Telethon 2015: Il servizio pubblico che vince e la Storia di Francesco

Partita ieri sera la maratona 2015 del Telethon, vi raccontiamo una storia

di Hit

Ieri è partito il Telethon sulle reti Rai. Capitano in campo anche quest’anno è Fabrizio Frizzi, con Arianna Ciampoli e Paolo Belli. Ieri sera è andato in scena lo show di prima serata con il consueto carico di storie, emozioni e musica tipico di questi appuntamenti che si rinnovano ogni anno dall’ormai lontano 1990. Nella serata di ieri Telethon show ha vinto la gara degli ascolti (cosa per nulla scontata) superando altre due produzioni d’intrattenimento in onda contemporaneamente, ovvero il Concerto di Natale diffuso da Canale5 e Il mondo a 45 giri trasmesso dalla terza rete della televisione pubblica e lo ha fatto con un programma da servizio pubblico.

La gara vera e propria di Telethon però non è quella degli ascolti, ma è quella che viene rappresentata dal numeratore che accoglie tutte le offerte che gli italiani fanno per combattere la distrofia muscolare e le altre malattie genetiche, partendo da quelle fatte attraverso il numero 45501, disponibile sia per telefonia mobile (attraverso sms) che da rete fissa. Per vincere questa gara, quella della solidarietà Telethon racconta ogni anno le storie di alcuni “piccoli giganti” (ci scuserà Maria De Filippi se le “rubiamo” per un momento il titolo del suo nuovo programma) che devono affrontare queste terribili esperienze.

Il più delle volte vediamo questi bambini raccontarci le loro storie in un modo incredibilmente coraggioso e con una maturità ed una responsabilità che tantissimi adulti non hanno. Per esempio ieri sera è stata raccontata la storia di Francesco, affetto dalla SMARD 1, che è una malattia rara che provoca la paralisi degli arti e provoca insufficienze respiratorie causate dalla paralisi del diaframma. Nel corso del video che ha presentato la sua storia chiamato “Respiro” e diretto da Mauro Mancini, è lo stesso Francesco a raccontare, anzi a raccontarsi in prima persona.

Parla di se stesso, della sua malattia, del suo vivere quotidiano, giorno dopo giorno con questo “uomo nero” che ha in corpo. Lo fa con una maturità, con una lucidità e con una forza incredibile, davvero un esempio per tutti. Vi presentiamo la sua storia, esattamente con le sue parole, che valgono più di qualsiasi altra nostra considerazione.

La storia di Francesco

Mi chiamo Francesco, ho 11 anni e sono in prima media.

Sono un bambino molto socievole, allegro e coccolone.

Sono molto determinato e ambizioso, ma anche dispettoso e cocciuto.

Io non lo so come mi vedono gli altri, ma se io mi guardassi dall’esterno vedrei un bambino che ha sempre bisogno di sostegno e di cure.

Sono come tutti i bambini, però sono anche diverso dagli altri bambini.

La mia malattia è la SMARD 1, è una malattia molto grave. T’impedisce di camminare, di usare le braccia, danneggia il diaframma, cioè non si può più respirare e si ha bisogno di un apparecchio che da aria.

Io non vorrei farmi sottomettere da questa malattia. Infatti proprio per questo ogni giorno ce l’ho, ma ogni giorno non ci penso mai.

Per me gli scacchi sono una parte molto importante. Il mio obbiettivo è di essere un campione. Spero un giorno di essere come tutti quelli che ammiro, tipo come….Kasparov!

I miei genitori io li ammiro perchè…beh mia mamma per la pazienza, perchè stare con me non è facile. Anche mio papà l’ammiro, per la stessa cosa. Sono dei bravi genitori.

Per me è molto difficile vedermi nel futuro, faccio molta fatica ad immaginarmi. Però spero che cammino, in futuro, almeno questo, o almeno di respirare.

Io la SMARD 1 la paragono ad una partita a scacchi, perchè le opzioni sono infinite, come nella vita tutto è imprevedibile. Può capitare qualsiasi cosa, come a me la SMARD.

Questa partita contro la SMARD è forse la più impegnativa della mia vita, durerà molto, ma molto tempo, ne sono sicuro.

Sono felice però, perchè nonostante la mia malattia, sono benvoluto da tante persone, per fortuna.

Io voglio che questa partita non la vinca la SMARD…..

Francesco: Mamma, ti posso abbracciare?
Mamma: Si, certo
Francesco: Grazie per tutto quello che fai per me
Mamma: Grazie a te di esistere
Francesco: Ti voglio bene
Mamma: Anche mamma ti vuole bene…..

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