La complicata vita di Christine, ancora più complicata per l’orario di messa in onda

Purtroppo, Raidue ha deciso di mandare in onda “La complicata vita di Christine” -titolo originale ” The new adventures of old Christine”- ogni pomeriggio alle 17:10. Perché purtroppo? Perché, se collocata in un orario più accessibile ad un pubblico adulto, la sit-com sarebbe stata molto più apprezzata di quello che un orario pomeridiano -e per

La complicata vita di ChristinePurtroppo, Raidue ha deciso di mandare in onda “La complicata vita di Christine” -titolo originale ” The new adventures of old Christine”- ogni pomeriggio alle 17:10. Perché purtroppo? Perché, se collocata in un orario più accessibile ad un pubblico adulto, la sit-com sarebbe stata molto più apprezzata di quello che un orario pomeridiano -e per di più estivo- può garantire.

E’ normale, allora, come spesso accade in Italia, che l’ennesima sit-com ben fatta e divertente si ritrovi a raggranellare a fatica qualche centinaia di migliaia di telespettatori, senza vederne le potenziali per un pubblico ed una fascia oraria maggiore.

“La complicata vita di Christine” (gallery), però, avrebbe potuto fare molto di più: la semplicità della storia, associata a dei dialoghi molto divertenti e scene che fanno ridere di gusto erano -e sono- le carte vincenti per attirare un pubblico più maturo e smaliziato di quello del tè delle cinque.

In due parole la storia: Christine (Julia Louis-Dreyfus, per anni protagonista di “Seinfeld”), madre separata e proprietaria di una palestra per donne, vive una vita da single col fratello Matthew (Hamish Linklater) ed il figlio Ritchie (Trevor Gagnon). In ottimi rapporti con l’ex marito Richard (Clark Gregg), la sua stabilità inizia a vacillare quando lui comincia a frequentare una donna più giovane di lei, sua omonima (Emily Rutherfurd, “A casa con i tuoi”). La “nuova Christine”, così, si affianca alla “vecchia Christine”, che teme di non riuscire più a ritrovare la capacità di vivere un’altra storia.

Pochi personaggi, per lo più lontani dal tipico carattere da sit-com che deve a tutti i costi strafare per strappare una risata: oserei dire che la forza di questo show stia nella normalità della storia raccontata.

Certo, un po’ di enfasi ed estremizzazione a volte c’è -e non deve mancare, è pur sempre finzione!-, ma ci si appassiona a Christine perché non insegue sogni impossibili e ristretti ad una piccola cerchia di telespettatori, anzi. Il suo status di nuova single è sempre più alla portata di tutti i giorni, e le difficoltà di tale situazione vengono ben rese.

Colpiscono molto anche i dialoghi, taglienti e con un buon ritmo, abbordabili da un pubblico più grande di quello pomeridiano (c’è lo zampino di Kari Lizer, autrice di “Will & Grace”): da qui, il dispiacere che “La complicata vita di Christine” venga messa proprio di pomeriggio.

Sarebbe bastato un access prime time -magari in accoppiata con “Friends”, perché no?- per farla conoscere meglio e sicuramente apprezzare di più. Ma le puntate sono ancora molte -quelle in onda ora sono della prima stagione, mentre in America a settembre partiranno quelle della quarta-, e chissà se un giorno ci ritroveremo Christine ad un altro orario. Per ora, la sua complicata vita fa coppia con quella altrettanto complicata del telespettatore italiano.



La complicata vita di Christine
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