E se il calcio lasciasse la tv in chiaro? La guerra dei diritti

Ci risiamo, a parlar di diritti del Campionato di Calcio italiano, il più bello del mondo (mai capito chi abbia messo in giro questa voce, e molto poco d'accordo con la stessa): sembrerebbe il solito copione del tira e molla che poi si concluderà con un bel nulla di fatto, ma questa volta i tempi sono veramente stretti.

Mancano appena quattro giorni alla prima giornata di campionato e non c'è ancora un accordo per la trasmissione in chiaro di goal, highlights e quant'altro. Come sembrano lontani i tempi in cui Serie A e Quelli che il calcio... si facevano la guerra (e c'era anche la guerra interna in Mediaset, con Mentana che soppiantava Bonolis). Eppure, noi eravamo già qui a commentare gli eventi.

Ma per parlar di cose concrete, ecco le offerte di RAI e Mediaset relative a due campionati, quello che sta per iniziare e quello della prossima annata (via il Giornale):

Rai: 30,6 milioni di euro, così suddivisi: 7 milioni per gli highlights di Serie A fino alle 22,30; 13,5 per gli highlights di Serie A dalle 22,30 in poi; 6,5 per la coppa Italia dagli ottavi alla finale; 1 per la Serie B; 2 per la radio; 0,6 per la Supercoppa trasmessa l’altra sera con ascolti superiori al 32%.


Ben diversa la situazione in casa Mediaset, dove l'offerta riguarda solo la fascia serale e non supera 11,5 milioni di euro.

La Lega Calcio ha giudicato ridicole entrambe le offerte.


Il nodo si dovrebbe comunque sciogliere entro oggi.

Vediamo che possibilità ci sono.

1) Mediaset alza l'offerta in maniera cospicua - dubitiamo, considerato il fatto che valutazioni interne sugli ascolti sconsigliano vivamente di puntare ancora sul calcio - in modo da soddisfare le richieste della Lega, che sono di 60 milioni di euro per la coppia di campionati.

2) La Lega accetta l'offerta della RAI, che non è intenzionata a alzare il tiro.

3) Il campionato di calcio non avrà alcun tipo di copertura in chiaro.

Un tempo, forse, avrei sostenuto in qualche modo il dovere del servizio pubblico di coprire un evento comunque molto amato e seguitissimo. Un tempo. Ma certe cifre e certi climi di recessione suggeriscono prudenza anche nelle analisi e nei commenti. E allora, aspetto, sto a guardare cosa accadrà.

Certo che, in qualche modo, tutte queste questioni di diritti - c'è di mezzo anche il Festival di Sanremo, ricordate? - prima o poi ci faranno gridare al re nudo. Prima o poi.

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