E se Giancarlo Leone rimanesse a Rai1?

In mezzo al tritacarne della sera di San Silvestro non tutti ne uscirebbero tritati

di Hit

Quante fantasmagoriche ricostruzioni giornalistiche hanno popolato le pagine dei più prestigiosi quotidiani nazionali e non solo in questi giorni festivi. L’argomento principale, trattato da fogli e fogli dei suddetti media era il “fattaccio” anzi “i fattacci” avvenuti la sera di San Silvestro nel corso del veglione di Rai1 intitolato “L’anno che verrà“. L’ormai famoso “sms” scappato di mano, prima ad un giovane pugliese, in preda ad uno stress dovuto al fragoroso rumore dei botti che lo costringevano -povero- a stare chiuso in cantina con il proprio cane, costretto a guardare Amadeus e compagnia e poi a chi doveva bloccarlo, perchè contenente la bestemmia per antonomasia.

E che dire poi dell’orologio Rai che inopinatamente era avanti di ben 40 secondi, un’eternità! Lapidazione e ghigliottina in piazza per chi si è macchiato di tali atrocità! Si dice che la mossa dei 40 secondi, l’ abbiano fatta per acchiappare ascolti, cosa per altro che in molti dicono si è (quasi) sempre fatta, da tutte le parti. Come se nell’epoca che viviamo occorra la Tv per sapere che ora è. La Tv accesa la sera di San Silvestro, come ha acutamente -come sempre- osservato Carlo Freccero, è un semplice caminetto, o poco più. Tutto ormai è diventato un anticipare i tempi. Per esempio i panettoni si vedono in giro già ad ottobre ed in questi giorni capita di vedere nei negozi di alimentari i classici dolci del carnevale e non ci sarebbe da stupirsi se fra poco tempo arrivino pure le colombe di pasticceria. Il gioco ormai è l’arrivare prima, sempre e comunque.

Anche in televisione, il Tg delle ore 20 per esempio, è ormai diventato il Tg delle 19:56/19:57. Che dire poi delle stagioni televisive che iniziano sempre prima, ai primi di settembre, quando anni fa era il primo sabato di ottobre, con la prima emissione della trasmissione abbinata alla lotteria Italia a dare il via alla nuova stagione televisiva.

Senza parlare poi di chi sposta i flussi dei break pubblicitari per anticipare il break del concorrente, il tutto ovviamente per acchiappare qualche telespettatore in più. Certo, qualcuno fa notare che il nuovo DG della Rai ha detto che la televisione pubblica non deve essere schiava degli ascolti e forse questa vicenda può essere una “palla al balzo” da acchiappare come “esempio”. Insomma ci sarebbe un agnello messo su di un piatto d’argento, da sacrificare per far vedere al gregge dove deve andare in futuro. Viene da chiedersi però una cosa: Affinchè il soldato Ryan cambi le regole d’ingaggio, occorre che il medesimo militare venga sacrificato dopo che ha “rischiato la vita” in prima linea per la causa su cui si basavano le regole con le quali è stato mandato in guerra?

Insomma, i punti sono molti e non è così semplice metterli insieme senza creare danni e/o ingisutizie. In tutto questo però Antonio Campo Dall’Orto è intelligentemente molto cauto. Qualcuno ha scritto che tutto questo può velocizzare le nomine dei direttori di rete, in realtà ci sarebbero state comunque e quasi sicuramente queste avverranno dopo il Festival di Sanremo. Giancarlo Leone guiderà tranquillamente l’ammiraglia della televisione pubblica per tutto il periodo sanremese e poi cosa accadrà?

Solo il DG lo sa. Tanti i nomi che circolano: Angelo Teodoli che si sposterebbe sull’Uno, oppure l’arrivo in quella rete di Simona Ercolani o Ilaria Dalla Tana, o ancora il ritorno di Maria Pia Ammirati (col sapore della rivincita), quest’ultima che potrebbe approdare sul Due qualora Teodoli passi all’Uno. Sul Tre il nome rimane quello di Andrea Salerno, mentre sui Tg se ne parlerebbe più avanti.

Detto questo però c’è un piccolo tarlo che s’insinua in questo discorso, un flash che s’accende e che acceca tutto questo “pastone” inghiottendoselo in un sol colpo. E se Giancarlo Leone rimanesse a Rai1? Non è un’ipotesi peregrina, anzi qualcosa di più che un’ipotesi. Chi vivrà (lapidazioni e ghigliottine permettendo) vedrà!

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