Le gemelle di “Come un gatto in tangenziale” nuovamente sotto processo: cosa rischiano Alessandra e Valentina Giudicessa
Le sorelle Giudicessa, famose per la partecipazione a Come un gatto in tangenziale, finiscono nuovamente davanti a un giudice: le accuse di furto aggravato in concorso e utilizzo indebito di carte di credito aprono nuovi scenari giudiziari per le gemelle.
Stavolta nessuno ha battuto il ciak, ma la realtà ha superato nuovamente ogni immaginazione. Le due sorelle gemelle Pamela e Sue Allen sono note al grande pubblico per il successo del film diretto da Riccardo Milani dal titolo “Come un gatto in tangenziale”, ma i loro nomi sono altri: Alessandra e Valentina Giudicessa, per l’anagrafe, che stanno iniziando a diventare conosciute anche per altre ragioni. Davanti alla macchina da presa interpretano due sorelle molto particolari abituate a eseguire piccoli furti.
Pratiche giustificate a favore di camera con una tendenza difficile da debellare: lo shopping compulsivo. Se al cinema questo espediente suscita più di un sorriso, nella realtà la situazione è molto più complicata. Alessandra e Valentina Giudicessa, infatti, sono nuovamente accusate di furto aggravato con utilizzo indebito di una carta di credito. La vicenda si sarebbe verificata, nello specifico, il 21 ottobre del 2017.
Le sorelle Giudicessa nuovamente sotto accusa
Le due donne avrebbero sottratto una carta di credito alla cliente di un supermercato, attualmente spetterà al giudice decidere se dietro tale dinamica che prevede appunto il furto ci sia la mano delle due sorelle oppure no. Risulterebbero agli atti transazioni con la carta in questione pari a circa 1.316, 50 euro. Le sorelle Giudicessa non sono nuove alle diatribe legali: nel 2019 sono state condannate in primo grado a un anno di reclusione per aver sottratto 18 capi da un negozio di abbigliamento. Valore complessivo: 4794 euro.

Alessandra e Valentina Giudicessa hanno raccontato la loro storia durante una puntata di Belve Crime: le due donne non hanno avuto remore a rivelare che per tanto tempo hanno vissuto di espedienti non sempre leciti. La celebrità con il film di Milani, successivamente, ha aperto nuovi scenari: “Siamo diventate nuovamente povere dopo poco, anzi la situazione – hanno raccontato a Francesca Fagnani – è addirittura peggiorata perchè chi ci conosceva avendoci notato all’interno dell’opera cinematografica ha cominciato a chiedere risarcimenti per i furti che avevamo compiuto in passato”.
La prospettiva in ambito giudiziario
Ora, quest’ultima diatriba legale è in attesa di una conclusione. La prospettiva delle sorelle, in ambito giudiziario, tuttavia è nota e la speranza – dal loro punto di vista – rimane quella di riuscire a ricostruirsi un’esistenza priva di sotterfugi e senza alcun tipo di trasgressione illecita.