Roberto Benigni in replica su Rai1: 200 mila euro per 6 minuti inediti

Le indiscrezioni sui soldi sborsati dalla tv pubblica per la breve introduzione inedita in La più bella del mondo

È Il Fatto Quotidiano a rivelare che i sei minuti inediti di Roberto Benigni inseriti a mo’ di introduzione nella replica de La più bella del mondo, andata in onda il 2 giugno su Rai1, sono costati 200 mila euro circa a Viale Mazzini.

Il giornale diretto da Marco Travaglio inserisce tale indiscrezione all’interno della polemica politica legando le dichiarazioni del comico toscano sul referendum costituzionale di ottobre prossimo al suo ritorno nella tv pubblica:

Quando nei giorni scorsi a Palazzo Chigi è arrivata la notizia che la Rai prevedeva di celebrare i 70 anni della Repubblica riproponendo il monologo di Benigni del 2012, La più bella del mondo, tutti hanno capito la delicatezza della questione: il 3 maggio Benigni aveva detto di essere “orientato a votare No” al referendum costituzionale di ottobre. Senza correttivi, la replica dello show del 2012 rischiava di essere uno spot al fronte che vuole fermare la riforma alla quale il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha appeso il suo destino politico. (…) I vertici di Rail hanno trovato il compromesso con il manager di Lucio Presta, non certo ostile a Renzi visto che fino a poche settimane fa era candidato del Pd a sindaco di Cosenza, prima di ritirarsi. Nel 2012, Presta e Benigni avevano concordato con la Rai 1,8 milioni chiavi in mano per La più bella del mondo. Come sempre i due non hanno ceduto i diritti, ma solo “affittato” lo spettacolo per la serata. Il costo era elevato, ma il risultato è stato da record: quasi il 43 per cento di share e 12 milioni di spettatori. Una produzione costosa, ma con un risultato da Festival di Sanremo. Tutti contenti. Quando, nelle scorse settimane, in Rai hanno avuto l’idea della replica hanno riaperto il negoziato con Lucio Presta. Il risultato lo hanno visto tutti: tagliati i riferimenti all’attualità del 2012, limitato qualcosa qua e là, e aggiunta del prologo di Benigni. Con una piccola ma decisiva aggiunta: “La Costituzione si può ritoccare? Ma certo, è scritto dentro la Costituzione, non la prima parte dei diritti e doveri fondamentali, ma la seconda parte sì, lo dice l’articolo 138 (…) Prezzo: 200 mila euro, un po’ meno della metà di quanto costa di solito una prima serata della Rai. Gli ascolti sono stati da replica di lusso, ma pur sempre da replica: 15 per cento. Dal punto di vista aziendale, niente di cui lamentarsi. Ma per ottenere il risultato politico mancava una cosa: l’intervista all’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro la mattina della messa in onda: “Io voterò sì al referendum. Si ottengono obiettivi che aspettiamo da decenni come quello di superare il bicameralismo perfetto”, trasformando la replica in una revisione, da celebrazione di una Carta perfetta così com’è a un testo che va modificato, “un paradiso da cui non si può uscire diventa un inferno”.

Non ci risultano pervenute smentite. Su Twitter Presta se la cava così:

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