Made in Sud, Gino Fastidio lascia? Lo sfogo su Facebook dopo la morte di Borrelli

Un duro, sincero e condivisibile sfogo per il comico, nel quale dipinge una trista e realistica dinamica di certi ‘pubblici’, prepotenti e irrispettosi.

UPDATE – 17.50: Gino Fastidio ha deciso di rimuovere il post in oggetto sia dal suo profilo ufficiale che da quello personale. Forse non pensava che il suo sfogo, per molti non solo legittimo ma comprensibile, avrebbe attirato l’attenzione di fans e lettori.

Gino Fastidio, noto ai telespettatori di Made in Sud per il suo sketch a base di ‘chitarrina rosatronica’, sbotta su Facebook e in lungo post pubblico, tutto ‘urlato’ in caps lock, si sfoga contro l’insensibilità di un pubblico che pensa di essere l’unico artefice del successo di un artista e, come tale, di avere il diritto di esigere attenzione, selfie, affetto e biglietti sempre e comunque, anche mentre si sta piangendo la morte di un amico, senza rispetto per la persona, ma con occhi solo per il personaggio.

Un atteggiamento diffuso – non esclusivo – che non si è fermato neppure di fronte alla morte di Massimo Borrelli, scomparso lunedì scorso dopo una lunga malattia e che con Peppe Laurato aveva fondato il Due x Duo, da anni nel cast di Made in Sud.

Uno shock per tutti gli amici e i colleghi, che in segno di lutto hanno cancellato la puntata di martedì scorso, sostituita da un film su Rai 2. Non si è fermato, però, chi ha è arrivato ad avvicinare il comico per chiedergli se i biglietti presi per lo spettacolo poi annullato sarebbero valsi per la puntata di martedì 17 maggio.

Con la precisione di osserva la realtà, Fastidio dipinge un rabbioso affresco della popolarità oggi e della maleducazione che non rispetta neanche il dolore. Lo fa con espressioni forti, con racconti personali e anche con citazioni del suo personaggio, che non esita a distruggere quando scrive che O’ gas?? O’ gas è na’ scemità. Ma vediamo alcuni dei passaggi topici del suo post, riadattati dal dialetto ed epurati da alcune espressioni. Il testo integrale lo lasciamo in fondo al post.

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“Sapete dire solo “Come sei dimagrito!”, “Come sei ingrassato!”. Andate affan…! Andate a guardare voi stessi.
Io sono Gino Fastidio quando sono sul palco e faccio lo spettacolo. Quando sto parlando con mio cugino fuori al bar sono una persona che ha bisogno di elaborare il lutto di un fratello. Voi non siete nessuno per mettervi in mezzo, nessuno vi autorizza. Vergognatevi. Non venite a guardarmi, non seguitemi più. Me ne fotto altamente. Io sono felice perché sono vivo”.

Il lutto, ovviamente, è quello per l’amico e collega Massimo Borrelli. In questi momenti in cui si ha bisogno di affetto, Fastidio ha percepito per lo più l’invadenza del pubblico.

Credo che mollerò. Non sopporto più l’insensibilità della gente.
Siamo famosi grazie a voi? In parte.
La maggior parte lo devo al mio impegno, alla mia forza di volontà. Forse al fatto che un po’ vi ho fatto ridere.
A Nando Mormone, ai miei compagni di viaggio e a tutti quelli che da anni buttano il sangue insieme a noi per costruire qualcosa di bello a Napoli. A Massimo Borrelli”

rivendica Fastidio, pronto anche a rinunciare al suo mestiere perché

“Se essere popolare significa diventare un pupazzo in mano agli approfittatori agli stupidi e agli insensibili, voglio che mi buttate nella merda. Da dove vengo. Dove nessuno si permetteva di farsi i cazzi di Domenico, perché era ‘nu frate ro’ cazzo’ (‘un fallito’, un buono a nulla, ndr). Dove Domenico veniva sempre fermato dalla polizia perché si vedeva che era un bravo ragazzo e per questo veniva perquisito fino dentro al buco del culo per un pezzo di fumo. Un pezzo di fumo che gli faceva pensare steghede‘. Per sé. Per farsi una risata alla faccia del conformismo. Pe’ nun fa’ strunzate…”

racconta l’attore, togliendosi la maschera del personaggio e raccontando la vita prima del successo.

