Claudio Santamaria a Blogo: “Una serie su Jeeg Robot? Ci stiamo pensando”

Un nuovo film, un corto da regista e la seconda stagione di E’ arrivata la felicità: due battute due con Claudio Santamaria.

Claudio Santamaria si trova nel frullatore del Giffoni Film Festival nel penultimo giorno della 46esima edizione e si trova subissato da domande su Lo Chiamavano Jeeg Robot. Una storia tra Marvel e Pasolini, ha detto ai ragazzi in sala, un prodotto che non avrebbe certo sfigurato negli USA, dove – dice – saranno anche più bravi con gli effetti speciali, ma per storie e personaggi non abbiamo rivali.

Lui, che sembra spingere Gabriele Mainetti a un sequel – che però non vuole fare, come ha detto anche a noi -, vedrebbe bene anche una serializzazione del titolo:

“Quando il film è stato scritto non si pensava a una serie, ma visto il successo ci stiamo pensando. O meglio regista e sceneggiatori ci stanno pensando. Il finale del resto può lasciare spazio a una continuazione.”

dice l’attore che non vuole lasciar andare via il personaggio di Enzo Ceccotti, che sia in un sequel o in una serie. Comunque sia il principio di una continuazione non è una questione commerciale:

“La gente lo vuole. Non si tratta, però, della capitalizzazione del successo. Bisogna trovare un conflitto del personaggio abbastanza forte, come nel primo film, altrimenti è inutile farlo. Sarebbe il classico secondo che delude. E allora è meglio non farlo”.

Per un sequel di Jeeg Robot ci vuole comunque tempo: come confermato da Mainetti, per adesso sta scrivendo altro. Nel frattempo Santamaria ha finito le riprese di Brutti e Cattivi, opera prima di Cosimo Gomez, scritta con Luca Infascelli, con Marco D’Amore e Marco Pancrazi. Per quel film lo abbiamo visto praticamente calvo ai David 2016: uscirà in autunno in sala e ci racconta, poco, del suo nuovo personaggio.

“Il mio personaggio non ha le gambe dalla nascita, ma non gliene importa nulla. Il film è una commedia nera, fatta da ultimi, da reietti che non vogliono suscitare pietà. Sono, appunto, brutti e cattivi. Un film che per me gioca proprio con la rivincita degli emarginati”.

Prossimamente – pare – si torna sul set di E’ arrivata la felicità:

“Mi è piaciuta per “la scrittura acuta, pungente, anche cinica. La melensità dietro l’angolo è sempre stemperata da una forte dose di ironia. E’ scritta bene, in maniera intelligente. Avevo bisogno di leggerezza”

ha detto in conferenza. Dice di non aver ancora firmato il contratto, di non aver ancora letto le sceneggiature. Ma ci sarà, come detto anche da Cotroneo.