Stranger Things 2, Matt e Ross Duffer: “Vogliamo catturare la magia dei film di James Cameron”

I creatori di Stranger Things Matt e Ross Duffer spiegano che la seconda stagione seguirà ancora i protagonisti della prima e che l’azione coinvolgerà anche location differenti

I creatori di Stranger Things Matt e Ross Duffer spiegano che la seconda stagione seguirà ancora i protagonisti della prima e che l’azione coinvolgerà anche altre location

Un mancato rinnovo di Stranger Things sarebbe stata solo roba da Sottosopra. Infatti, Netflix ha rinnovato finalmente la serie tv rivelazione di questa estate per una seconda stagione, dopo gli apprezzamenti della critica e del pubblico. Chissà se a favorire il rinnovo siano stati anche i numeri secondo cui Stranger Things sarebbe la terza serie tv più vista dagli utenti di Netflix, superando Daredevil ed House of Cards.

Quel che è certo è che Matt e Ross Duffer, creatori dello show, avevano già da tempo in mente un’idea su come far proseguire la storia che, al contrario di quanto si possa immaginare, racconterà ancora le vicende dei quattro giovani protagonisti. “Non abbiamo mai pensato di fare una serie antologica”, ha spiegato ad Entertainment Weekly Ross, “abbiamo invece parlato di un salto temporale, per permettere ai protagonisti di crescere e di vivere in un decennio diverso. E’ qualcosa di cui abbiamo discusso fin dall’inizio. Ma per noi c’è ancora da raccontare negli anni Ottanta, ci sono ancora delle questioni irrisolte”.

-Attenzione: spoiler-
Nonostante questo, la seconda stagione riprenderà un anno dopo il finale della prima stagione, spostando gli eventi al 1984. Quasi tutto il cast sarà presente, anche se Ross è incerto sulla sorte di Undici (Millie Bobby Brown): “Lasciamo quella questione in sospeso”. Probabile anche l’assenza di Shannon Purser: il suo personaggio, Barb, era uscito di scena nella prima stagione, e l’attrice è entrata nel cast di Riverdale.

Quattro, invece, i nuovi personaggi che incontreremo. “Ci saranno un sacco di nuove ed interessanti dinamiche che non abbiamo visto nella prima stagione”, ha aggiunto Matt. Inoltre, l’azione si sposterà oltre Hawkins, la cittadina al centro delle vicende della prima stagione: “Ci avventureremo un po’ fuori da lì”, ha detto l’autore, “La prima scena della premiere non sarà ambientata ad Hawkins”.

Questo non significa che il Sottosopra, la dimensione parallela in cui era finito Will (Noah Schnapp), non sarà ulteriormente esplorato: “Abbiamo solo rivelato una parte del Sottosopra”, ha ammesso Matt, “quindi sicuramente lo esploreremo di più. Ci sono un sacco di cose che non sappiamo sul Sottosopra alla fine della prima stagione”. “Senza dubbio, c’è questo portale per un’altra dimensione”, ha chiarito Ross, “che si trova ad Hawkins. E ci sono numerose domande: ad esempio, se il Mostro è morto, ce ne sono altri, e cos’altro può esserci lì? Non abbiamo conosciuto davvero il Sottosopra fino alla fine della stagione, quando i protagonisti vanno alla ricerca di Will. Abbiamo aperto questa porta, e per noi è entusiasmante parlare di cosa potrebbe esserci altrove. Ci sono un sacco di misteri da risolvere”.

Non mancheranno, inoltre, i riferimenti alla cinematografia di quegli anni, uno dei punti di forza della prima stagione, che ha suscitato in tanti telespettatori un effetto nostalgia che, però, non ha offuscato l’idea originale del telefilm. Per questo, i due autori pensano alla seconda stagione come ad un sequel di una pellicola cinematografica. “Sappiamo che i sequel a volte fanno schifo”, ha ammesso Matt. “Ma in quegli anni ci sono ‘Indiana Jones ed il tempo maledetto, ‘Aliens-Scontro finale’ e ‘Terminator 2’. Credo che un sacco di sequel siano di James Cameron. Lui è geniale. E credo che una delle ragioni per cui i suoi sequel abbiano successo è che li rende molto differenti dal primo film, senza perdere ciò che per cui li abbiamo adorati. Quindi mi piace l’idea di guardare a ciò che ha fatto e provare a catturare un po’ della magia del suo lavoro”.

Infine, il numero degli episodi passa da otto a nove: per i Duffer è molto importante non esagerare con la lunghezza del racconto. “Lasciamo che sia la storia a decidere quanto essere lunga”, ha spiegato Matt, “Se fossimo più lunghi, diventeremmo ingombranti. Vogliamo essere certi che il racconto sia gestibile e vogliamo essere capaci di raccontare una storia dal formato di un film in cui il pubblico non sia ingannato. Credo che se esagerassimo, la storia avrebbe sarebbe una sensazione diversa”.

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