Ubaldo Pantani è sempre stato, a livello contemporaneo, un interprete poliedrico. L’attore, nel recente passato, si è anche cimentato – con professionalità e presenza – in alcune parti all’interno di quello che viene definito cinema di genere. Lo abbiamo visto in Poveri ma Ricchi e Poveri ma Ricchissimi (al fianco di Christian De Sica e Lucia Ocone) oppure ne L’ultima ruota del carro – diretto da Giovanni Veronesi – per arrivare a Romatiche accanto a Pilar Fogliati che, in quel contesto, ha curato anche la regia. Pantani è pronto, presente e disponibile.
Un concetto molto diverso dall’essere a disposizione. Riesce a portare a termine la performance tra grande e piccolo schermo, dato che la sua dimensione specifica è il teatro. Lo possiamo apprezzare in tv o al cinema, ma dal vivo propone cose che raramente si vedono. Pantani ha compreso che il concetto di recitazione è ampio e deve avere sempre a che fare con le emozioni: qualche volta si ride, altre volte si riflette, ma è possibile anche fare entrambe le cose.
Una crescita esponenziale
Lo ha dimostrato in Pantani racconta Bartali e all’interno de Inimitabile. Due spettacoli diversi tra loro accumunati da un fattore: lui. Pantani riesce a conquistare il pubblico con uno sguardo, una frase, un atteggiamento. A riuscirci sono solo i grandi del settore, per questo tra gli addetti ai lavori gode della stima e del riconoscimento di molti. Da Carlo Conti a Fabio Fazio, passando per Lucia Ocone e Lella Costa fino alla Gialappa’s Band. Tutti d’accordo sul fatto che Pantani sta al teatro e alla televisione come Allegri sta al 3-5-2 per usare una metafora calcistica. Fedele, tra le altre cose, a una delle sue migliori parodie.

Tornando all’importanza del teatro fra televisione e cinema, proprio sul palcoscenico di una delle sue date ha incontrato – per l’ennesima volta – Fabio Fazio che gli ha proposto (in tempi non sospetti) di animare il Tavolo di Che Tempo Che Fa. Quando era ancora una particella di Che Tempo Che Fa in versione classica. Pantani ha accettano cercando di non portare alla ribalta un personaggio qualsiasi, ma la parodia di Lapo Elkann.
Il Tavolo di Che Tempo Che Fa
Non è semplice perché, in tal caso, occorre essere fulminei trovando sempre giochi di parole importanti in grado di far ridere senza mettere in ombra gli altri interlocutori. Pantani, in questo, è disarmante: è capace di sovvertire la situazione in poche parole. Il Tavolo della trasmissione di Fabio Fazio ha tanti nomi importanti fra la comicità e l’intrattenimento. Parlano tutti senza sosta e riuscire a trovare lo spazio giusto al momento giusto è arduo. Pantani non si spaventa e riesce, ogni sera, a mettere sul piatto giochi di parole e performance comiche sensazionali.

Viene, per questo, riconfermato ogni anno: Lapo Elkann, Ubaldo Pantani, non può mancare a Il Tavolo di Che Tempo Che Fa. È un vero metronomo della goliardia. Carlo Conti, infatti, lo ha riproposto anche a Sanremo. Non sta bene su tutto, ma quasi. Le risate escono spontanee, quasi come le battute che propone. In alcuni casi partorite in una frazione di secondo. Questa duttilità interpretativa, oggi, andrebbe sfruttata maggiormente.
Lapo Elkann, un jolly da sfruttare
Il Tavolo di Che Tempo Che Fa è passato in prima serata con un giorno a settimana (il mercoledì) interamente dedicato all’intrattenimento e alla leggerezza: il format è partito leggermente in sordina, ma puntata dopo puntata l’Audience sta crescendo. Pantani prosegue con la sua capacità disarmante di fare battute, talvolta anche scomode, pungenti proprio per il fatto che sono istantanee. Arrivano come un fulmine a ciel sereno: il tempo di capire cosa aspettarsi e diventa impossibile smettere di ridere. Avviene tutto in pochi istanti, fatali per far passare il Tavolo da monotono – in alcuni casi – a frizzante.
Ecco perché Pantani dovrebbe avere ulteriore spazio all’interno della conversazione animata. Talvolta resta imbrigliato nelle dinamiche altrui e questo è un peccato. In primis perchè non dipende da lui, in secundis perchè il suo estro sarebbe sicuramente l’arma in più di un Tavolo diventato appuntamento fisso settimanale. Fazio fa bene ad aprire le porte di Che Tempo Che Fa ad altri comici, come Angioni o il veterano Abatantuono e l’intoccabile Frassica, ma “liberare” Lapo Elkann qualche volta in più potrebbe diventare un jolly insostituibile.
Il coraggio di osare
Pantani già adesso è una pedina fondamentale del programma, ma rimane (non per sua volontà) con il freno a mano tirato in molte occasioni. Forse troppe. È giunto il momento, dato che Fazio ha detto di voler sperimentare nell’ultimo anno di contratto con Skydance (il futuro è ancora da stabilire, di osare ulteriormente. Pantani è la persona idonea per poterlo fare: il “Lapo” perde il pelo, ma non il vizio.