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10 anni di Rocco Schiavone, un successo sempre crescente tra letteratura e fiction

Rocco Schiavone compie 10 anni dalla prima messa in onda, la fortunata fiction Rai ha già in cantiere nuove storie per corroborare un successo sempre crescente tra curiosità e polemiche.

4 Gennaio 2026 18:18

Antonio Manzini è sempre stato un attore particolarmente esigente, questo l’ha portato a diventare un autore preciso e autentico nonché uno sceneggiatore puntiglioso. La premessa è doverosa perchè le difficoltà che l’interprete e sceneggiatore ha trovato per farsi strada nel mondo del cinema e della televisione sono state parecchie, quelle per entrare nel novero degli scrittori degni di nota sono state molte di più. Il punto è che Manzini, e questo è un pregio, non scende a compromessi.

I suoi libri, tutti – non solo Schiavone – sono sceneggiature già pronte. La parola scritta è talmente reale, costruita in maniera tale da poter già prevedere una scena. Manzini, nello specifico, riesce a coinvolgere il lettore al punto che durante la lettura possa già immaginarsi le scene nella mente. Come se fossero pronte per essere rilasciate su grande o piccolo schermo. Uno scrittore del genere andrebbe preservato come se fosse rappresentante di una specie in via d’estinzione.

Antonio Manzini tra fiction e letteratura

Manzini no: agli inizi della carriera, e talvolta ancora oggi, ha dovuto superare la diffidenza del mercato. Troppo crudo, troppo vero, un linguaggio eccessivamente colorito. Se n’è sentite dire di tutti i colori, tant’è che uno dei suoi primi romanzi – “La giostra dei criceti” – ha cambiato casa editrice più volte. Successivamente lo scrittore e sceneggiatore, nonché interprete, si è stabilito alla Sellerio (al netto di qualche capatina in Mondadori) con Andrea Camilleri come una sorta di mentore. Un maestro, non solo per Manzini, da cui attingere preziosi consigli fin quando è stato possibile.

Marco Giallini nei panni di Rocco Schiavone
Marco Giallini nei panni di Rocco Schiavone (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Veniamo a Rocco Schiavone che, tra tutti i protagonisti dei suoi romanzi, è senz’altro il più popolare. Merito della fiction televisiva. Schiavone, infatti, con Pista Nera (primo romanzo della celebre collana) arriva su Rai2 il 9 novembre 2016. Dieci anni fa, il successo – anche sul piccolo schermo – è stato dirompente. Una popolarità arrivata fin dai primi minuti di girato.

Il segreto di Rocco Schiavone

Rocco Schiavone non è un vicequestore qualsiasi: in primis è cinico, in secundis ama il suo lavoro ma con moderazione. Questa indolenza perenne, che non è pigrizia semmai è consapevolezza che non si può vivere per lavorare, viene vista come croce e delizia dagli ammiratori. In definitiva, Schiavone – come personaggio – è bello e maledetto. Piace anche e soprattutto per il suo essere imperfetto e sopra le righe, persino insopportabile alle volte.

Proprio perché il primo a essere in difetto è lui stesso con una personalità smarrita nel ricordo di Marina, la moglie morta prematuramente, con cui deve fare i conti. Se un personaggio così complesso e sfaccettato, poi, lo deve interpretare Marco Giallini tutto si amplifica.

Il provino di Marco Giallini

Basti pensare che, dopo una decade, Giallini è grato a Manzini e al personaggio che gli ha ridato popolarità (la Val D’Aosta gli ha persino attribuito la cittadinanza onoraria) ma inizialmente non voleva partecipare al provino per il protagonista della serie. Lo stesso attore, simpaticamente, ha dichiarato di aver calcato la mano – nella resa scenica del self-tape – sperando di risultare eccessivamente disturbante. Invece quel tipo di recitazione ha fatto la differenza e Giallini, oggi, deve (anche) a Rocco Schiavone il periodo d’oro che sta vivendo tra cinema e tv.

Averlo nei panni di un vicequestore dai lati oscuri e un passato ancora da chiarire è stato motivo di dibattito: la serie, come tutti i prodotti di successo, è diventata anche un caso politico. “Un vicequestore che fuma marijuana non è un esempio da seguire”, ha detto Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato. Diatriba che è andata avanti per anni, dentro e fuori i social.

Il successo e le polemiche

Al punto che la Rai sembrava essere sempre sul punto di annullare la serie. L’ultima stagione, nell’arco di questi dieci anni di successo, è stata persino al centro di un caso. La promozione – sul piano televisivo – sembrava arrivare a singhiozzo. Situazione che ha fatto sorridere anche lo stesso Manzini, il quale non ha mancato di sottolineare come l’affetto e il ruolo del pubblico sia il motore fondamentale di questa fiction. Come dire che, spesso, Schiavone si è visto mettere i bastoni tra le ruote da chi dovrebbe invece promuoverlo.

Rocco Schiavone, dopo dieci anni, si conferma uno dei prodotti più visti del Servizio Pubblico perché Manzini non arretra di un passo: è lui stesso che cura, dal punto di vista del riadattamento, la sceneggiatura nella versione televisiva. Questo significa niente sconti: Schiavone, attraverso la figura di Marco Giallini, viene mostrato senza filtri. Proprio come appare nei libri. Per non parlare del resto dei personaggi. Un cast certosino mette sempre grandi attori al fianco del vicequestore più conosciuto di Aosta.

Quando torna in tv

Aspetti che includono spese importanti, infatti la serie viene – di volta in volta – riconfermata ma ci sono sempre punti interrogativi sulla messa in onda. La data ufficiale diventa un rebus anno dopo anno. Anche in occasione della prossima stagione, con cui coinciderà l’anniversario dei dieci anni dalla messa in onda, fondamentale è stato il sostegno del pubblico.

Rocco Schiavone continua ad accumulare visioni su RaiPlay e anche dal punto di vista dello share non tradisce, neppure in replica. Lo stesso fenomeno che, nel Servizio Pubblico, si verifica con Montalbano. Quindi, magicamente, i problemi di budget si trasformano in opportunità: il pubblico è sovrano e finché guarda la Rai deve arrendersi all’evidenza.

Un compleanno importante

Schiavone fa spendere tanto, ma garantisce almeno il doppio in termini di pubblicità e consenso. Dunque Giallini scalda i motori e rispolvera il loden: la nuova stagione di Schiavone dovrebbe concludersi – per quanto riguarda le riprese – tra primavera ed estate 2026 per poi essere trasmessa prima della fine dell’anno. Giusto in tempo per l’anniversario televisivo di uno dei romanzi più letti a livello contemporaneo. Il conto alla rovescia è cominciato.