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Lo sfogo diventa più ampio, aprendosi alla classica mentalità di chi, per dirla alla napoletana’ “chiagne e fotte”:

“Il popolo è lo specchio dei politici. Ci meritiamo quello che subiamo perché ce ne fottiamo. Cerchiamo il piacere per risparmiare anche 5 centesimi. Il sistema clientelare lo alimentiamo noi con i nostri comportamenti. […]

E’ muort chill?
Ma mo’ e bigliett che teng’ se ponn’ usa’?
E tien’ due biglietti?
E tien’ due biglietti?
E tien’ due biglietti?
Comm è sicc..
Comm s’è fatt’ sicc…
E’ muort’
E’ muort’
E’ muort’
Lo soooooooooooo!!! Che cazzo domandate?
State zitti e pregate per lui se lo amavate.
Made in Sud è ripetitivo? Voi lo siete. Siete il cazzimbocchio ripetritroniko nella testa di un ragazzo che vuole solo stare bene.”

Quindi l’accusa e l’affondo, diretto e inesorabile contro certo pubblico, invadente e prepotente:

Sto male. E a voi ve ne fotte solo di farvi la fotografia.
Togli il flash, mi fanno male gli occhi.
“Non viene bene”. E mi sparaflesci a tradimento?
Tu non mi vuoi bene.
Per te dopo la foto posso pure diventare cieco.
Per te io sono solo un vanto. Un atteggiarsi che mi conosci. Ccome se questo ti rendesse importante.
Un poter dire io lo conosco. E’ fratamme’…
Frate’ ma chi te sape?
Fratem sta a Milan’ e fa’ o’ tranviere.”

E qui il discorso si fa serio. Si lascia il dialetto e si passa all’italiano, con una chiosa amara:

Io non so se voglio continuare più a fare il comico. Anzi credo proprio di no.
Grazie a tutti quelli che mi hanno dato sempre rispetto, educazione, amore.
“Sincero cordoglio per la scomparsa di Massimo”. Grazie assai.
Agli altri io non devo niente.
Buonanotte.
Gino.
PS: ora che ho i soldi li voglio spendere. Non sono Renzi. Era meglio che me lo offrivate sempre quando non ero nessuno il caffè… quando non tenevo nemmeno quell’euro. Come faceva sempre la buonanima di Alfredo”.

Vi lasciamo al testo integrale, nel quale non mancano riferimenti alla malattia che ha ucciso Massimo Borrelli, alle ‘mafie’ farmaceutiche, alla massificazione di chi non pensa. E un pensiero va a chi non c’è più, ma soprattutto a chi sta facendo i conti con la propria vita.

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Sapete dire solo “Comme te si fatt sicc, comm te si fatt chiatt”. Jat’ a fa’ ‘e bucchin! Andate a guardare voi stessi.

Io sono Gino Fastidio quando sono sul palco e faccio lo spettacolo. Quando sto parlando con mio cugino fuori al bar sono una persona che ha bisogno di elaborare il lutto di un fratello. Voi non siete nessuno per mettervi in mezzo, nessuno vi autorizza. Vergognatevi. Non venite a guardarmi…non seguitemi più. Me ne fotto altamente. Io sono felice perché sono vivo.

Forza Napoli. Forza Gonzalo. Forza Napoli! Sempre e ovunque.

Credo che mollerò… Non sopporto più l’insensibilità della gente.

Siamo famosi grazie a voi? In parte.
La maggior parte lo devo al mio impegno, alla mia forza di volontà. Forse al fatto che un po’ vi ho fatto ridere.
A Nando Mormone, ai miei compagni di viaggio e a tutti quelli che da anni buttano il sangue insieme a noi per costruire qualcosa di bello a Napoli. A Massimo Borrelli.

