene a nessuno. Il pubblico ha bisogno di un rapporto di continuità. Qualsiasi programma da me condotto da portato a casa dei riscontri importanti”, continua. Purtroppo, però, “credo che in Rai non si possa prescindere” da una “influenza” politica. “Oggi le raccomandazioni sono aumentate, ad essere diminuite sono le segnalazioni. In Rai la situazione è stantia. Il pubblico fa fatica a trovare dei contenuti umani interessanti. Gli spazi sono pochi e vengono dati sempre agli stessi, con risultati altalenanti”.

Eppure è ancora intatto, nella sua mente e in quella dei telespettatori, il successo folgorante di Furore. “Quello che è successo a me nel 1997 oggi sarebbe inattuale. Un 25 enne, conosciuto al grande pubblico, in prima serata su una rete Rai, verrebbe visto come un evento epocale”.

Lui debuttò grazie a Carlo Freccero, Sergio Japino e Raffaella Carrà. “Mi dissero tutto quello che dovevo fare. Sembravo un robot. Poi, per fortuna, le cose andarono diversamente […] Freccero? Il suo ragionamento fu: abbiamo tra le mani un programma innovativo, puntiamo su un volto nuovo”. I risultati importanti arrivarono sin da subito. “Talmente tanta era la ressa che si creava dopo la trasmissione, che dovevano portarmi via. Il rischio di farmi male era concreto, non potevo più muovermi liberamente”.

Oggi è viva la voglia di riproporre Furore. “Terrei l’ossatura, il resto lo farei nuovo di zecca. Mi fa tornare in mente il film La storia infinita. Da anni mi chiedono: ‘Alessandro, quando rifai Furore?’. Ma da solo non posso fare nulla”.

Eppure, solo su Rai 1, arriveranno Big Quiz Music Show e Fan Car-aoke. Programmi, forse, similari: “Furore resterà sempre qualcosa di diverso. Continuare ad avventurarsi in esperimenti che si rivelano azzardati non credo sia salutare. Perché non mettere la gente nella condizione di dire: voglio l’originale con il conduttore originale? E 10 giorni di spot a tappeto risveglierebbero una fetta di pubblico considerevole”.

Potrebbe davvero funzionare nel 2016?