I misteri di Laura, Daniele Pecci a Blogo: “La commedia deve essere irriverente, ma la tv generalista non lo permette” (VIDEO)

Daniele Pecci: “La commedia deve essere graffiante, la tv deve liberarsi dall’idea di dover prendere per forza tutti gli spettatori, dalla nonna al bambino”

C’è anche Daniele Pecci nel cast di I misteri di Laura, la nuova fiction (commedia in giallo) di Canale 5 che debutterà in prima serata martedì 27 ottobre 2015. L’attore ai microfoni di Blogo ha presentato il suo personaggio, ossia Matteo Maresca, “un ragazzo di borgata che è finito alla Mobile di Palermo in mezzo alla strada, piacione con le donne, un uomo selvaggio che vive da solo” e “che quando c’è da scoprire l’assassino non c’azzecca mai“. Matteo, che instaura con la protagonista Laura (Carlotta Natoli) un rapporto prima “burrascoso“, poi “interessato” e infine “stuzzicante“, parla romanesco (la fiction è ambientata a Torino – è stata girata anche a Praga):

È la prima volta che faccio un personaggio utilizzando il mio dialetto in un modo che non parlo neanche nella vita. A me piace molto il vernacolo, nella vita adopero una parlata romanesca, ma non certamente a quel livello. Mi ha molto divertito.

90 giorni di riprese, 6 giorni a settimane, 12-13-14 ore al giorno per riportare sulla rete ammiraglia di Mediaset la commedia. Questo l’interessante punto di vista di Pecci sul tema:

La commedia in televisione si fa, si cerca di farla. Non credo abbia avuto una flessione. Se ne vedono tante di commedie. Il problema è che la commedia per essere tale deve essere leggermente scorretta. Ma difficilmente la tv generalista ti permette di fare qualcosa di scorretto. La commedia spesso è graffiante, ruvida, spesso c’è della satira e bisogna andare oltre. Invece la tv generalista tende a impacchettarla per cui noi attori su una scrittura molto moderata tentiamo di essere comici. E alla fine quando la vai a rivedere vedi solo te che cerchi di essere comico: è molto sgradevole. Quando ci liberemo dall’idea di dover prendere per forza tutti gli spettatori, dalla nonna al bambino, probabilmente faremo prodotti più settoriali dove ci sarà permesso di essere più liberi e di fare la commedia, che ha bisogno di irriverenza.

Un’analisi spietata e cinica da parte dell’attore nei confronti della tv generalista. Che non risparmia niente e nessuno, neanche I misteri di Laura:

È una fiction della tv generalista, deve piacere a tutti e ci auguriamo che piaccia a tutti. Il metro con il quale sarà giudicata è quello. Interessa poco sapere se è ben fatta. Io per Canale 5 ho fatto una cosa bellissima, una sorta di cronaca sul rapporto tra la malasanità e la politica, uno dei migliori lavori. Ma è finito nel nulla perché se tutti non lo guardano ed è un po’ scomodo… te lo levano (si riferisce a Crimini bianchi, Ndr) Quindi, finché facciamo la tv generalista dobbiamo piacere a tutti.

In apertura di post il la video intervista integrale.