Il pubblico ti alza e il pubblico ti scende?
Se essere popolare significa diventare un pupazzo in mano agli approfittatori agli stupidi e agli insensibili voglio che mi fate scendere. che mi buttate nella merda.
Da dove vengo.
Dove nessuno si permetteva di farsi i cazzi di Domenico, perché era “nu frate ro’ cazzo”.
Dove Domenico prendeva gli schiaffi dai cuozzi sui motorini perché non si faceva la barba.
Dove Domenico veniva sempre fermato dalla polizia perché si vedeva che era un bravo ragazzo e per questo veniva perquisito fino dentro al buco del culo per un pezzo di fumo.
Un pezzo di fumo che gli faceva pensare steghede’. Per sé. Per farsi una risata alla faccia del conformismo. Pe’ nun fa’ strunzate…arrabbiarsi con uno che non c’entra niente. Per non prendersi a botte, perché qualcuno ti guarda dritto negli occhi. Embe’?

Gli occhi sono lo specchio dell’anima…il mio animo è sempre stato buono.
Se ho dato mai un pugno a qualcuno dopo alla fin fine mi è dispiaciuto. Se ne poteva parlare un attimo. Invece no…siamo tutti figl’ ‘e bucchin’…che credono che fottere il prossimo sia segno di intelligenza. Sono schifato.

Il popolo è lo specchio dei politici. Ci meritiamo quello che subiamo perché ce ne fottiamo. Cerchiamo il piacere per risparmiare anche 5 centesimi. il sistema clientelare lo alimentiamo noi con i nostri comportamenti.
La normalità è pazzia generalizzata. Ognuno di noi è unico e deve avere il diritto di essere come vuole nel rispetto del prossimo.
Siete già pronti per la guerra. Avete addosso divise sociali non scelte da voi ma da una pubblicità che sfrutta lo stato ipnotico generato dalla tv per confondere. Influenzare, spegnere il cervello. Venderti qualcosa che ti puo’ far venire il cancro… ma con la copertina della troia di turno sopra che ti fa pensare che sia buono quel prodotto. Sei mai andato al Parco Saraceno a vedere come vive quella povera gente? Io si. L’uomo dei fuochi non vi fa ridere? Per risolvere i problemi bisogna guardarli prima di tutto. Capirli, sentirli nel profondo. Io ho perso già troppe persone care per quel male. Il sistema farmaceutico pensa che sei un numero. Una cavia. Una cosa di soldi in più a fine anno perché hai fatto tot interventi in più. Vomito.
Io il cervello lo uso. Forse troppo perché mi sento incompreso. Ma poi alla fine chi se ne fotte.
Basta che mi capisco io. Agli altri non ho mai dovuto dimostrare niente.

E’ muort chill?
Ma mo’ e bigliett che teng’ se ponn’ usa’?
E tien’ due biglietti?
E tien’ due biglietti?
E tien’ due biglietti?
Comm è sicc..
Comm s’è fatt’ sicc…
E’ muort’
E’ muort’
E’ muort’
Lo soooooooooooo!!! Che cazzo domandate?
State zitti e pregate per lui se lo amavate.
Made in Sud è ripetitivo? Voi lo siete. Siete il cazzimbocchio ripetritronico nella testa di un ragazzo che vuole solo stare bene.

Sto male. E a voi ve ne fotte solo di farvi la fotografia.
Togli il flash, mi fanno male gli occhi.
“Non viene bene”. E mi sparaflesci a tradimento?
Tu non mi vuoi bene.
Per te dopo la foto posso pure diventare cieco.
Per te io sono solo un vanto. Un atteggiarsi che mi conosci. Ccome se questo ti rendesse importante.
Un poter dire io lo conosco. E’ fratamme’…
Frate’ ma chi te sape?
Fratem sta a Milan’ e fa’ o’ tranviere.

O’ gas?? O’ gas è na’ scemità.

Io non so se voglio continuare più a fare il comico. Anzi credo proprio di no.
Grazie a tutti quelli che mi hanno dato sempre rispetto, educazione, amore.
“Sincero cordoglio per la scomparsa di Massimo”. Grazie assai.
Agli altri io non devo niente.
Buonanotte.
Gino.
PS: ora che mi busco una cosa di soldi la voglio spendere. Non sono Renzi. Era meglio che me lo offrivate sempre quando non ero nessuno il caffé…quando non tenevo nemmeno quell’euro. Come faceva sempre la buonanima di Alfredo.

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