La prossima tentazione di Sky: Adriano Celentano


Continua la campagna acquisti di Sky, prossimo obiettivo, come rivela Katryn Fink, direttrice dei programmi di Sky, è Adriano Celentano. La pay tv non si accontenta e dopo Lorella Cuccarini, Fiorello e Panariello potrebbe puntare al molleggiato, probabilmente il più adatto ad usufruire con i suoi one man show della libertà che Sky può fornirgli. Fosse davvero lui la novità dell'autunno 2009 sul canale "generalista" SkyUno sarebbe l'ennesimo colpo alla concorrenza Rai - Mediaset.

Per ora si tratta solo di un "sogno" per la Fink, che da l'idea di aver capito bene come solleticare i gusti dei telespettatori italiani e commenta sibillina: "Mai dire mai. Celentano? Leggo spesso questo nome. A chi non piacerebbe". A Sky stanno lavorando e nell'intervista concessa a Repubblica vengono svelate le prossime tappe dello sviluppo nell'offerta della pay tv di Rupert Murdoch.

SkyUno è un primo tassello. La nostra offerta si arricchirà di quattro canali innovativi. L'8 aprile nascerà "Live", dedicato ai concerti: da Vasco Rossi Live in esclusiva, fino a Giusy Ferreri. Poi jazz, pop, rock 24 ore su 24. Editore di "Live" sarà Alessandro Giglio. Da fine maggio Sky Uno sarà replicato (un'ora dopo) su quello che oggi è Sky Show. Altri canali partiranno in luglio: uno per i bambini, un altro di intrattenimento e divulgazione, un altro ancora si occuperà di musica in una chiave inconsueta.



Inevitabile poi un riferimento ad un altro "pezzo grosso" della tv italiana che si è ritrovato, a sorpresa, senza contratto: il decano Mike Bongiorno.


Noi non facciamo collezione di figurine tv. Facciamo cose innovative, offriamo agli artisti opportunità che non hanno potuto sfruttare. Puntiamo alla complementarità tra artista e progetto. Mike? Lui è un pezzo importante della storia della tv italiana. È un numero uno. Ma non ci sono progetti di quiz con il Signor Mike.

Insomma, Mike non rientra nei progetti di crescita di Sky, che si prepara a festeggiare il superamento di un'altra soglia importanti, i 5 mln di abbonati senza badare troppo al contestatissimo Auditel.

Per noi contano gli abbonati, la sperimentazione di nuovi programmi con artisti di livello. L'Auditel? Uno strumento imperfetto. Lo utilizziamo, ma come ha spiegato Tom Mockridge ci sono cose da cambiare. E non sta a me dire se sia il caso di uscire dall'Auditel. Non so cosa abbia detto davvero quel giorno Berlusconi a Fiorello. Gli abbonati? Manca poco al tetto dei 5 milioni (4.7 per l'esattezza). Non so che incremento dia Fiorello, ma i tassisti non parlano d'altro: dicono che chi non si è abbonato si abbonerà...

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